All’ombra.

“Guarda, so fare le ombre cinesi”

Mark e Juliet stavano riposando sotto un albero di mele. Era una mattina calda e avevano deciso di fare un pic nic, assolutamente improvvisato ed era riuscito come e meglio di quando programmavano.

“Non le fare” disse Juliet a Mark, la quale aveva la testa poggiata sulle gambe di lui, che infatti avevano smesso di far circolare il sangue. “Tanto poi, va a finire sempre che fai quella battuta lì e non mi piace”

Mark alzò le mani. Avrebbe voluto fare l’ombra cinese di un cane che viene rapito da un disco volante per degli esperimenti criogenetici che lo avrebbe fatto diventare un tostapane, ma lasciò perdere, decisamente. Juliet si stava rilassando. Così lo fece anche lui, alzò lo sguardo e cominciò a contare tutte le mele sull’albero che li stava ospitando, senza sapere che, dietro, c’era un alveare.

“Una, due… diciotto… quante mele ci sono?” si chiese Mark, appena prima di addormentarsi. All’ultimo secondo, però, si riscosse: c’erano delle ombre che si muovevano, e che litigavano. L’ombra a destra, di forma indefinibile, si lamentava: “Non è possibile che nessuno sappia crearmi e fare una forma a me congeniale! Tu invece sei definita perfettamente!”

“Eh certo, sono una pistola!” esclamò quella a sinistra. “Non ci vuole niente a creare una pistola con le ombre!”

“No” disse l’ombra a destra. “Ti devo eliminare! Ti lancio una sedia addosso e dopo vedremo se avrai ancora voglia di fare la spiritosa!”

Venne fuori una terza ombra a forma di sedia che volò, senza essere stata precisamente lanciata, verso l’ombra di sinistra, che invece distrusse il bersaglio estraendo una spada.

“Dovrai impegnarti molto più di così” disse l’ombra. Ormai era pronta per il contrattacco ma a un certo punto le due ombre si fusero per far venire fuori un mega robot gigante.

“Sono un mega robot gigante!” esclamò con voce fonda. “Mi chiamo Un Mega e ho la memoria di un Megabyte”

“Ah” disse Mark. “Quindi non servi a niente”

“Come osi? Io ti disintegro”

“Mark ma con chi stai parlando?” disse Juliet. Schioccò le dita e il robot svanì nel nulla. Era lei che faceva le ombre cinesi…

 

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