Gino il cuoco.

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Vi mancava questo banner, eh? Ed oggi abbiamo un ospite speciale!

Tutti noi conosciamo Dragon Ball, no? Ebbene, la storia che sto per raccontare non c’entra niente.

Sto parlando di Gino, il drago chef. O il “drago” degli chef, insomma come preferite.
Gino, in quanto drago, non ha bisogno di nessun fiammifero o
acciarino per poter accendere i piani cottura, il problema è che non gli viene mai niente di quello che gli viene ordinato!

E due uova fritte non le sa fare che le carbonizza; e la pasta no perché la mangia a forza di assaggiarla; per non parlare poi delle bistecche. Ha una certa passione per la pelle di pollo.

Che fare dunque? Gino il drago chef vola fra le nuvole e pensa che ti ripensa decide di creare lui la ricetta perfetta.

“Metterò su un piatto tutti gli ingredienti per un qualcosa che lascerà sbalorditi tutti quanti!”

Un buon chef deve conoscere anche i Paesi che visita, in modo da confrontare la sua esperienza con la tradizione locale. Ebbene, Gino va in Perù, ma tutti fuggono. Va in Irlanda, e tutti fuggono. Un uomo ha pure cercato di ucciderlo lanciandogli delle frecce, come se potessero fargli qualcosa.

Gino va in Oriente, ma lì i Draghi sono più serpenti che lucertole e soprattutto sbucano da sette sfere luminose.

“Miseriaccia! E allora che mi resta da fare?”

La dispensa di Gino non offre un granché: due spaghetti sopravvissuti alla gara della pasta che il drago ha vinto avendone mangiato diversi chili, un po’ di cacio e il pepe, che davanti a un drago è come se fosse benzina. Gino conosceva bene la storia di Billo, il quale aveva messo il pepe nella macchina al posto della benzina e il veicolo si era sentito per tutto il giorno fiammante.

“Bene. Cacio, Pepe, secondo voi qual è la ricetta perfetta?”

“La carbonara!” esclama sicuro il cacio. “Hai visto per caso la L? Voglio diventare uno sport famoso”

“Cacio, guarda che non hai bisogno della L perché tutti i latticini contengono quello sport già di per sé. Fa bene alle ossa, sai”

Gino è molto erudito. Il cacio felice balzella verso il campo ma al primo tiro viene distrutto tutto, sporcando peraltro l’attaccante incauto. Avrebbe fatto odore per tutta la giornata.

A Gino non rimane che fare una buona e sana carbonara, e ricordatevi il guanciale…

Oh no! Gino ha di nuovo bruciato tutto sputando fuoco!

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