In caffetteria

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Un uomo entra in un caffè.

Si sentì proprio il tintinnio dei campanelli posti sopra la porta di ingresso.

“Il caffè non ha porta” disse il proprietario. “Sei tu che con le porte mentali hai voluto che il mondo si dividesse”

“Silenzio” rispose l’uomo. “Fammi un caffè”

Il proprietario del bar impiegò quaranta minuti per un caffè, anche perché c’era il locale pieno e tutti i clienti volevano cose complicate come un cappuccino macchiato ristretto con brioche vegano alla soia.

Poi, toccò a lui. “Non hai preso lo zucchero?” chiese il titolare.

L’uomo vide il caffè nero che galleggiava dentro la tazza. Sembrava non vedesse l’ora di dare tonicità a colui che lo avrebbe bevuto. “No, grazie, ci sono quasi”

Si spogliò, l’uomo, mentre il titolare non guardava. C’erano alcune ragazze che cominciavano ad alzare lo sguardo. Anche se non era particolarmente attraente, uno che si spogliava era comunque un ottimo argomento di dibattito, e infatti molte macchine fotografiche che in realtà erano cellulare all’avanguardia lo fotografavano, o fecero da videocamera.

Il tizio salì sullo sgabello del bar e si tuffò dentro il caffè, distruggendo la tazza spargendo il liquido ivi contenuta e anche il bancone, scagliando schegge di legno ovunque, e a nessuno importò.

“Oh” disse il titolare. “Ti sei tuffato dentro il caffè, vero? sei pure rimasto in slippini”

L’uomo scosse la testa.

“In realtà ho fatto un mezzo carpiato a ritornare” precisò l’uomo. “E nessuno mi ha dato i voti”

Si udì uno strombazzare. Un presentatore televisivo dotato persino di microfono si precipitò sulla scena, seguito da due cameraman.

“Che colpo di scena signore e signori! Questo atleta si aspetta il voto della giuriaaa!”
“E voi da dove sbucate?” si chiese il proprietario del bar, ma la giuria era proprio messa in un angolo del locale, pronta ad alzare i propri paletti. Un sei, un nove, un dodici.

“m,a non si può dare dodici!” esclamò indignato l’uomo che si era tuffato.

“Tanto è un voto che verrà scartato, ognuno può dare quello che vuole!” esclamò il presentatore. “Non so se andrai a medaglia…”

L’uomo avrebbe dovuto attendere altri quattro anni per entrare nella disciplina di tuffo nel caffè.

 

 

 

 

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