Trasparenza.

 

 

 

 

Anche l’immagine di questo articolo è trasparente.

 

Sapete, ci sono giorni in cui sono concreto al punto da spaccare il mondo e altri in cui mi sento invisibile.

Per inciso, stamattina mi sono alzato e, al momento della toeletta, lo specchio non mi ha riflesso!

Sgrano gli occhi, impaurito. Infilo l’accappatoio e mi guardo in un altro specchio. Niente.

Vado in un terzo specchio. Niente ancora.

Mi faccio un selfie col mio telefono d’ultima generazione, che per inciso non sarà mai l’ultima generazione perché sta già uscendo quello nuovo, di ancora più ultima generazione.
Niente. Non vengo.

Mi vesto allora, facendo finta di non notare gli specchi che segnalano l’errore 404, persona non trovata.

Prendo la macchina, esco dal cancello e mi getto nel traffico. Le persone che mi guardano dal marciapiede sgranano gli occhi: chi c’è dentro la macchina? O meglio, chi non c’è?

Ho un fortissimo dubbio, quindi mi guardo nello specchio retrovisore.

Non ci sono.

Okay, okay. Credo di stare impazzendo. Sono invisibile o la macchina cammina da sola? Se facessi un incidente nessuno può prendersela con me? Oppure sono diventato un fantasma a mia insaputa?

Vado in ufficio, sicuramente i colleghi mi vedranno… o non mi vedranno, credendo che il caffè che tengo in mano fluttui come preso da vita propria, che è un po’ il sogno di tutti.

“Jennifer” chiedo alla mia collega. Quella si spaventa urlando: “Vade retro satana!” gettandomi addosso dell’acqua. Si aspetta che io bruci?

“Jennifer!” ripeto di nuovo. “Sono io! Sai perché non mi vedo?”

“Eh?” dice Jennifer, ancora spaventata. “Allora non sei il famoso Fantasma Torturatore delle Jennifer Innocenti, quello che le rinchiude del seminterrato sminuzzandole e poi vendendole come tritato!”

“Ma no, che sciocchezze! Sono io, Philip! Sai perché non mi vedo?”

Jennifer mi guarda, o meglio, fissa la sedia dove sono seduto, assumendo un’espressione come dire ‘beh, è ovvio.’

“Guarda che nessuno vede se stesso, tutti abbiamo bisogno degli specchi. Tu in particolare sei diventato talmente… trasparente da risultare invisibile!”

Ah.

Potrebbe avere ragione.

Solo ieri sera ho confessato di avere mangiato un’unghia e tutti lì a prendermi in giro.

Jennifer prosegue con la sua teoria. “O è così, oppure ti sei dimenticato la tuta di specchi riflessi che rende trasparenti addosso”

Colpito, mi metto le mani addosso, non per colpirmi, ma per cercare la cerniera.

Che sbadato!

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