L’uomo che voleva diventare un gomitolo.

Non so se ci avete mai fatto caso, ma gomitolo, questa parola, ha addirittura tre O!

È la storia di Gianezio, il quale un giorno si è reso conto di essersi svegliato e dover cominciare da zero. Il giorno prima era però convinto di essere un grande uomo!

Gianezio vide tre O del gomitolo ed affermò: “Da oggi diventerò un filo!”

La sua casa lo guardò sospettosa e gli rispose “Pensa tu al resto!”

In effetti, era una risposta che ci si poteva attendere da una casa.

“Il resto? Ma quello è solo sullo scontrino!”

In effetti Gianezio non ebbe tutti i torti, perché per andare in bagno scivolò col piede proprio su uno scontrino, che se la rise sotto i baffi. Qualcuno glieli aveva disegnati o se li era disegnati da solo.

Gianezio si rialzò dalla botta presa, e il bernoccolo cominciò a lampeggiare e ad emettere scamapanellii natalizi.

Era però il dieci giugno, e faceva molto caldo.

“Ma certo!” disse Gianezio. “Per diventare un filo devo innanzitutto chiedere all’ago!”

“Allora devi andare in Scozia!” rispose casa sua, nello specifico la mensola dove tutti tengono la scatola di biscotti blu che invece era solo sartoria.

“Sai, filo di Scozia, lago…”

Gianezio ribatté piccato “Ma non filo di Scozia! Che poi lo usano per le calze e infatti quando cammino ci sono le cornamuse che suonano, e sinceramente danno fastidio! No, io intendevo l’ago inteso come quello che ha la cruna e i cammelli non ci passano!”

“Grazie per aver rigirato il coltello nella piaga!” commentò tagliente un cammello di passaggio.

Gianezio però ebbe evitato i sensi di colpa e propriamente chiese dell’ago, proprio come pianificato.

“Scusi, ago?”

“Scusi?” chiese lui. “Non mi darai certo del lei. Io sono il grande saggio ago delle sette cascate, infatti tutte le sarte sono cascate nel vedermi.”

Due secondi dopo ci ripensò e disse “In effetti, sono sarto anche io. Ma non sono cascato.”

“Infatti, egregio! Voglio diventare un filo dalle lunghe trame che si dipanano nei secoli. Come posso fare?”

L’ago ebbe la risposta pronta: “Pierluigi!”

“Hola, come va?”

Gianezio era scioccato da quante persone conosceva il sommo ago.

Comunque proseguì: “Siamo idioti che l’universo mangia”

“Ma come?” chiese Gianezio. “Io volevo diventare un GOMITOLO, non un PASTO! Che poi, come primo, secondo o dessert?”

“E che, i gatti secondo te quando sputano palle di pelo prima che cos’erano?” chiese criptico l’ago.

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