Colazione.

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“È davvero pronta la colazione?”

La voce della zia Scodella riempie l’aria circostante. La cucina è ancora assonnata. D’altronde, sono appena le sei e trentacinque, e la famiglia deve carburare per poter andare al lavoro, a scuola oppure andare su Marte.

“Scodella, sei davvero fastidiosa” dico. È una domanda che pone ogni singola mattina, ma non sarà stufa?

“No, davvero, Cucchiaio” dice lei. “Io ad esempio non sento nessun cereale dentro di me, e neanche il latte caldo. Per questo mi chiedo se sia pronta la colazione. Non vorrei che la gente qui attorno si faccia strane idee.”

Ci rifletto su. In effetti, non è una cosa così sbagliata, da pensare.

“Allora dobbiamo domandare questa cosa ai Cereal… uh?”

Uno squillo di trombe, o meglio, un tintinnio di forchetta sul bicchiere ritmato comincia a provenire da chissà dove. Un grosso scatolo di cereali arriva saltellando nella nostra zona. Guardo la forchetta, la quale sta usando uno stuzzicadenti per togliersi qualcosa dai denti, qualcosa che può essere tolta solo con una spugnetta di ferro. Perché non si lava bene?

“Benvenuti!” esclama imperioso il bricco di latte. “Abbiamo qui la trecentesima edizione di lancio dal trampolino dei cereali! Vedremo che succederà! Abbiamo il signor Chicco che è pluridecorato!”

“Oh, yess”! dice lui, uscendo fuori dallo scatolo. Si riscalda non poco, magari è determinato a vincere l’oro.

“Vincerà l’oro, secondo te?” chiedo alla pancetta, ancora disgustato da quello che sta facendo la forchetta, che fa anche dei versi strani, come di… piacere.

“AAARGGH! FRIGGO!” risponde la pancetta sulla padella, già accesa.

“Bah, nessuno vuole parlare con me” commento ad alta voce, mentre il signor chicco cade e, trattenendo il respiro, lo vedo sfracellarsi sulla superficie della scodella, ancora vuota.

Il rumore sordo che fa non promette molto bene. Credo che si sia rotto tutte le ossa, o meglio si sia sbriciolato. Nei cereali è molto comune l’osteoporosi.

“Ma scusa! Indici delle edizioni di tuffi e non  ti degni nemmeno di riempire la scodella?” chiedo al bricco del latte, che fa spallucce.

“Embé? Lo sanno tutti che i cereali vanno messi prima del latte!”

Non fa una piega.

“Grazie!”

Non dicevo a te, tovaglia.

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