Intervista a: Beatrice Simonetti.

51sgyiax1jl._sx364_bo1,204,203,200_

Libro disponibile ovunque, bellissimo

Come dico sempre, sono sempre felicissimo di ospitare i miei amici. Beatrice, che conosco da anni, è una di queste e con Rodion fa il suo esordio nel mondo letterario. Era ora, direi.

Il mio blog è dunque pronto per ospitare una sorte di presentazione, una serie di domande che lei ha felicemente risposto e che io ho deciso di pubblicare proprio oggi, Giornata della Memoria, per non dimenticare.

 

Ciao, Beatrice! Benvenuta a casa mia, il blog “Le Avventure di Tutto” è lieto di ospitarti. Soprattutto perché non solo sei una delle mie autrici preferite, ma anche perché sei un’amica e quindi fa’ pure come se fossi a casa tua.

Ma bando alle ciance!

 

  1. Di cosa parla “Rodion”?

Innanzitutto voglio salutare tutti i lettori del tuo blog e ringraziarti per avermi proposto questa intervista. Solitamente sono una persona estremamente logorroica ma, in nome dell’amicizia che ci lega, cercherò di non tediare nessuno con i miei sproloqui. Proverò a essere breve e concisa (per quanto mi sarà possibile fare).

Dunque, andiamo subito al sodo.

Rodion è una storia di crescita e di rinascita, sulla presa di coscienza di se stessi. Il protagonista è Edmund, un giovane tedesco che vive nel miglior mondo possibile, per un privilegiato come lui. La Seconda Guerra Mondiale è finita da ormai quattordici anni e a vincere sono stati i nazisti. L’assetto globale è stato completamente capovolto e i popoli dominati dal giogo nazista vivono in condizioni miserabili sotto la scure dei loro dominatori. A farne le spese sono soprattutto i popoli slavi, sfruttati come mera forza lavoro nei campi di isterilimento: delle vere e proprie città-stato circondate da mura invalicabili.

In questa realtà anti-utopica, Edmund decide di arruolarsi per proteggere la propria patria dalle sporadiche ribellioni che di tanto in tanto ne spezzano l’equilibrio.

Il cammino che il giovane intraprenderà sarà però pieno di insidie e ben presto arriverà al punto in cui i suoi occhi dovranno aprirsi per forza e la sua vita subirà una brusca virata.

 

  1. Come nasce una storia del genere? Hai sempre avuto dentro di te questa idea o è maturata nel tempo?

L’idea di Rodion è maturata velocemente. Ero ancora un’adolescente quando Edmund ha bussato alla mia porta per la prima volta. Non avevo ancora letto “La svastica sul sole” di Philip K. Dick e a ispirarmi furono i classici della letteratura – soprattutto quella russa – con i quali sono cresciuta. Volevo narrare la storia di un essere diviso tra due realtà contrapposte. Edmund e Rodion erano questo per me, ma erano anche la Beatrice insicura del passato, a metà strada tra l’adolescenza e la maturità.

Il contesto invece è nato dalla mia passione smodata per la storia e la fantascienza. Nella loro fusione volevo dare la mia personale risposta a quello che credo sia il quesito di un’epoca. Ovvero: che ne sarebbe stato del nostro mondo se la Seconda Guerra Mondiale avesse avuto esisti differenti? Mi pongo spesso questo genere di domande. Molte volte mi interrogo sulle possibilità che la vita ci offre, sulla teoria del Chaos e su tutto ciò che, con il singolo battito d’ali di una farfalla, può cambiare irrimediabilmente. Ed è così che quel “se” ipotetico mi tormenta ogni volta. Sono una persona molto curiosa e spesso tento di guardare al di là, per vedere le cose in maniera differente e coglierne ogni sfumatura possibile. L’ucronia mi ha consentito di immergermi completamente in un mondo che fortunatamente non esiste ma che sarebbe stato possibile, se il corso degli eventi non avesse seguito il suo andamento lineare.Alla fine che cos’è la vita se non un groviglio di strade possibili?

  1. Si è parlato spesso della possibilità di vittoria dei Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e la paura dell’effettiva verifica di un evento del genere si ripercuote ancora oggi. Quanto è stato difficile calarsi nella parte di una persona che, come lui, vive un’esperienza simile?

 

Immedesimarmi nei panni di Edmund non è stato affatto difficile perché, come ti dicevo, è una parte imprescindibile di me. Come tutti i ragazzi “sbandati” della sua età, anche Edmund vive le sue crisi personali, vacilla, ma tenta disperatamente di raggiungere la consapevolezza, per quanto amaro e difficile possa essere questo passo.

 

  1. Il romanzo ha avuto dei “blocchi” o lo hai scritto con una certa velocità?

La prima stesura di Rodion è avvenuta senza blocchi ed è durata all’incirca un anno. La parte difficile, ahimè, è venuta dopo, con i suoi quattro anni di revisioni, editing e riscritture. Insomma, è stata un’opera che mi ha accompagnato per parecchi anni. Lasciarla andare è stato molto difficile.

  1. Durante la stesura, hai ascoltato qualcosa o scrivi in silenzio?

 

Scrivo ascoltando la musica, assolutamente. Senza, sento sempre che mi manchi qualcosa. Quando scrivo ho bisogno di isolarmi, di entrare in un mondo solo mio. Devo mettermi le cuffie e immergermi nella realtà di cui sto scrivendo, dove la pagina bianca si trasforma in immagini vivide e io sono parte integrante di quei colori. Le mie scelte musicali variano in base ai pezzi che sto scrivendo ma ascolto principalmente le colonne sonore dei film che più mi hanno colpita. Nell’ultimo periodo sono entrata in fissa con quella di The Imitation Game di Morten Tyldum, per esempio.

