L’autostrada deserta.

È sera, e sto guidando la macchina.
In realtà sono morto venti minuti fa, ma ehi, devo pur tornare a casa, no?
I tergicristalli vanno a destra e a sinistra,
 
Dietro di me, nessuno. Davanti a me, una signorina con la valigia fa l’autostop.
Non ha gli occhi.
 
“Scusi” dice flebile lei, come se fosse appena venuta fuori da una lunga colluttazione terminata con il di lei strangolamento.
“Questo ci va a Montereale?”
 
“Siamo fantasmi, possiamo andare ovunque, Monte reale, monte immaginario, Vergate sul Membro… ovunque”
 
La ragazzina, che presentava vari lividi sul collo, si sedette senza neanche aprire la portiera. Viva la credibilità nei momenti notturni. Andammo.
 
La ragazzina, che invece sta osservando con interesse la lunga autostrada illuminata debolmente dai lampioni, mi chiede “Ma tu dove stavi andando prima di morire?”
 
“A casa.” rispondo. “Mia moglie mi aspetta, sta preparando un cotechino profumatissimo”
 
“Anche mia mamma fa un cotechino profumatissimo” spiega la ragazza “però purtroppo è morta in moto, un giorno. Forse potremmo incontrarla qui nei paraggi”
 
In effetti, non fa neanche in tempo a terminare la frase che c’è un’unica luce bianca che corre verso di noi. È un motore.
 
“Ehi” dice la donna che monta su, senza casco e con un occhio penzolante fuori dall’orbita. “Dov’è che andate? la strada è bloccata”
 
La guardo un po’ scioccato. Poi le chiedo “Come sarebbe, bloccata? Dobbiamo sbloccarla con una password? spegnerla e riaccenderla? Fare una revisione?”
 
“Tutte e tre le cose, vedete voi” risponde lei, ripartendo velocemente,. La ragazzina guarda la luce che si allontana progressivamente.
“Non era mia mamma” osserva.
 
Tuttavia, l’autostrada ci risulta più interessante piuttosto che sapere chi fosse quel fantasma, e in effetti ci vediamo bloccati da un enorme camion… ma forse è reale? Anche se sta prendendo fuoco.

 
“Per sbloccare quest’area dovete premere Select e selezionare Cancella” spiega un vigile urbano che un secondo fa non c’era.
 
“Non siamo mica in un video game” obietto io.
 
“In un videogame forse no, ma io sono un aquilone” dice l’ufficiale, e in effetti vola via, diventando romboidale e dotato persino di filo per tenerlo su.
Non so dove ci porterà questo viaggio fantasma, ma di sicuro il cotechino non si fredderà.
 
È già morto, cosa vuoi che si raffreddi ancora?

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