Due signorine al bar.

Un giorno all’improvviso la signorina Tenerezza scoprì l’Invidia.

Secondo voi cosa farebbero insieme la Tenerezza e l’Invidia? Ve lo dico io: prenderebbero un caffè insieme. Sta di fatto che il bar dove lo prendono è gestito da un certo Padolfo, incrocio fra Paolo e Rodolfo, e quindi quando ha visto la tenerezza e l’Invidia avvicinarsi ha chiesto “Che volete?” con un tono che sembrava davvero che si potesse ordinare qualunque cosa.

Invece di due condizionatori, le due ragazze chiedono due caffè e prendono posto in un tavolino, l’una di fronte all’altra. La Tenerezza si mette gli occhi a cuoricino e dice “Che bello questo tavolino! Che tenero questo porta tovaglioli! E che dolcezza questa sedia!”

L’Invidia sbuffa a sentire tutte queste smancerie e commenta “La smetti di abbracciare tutti gli oggetti? Manca poco e abbraccerai persino il gabinetto, facendo arrivare su di te ogni cosa della materia dei funghi! Io non so…”

La signorina Tenerezza sghignazza e la provoca “Che c’è? vuoi essere abbracciata anche tu?”

L’Invidia non la ascolta, piuttosto chiede “Io sono invidiosa. Tu sei mai stata invidiosa?”

“Sì” rivela la Tenerezza, facendo rombare il tuono delle rivelazioni nel cielo. “Sono stata invidiosa del Tonno, che è così tenero che si taglia con un grissino! È pazzesco, lo odio!” L’invidia per una volta è soddisfatta e decide di confessarsi anche lei: “Una volta non mi sono lavata i denti”

No, non questa. Un’altra confessione.

“Una volta sono stata tenera. Quando Sempronio ha vinto cento milioni di euro e io no, sono salita a casa sua e l’ho squartato pezzo per pezzo… teneramente, però”

Alla fine il caffè arriva.

“Quindi c’è tenerezza in ogni cosa” dice l’Invidia, guardando il caffè denso dei bar che se ci metti lo zucchero non ti fa più nessun effetto, come se prima ne avesse qualcuno.

“E c’è un po’ di invidia in ogni tenerezza” afferma quest’ultima, volendo abbracciare l’invidia, ma evitando, perché non voleva contagiarla coi funghi presi al cesso.

Quanto a Padolfo il barista, che dire? Alla fine è rimasto a guardare da lontano le due clienti improvvisate. Avrebbe voluto abbracciare entrambe, ma è anche invidioso del fatto che loro sono riuscite a bere un caffè e lui rimanda sempre quell’appuntamento con se stesso, quindi alla fine, con un euro e sessanta in più alla cassa, alza gli occhi al cielo dicendo qualcosa che si deduce da quell’episodio.

“Non volevo svegliarmi!”

E il cielo risponde:

“Beh, potevi abbracciare il letto! Cosa c’è di più tenero del letto?”

 

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