Il guardiano del faro.

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Il mare si infrangeva contro gli scogli. Spume bianche andavano a coprire le rocce più vicine, che fungevano da base a un alto strapiombo, dove in cima era stato posizionato un faro, ormai coperto di edera e altri rampicanti.

In quel posto c’era sempre o quasi sempre un sereno variabile, ma chiunque andava a vedere quel monumento non poteva non rimanere affascinato da quel posto. Il prato sempre profumato di rugiada, farfalle sfaccendate che gironzolavano attorno ai cespugli, il mare grigio che vivace continuava regolarmente il suo flusso, accompagnato dal vento del nord.

Andrea scese dalla macchina: non poteva non fare uno scatto. Alzò lo sguardo. L’edificio era veramente molto alto e imponente e, in gioventù, avrebbe dovuto essere un vero punto di riferimento per le navi che passavano da quella parte. Il ragazzo poteva vedere la ringhiera arrugginita, alcuni calcinacci caduti e perduti dal tempo, la lanterna ormai guasta. Toccò le pareti. In mano gli rimaneva dello stucco e qualche formica.

C’era una porta sigillata e un avviso che indicava il posto come inagibile. Andrea se ne dispiacque: avrebbe voluto vedere all’interno la vita che ancora conservava. Per tanti anni, i guardiani avevano cambiato, modificato, migliorato quello scorcio di terra, essendone i signori incontrastati e ancora in quel giorno la voglia di mare e di partenza permeava tutto il circondario.
A un certo punto un gabbiano cantò, seguito da tanti altri. Forse vi era un nido da qualche parte. Andrea credette che la gita fosse finita: Non c’era molto altro da vedere, tutto era silenzioso e la strada per tornare era ancora molto lunga.

Vide un cartello fissato poco distante dal fato, forse c’era scritto qualcosa in merito alla chiusura del posto.

“Faro del promontorio, chiuso nel 1968 in seguito alla tragica notte del 31 ottobre quando, a mezzanotte, il guardiano L. M. si è trasformato in un Licantropo e ha ucciso ferocemente i passeggeri di uno yacht. Dodici vittime.”

Andrea deglutì. E se L. M. fosse ancora presente…?

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