 

  1. Lo sai, questo è un blog comico. Nonostante il romanzo, c’è qualche aneddoto divertente che puoi raccontarmi?

 

Qualche aneddoto divertente legato a Rodion? Uhm, ne ho uno. Durante una vacanza al mare iniziai a scrivere nei pressi di una scogliera. Solitamente scrivevo al buio, nel mio antro, ma quel giorno rivoluzionai le mie abitudini. Insomma, per farla breve, ero talmente tanto ispirata e presa dal capitolo che stavo stendendo da non accorgermi dell’onda anomala che si stava infrangendo poco lontano. Ti lascio immaginare il resto.

 

  1. Anche tu, come me, vieni da EFP, così come anche Rodion. Cosa ti ha spinto, a un certo punto della tua permanenza, a dire “Sì, Rodion merita una pubblicazione cartacea”?

 

La mia voglia di crescere e fare il passo successivo. Pensavo che Rodion si meritasse di uscire fuori dal piccolo mondo di Efp. Glielo dovevo, per tutte le emozioni che aveva fatto provare durante la stesura. Ho maturato questa idea rapidamente, verso il capitolo undici, quando ancora la storia non era conclusa. Rimuovere quasi tutti i capitoli da quella piattaforma non è stato affatto facile, però. Ormai si era generato una sorta di legame con i lettori di Rodion e avevo paura di tradirli. Nonostante ciò sapevo che fosse la cosa più giusta da fare.

 

  1. Parlando sempre di EFP, immagineresti mai una fan fiction sul tuo romanzo?

 

La sto scrivendo io stessa, sai? È in corso la stesura di uno spin off interamente dedicato a Tristan Heyder. Okay, ti ho rivelato una notizia in anteprima assoluta, non sei felice?

 

  1. Cosa diresti a coloro i quali vogliono come te scrivere un romanzo ucronico?

 

Direi loro di rimboccarsi le maniche, scrivere e vedere le cose con più curiosità. Informarsi è il modo migliore per comprendere ciò che ci circonda. L’ucronia è solo l’altra faccia della medaglia, è il giocare con la fantasia pur rimanendo fortemente ancorati ad una realtà stringente. Buttatevi e provate ad immaginare il binario inesistente che il mondo avrebbe potuto percorrere, se le cose fossero andate diversamente. Divertitevi a rimescolare i pezzi della storia, pur ricercando in ciascun tassello dei frammenti del passato e, perché no, anche di voi stessi.

Generalmente non mi piace etichettare i romanzi, lo sai. Inoltre trovo che ogni genere abbia le proprie difficoltà. L’importante è il taglio personale che ogni autore decide di dargli. I miei consigli valgono per qualsiasi opera, in realtà. Dunque, in definitiva, siate voi stessi e raccontate la vostra storia. Mettetevi a nudo ma date la possibilità ai vostri personaggi di esprimersi ed emergere. Raccontate la storia che vi preme in petto e lasciate che sia lei a cambiarvi. (Sono una romanticona, lo so)

 

  1. Rodion parla dunque di un mondo buio, lo dice anche la copertina stessa: non si vede niente e un uomo solo col fucile sulla schiena osserva il vuoto che lo circonda. Oggi, nel 2019, purtroppo si assiste ancora a tanti episodi di discriminazione, violenza, soprusi e prevaricazione. Di conseguenza, penso che un romanzo come il tuo possa essere molto attuale. È anche alla situazione contemporanea che hai pensato quando hai scritto?

 

Certamente, sì. Viviamo in un periodo molto delicato.

Penso che quella di Rodion sia una storia attuale, pur nel suo essere ambientata in un passato inesistente. Ricordare è importante. La storia ci insegna tutti i giorni quanto l’uomo sia capace di dimenticarsi con sorprendente facilità degli errori passati. Siamo destinati a ripetere gli sbagli fatti, in una sorta di loop continuo. Lo facciamo sempre, seppure con modalità differenti. La memoria serve proprio per evitare questo. Possiamo provare a cambiare le cose, nel nostro piccolo. Possiamo dare speranza, tramite le nostre azioni. Ma dobbiamo parlarne, scriverne, fare qualcosa affinché la coscienza collettiva si interroghi e si guardi sempre indietro. Io sentivo di voler dare il mio contributo – pur nel mio piccolo – attraverso le mie storie.

 

  1. E se ti dicessi che se avessero vinto davvero i Nazisti non staremmo nemmeno conversando?

 

Purtroppo è vero. Il partito parla secondo un’unica voce e il pensiero unico non prevede alcun tipo di confronto.

 

  1. Concludiamo questa piacevole chiacchierata con un saluto ed un messaggio di speranza e ottimismo nel mondo, ti va?

 

Assolutamente. Per me è importante che passino messaggi di speranza attraverso ciò che scrivo. L’animo umano è atroce, talvolta, ma anche capace di grande benevolenza. Grazie per avermi ospitata, Andre. Davvero. Mi sono divertita molto a rispondere alle tue domande.

 

Grazie a te Bea, sei una grandissima persona ❤

Un pensiero su “Intervista a: Beatrice Simonetti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...