La Ropa Sucia 365/Parte 2

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L’ULTIMO EPISODIO

PARTE 2

Mentre Fernando eseguiva lo scambio di DNA con Raquel, gli tornava in mente Clara Sanchez, che ormai era prossima al parto. Probabilmente, secondo i dottori era una femmina.

“La chiamerò Angelica e sarà un avvocato” disse Clara a Miguel, il quale non era morto pazzo alla notte di luna piena di sei mesi prima. Anzi, proprio da quel giorno le cose gli erano andate più che bene. Aveva persino vinto alla lotteria e in quel momento satava leggendo il corto giornale del paese.

“Clara” disse pazientemente Miguel. “Devi spiegarmi perché una volta al mese cambi mestiere e nome a nostra figlia”

“Mi sembra ovvio” rispose ancora più pazientemente Clara. “Gli Islas mi hanno detto che a loro serve un avvocato, per cui…”

Islas che in effetti ebbero problemi con Edmundo, il povero amministratore delegato della loro società. A quel che pareva, aveva tentato di molestare Analisa Islas e quindi volevano denunciarlo. Tuttavia, erano senza avvocato quindi chiesero quel favore a Clara Sanchez.

“Vale la pena aspettare più di vent’anni per denunciarlo?” chiese Analisa. “Voglio dire, alla fine non è stato neanche così invasivo… sai, voglio ritentare con lui”

“Non dirmi che ti sei invaghita di lui perché ti ha toccato il sedere?” chiese Juàn.

“Ehm… forse!” disse Analisa, scappando e uscendo fuori casa. Era una bella giornata, e vide Roberto l’aitante runner correre davanti a lei, incappucciato perché braccato dalla polizia, esattamente come Pepa Gutierrez.

“Non li prenderanno mai” pensò Analisa. Nella sua passeggiata, arrivò fino a Villa Riquelme, dove viveva Sofia, che, dopo essere stata addormentata col cloroformio, non permetteva più a nessuno di varcare quella soglia. Si diceva che adesso era lei la Gran Sacerdotessa del Clan  delle Streghe.

“Oh, salve, pipa!” esclamò Analisa, nel vedere Jorge.

Jorge guardò Analisa e capì che voleva chiedere una cosa. “Se mi rimettessi con Pepa, come la prenderesti?”

“Oh, allora dovresti andare da Romàn e Alfonso, loro sono conculenti!”

Così andò dritto alla casa dei Cascada, che era tornata a essere residenza estiva, e luogo delle nozze fra Romàn Garcia junior e Joaquina Cascada, erede di quella casa.

“Sì, dimmi” disse Romàn, seduto dando le spalle con la poltrona. In realtà avrebbe voluto essere altrove, ma per lavorare doveva pur fare qualcosa e la sua conoscenza di Villa Nueva era enorme. Così Joaquina gli chiese di fare il consulente.

“Devo mettermi con Pepa?” chiese el pipa. Alfonso Cruz represse una risatina, mentre grattava l’interno del gesso della gamba di Rebecca Jones, la quale non era ancora guarita dal calcio che aveva dato al cancello dei Riquelme.

“È una bella giornata” disse l’ex Boss del Clan dei Neri. “Fai come credi”

Così el pipa uscì fuori da quella strana villa, tutta color pesca, e vide, tornando a Villa Gutierrez, l’altro suo figlio, el tiburòn, con in mano un sacco di bagagli.

“Che succede, Ramiro?”

Ramiro rispose “Visto che devo assolutamente dimenticare Elisa Riquelme, la quale si è sposata con uno del pueblo rifiutandomi, e visto che neanche Rocìo mi gradisce, essendosi fidanzata con Roberto Mendosa l’aitante runner ed evaso, credo che partirò”

“Fai bene, figlio mio… fai bene” El pipa si era appena reso conto di aver capito tutte le parole del figlio. Neanche una stilla dell’incantesimo se n’era andata.

Così, pieno di bagagli, andò verso la fermata della corriera, dove incontrò anche Catalina Salcido, la bellissima.

“Ehi, che ci fai qui?” chiese a Catalina.

Lei rispose sospirando. “Eh, sono andata a trovare Javier e Emilia Garcia, che sono marciti in galera. Sul serio, sono marciti. Finalmente so qual è il tesoro dei Garcia, e me lo hanno detto subito, dato che ormai non vale più la pena cercarlo. Il tesoro dei Garcia è l’amicizia e il valore più prezioso di qualsiasi tesoro”

El tiburòn guardò gli occhi verdi della ragazza come se fosse pazza. “Secondo me ti hanno preso in giro”

“Secondo me pure, ma tant’è. Tu vai da qualche parte? Io devo fare un servizio fotografico. Dopo tutto questo tempo ho tanta voglia di tornare in pista come modella. Ti va di accompagnarmi?”

Catalina era riamsta impressionata dalla voce squillante del figlio dei Gutierrez e glielo aveva chiesto con assoluta sincerità

El tiburòn aveva appena vinto alla lotteria, e chissà come sarebbe andata con lei.

Quel giorno, a Villa Nueva, tutti erano sereni e pronti ad affrontare una nuova vita, un 1985 che non avrebbe dimenticato più nessuno.

Tanto, comunque, la lavatrice aveva smesso di girare.

 

THE END

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