At the Library

Immagine

Devo smetterla di copiare i titoli dalle canzoni dei green day

Harry passeggiava fra i libri. La biblioteca era sempre stata per lui un luogo meraviglioso, pieno di piccoli tesori. Gli era stato detto che chi leggeva viveva mille avventure, alcune delle quali pericolose.

Ecco perché prese un libro dall’aria molto vecchia. Faticò per estrarlo, anche perché era ben incastrato da altri due volumi che a un certo punto tirarono fuori le braccia e lottarono contro di lui per non far tirar fuori il tomo in mezzo.

Harry lo aprì e in effetti la prima cosa che notò fu la sordida puzza delle pagine. Una dopo l’altra, emanavano quel certo odore pesante di stantìo, e di oggetto mai aperto, o comunque tenuto chiuso da un sacco di tempo.

Harry vide nuvolette di polvere formarsi e far venire fuori un omino.

L’omino si presentò e disse “Salve”

Harry non pensava che potessero esistere omini di polvere tanto educati. Anzi, che potessero esistere omini fatti di povere. Decise di ricambiare il saluto.

“Salve. Cosa vuoi?”

L’omino sobbalzò. “Non hai mai sentito parlare di SOFFRITTO?”

Harry sapeva che quell’argomento era fra i suoi cinque preferiti. Il quarto, per la precisione. “Nel libro c’è scritto come soffriggere?”

“No” rispose l’omino. “Questo libro non si legge”

“Come sarebbe, non si legge? È pieno di parole, di capitoli, c’è anche un indice e a quanto pare la prefazione dice assolutamente di leggere questo libro, perché è decisivo”

Harry mentre parlava sfogliava e sfogliava, e altro odore pesante si insinuava nelle narici, mentre l’omino si decomponeva e si ricostituiva a seconda dei fogli.

“Sì, beh, è stato scritto perché legga” precisò l’omino. “Io invece ti dico che questo libro non si deve leggere. Evoca un sacco di spiriti, invero”

Il ragazzo non ebbe sentito mai la parola invero. Si chiese cosa volesse dire. “E allora cosa devo fare con questo libro, se non va letto?”

“Non va nemmeno a letto” rispose l’omino, avendo capito male. “Anche se fosse, ha l’insonnia e non si riesce a curarla. No, questo libro serve solo a una cosa. A uccidere le zanzare”

“E le parole contenute all’interno?” chiese Harry.

“Sono parole, soltanto parole, parole d’amor” rispose l’essere. “Chiunque al giorno d’oggi può scrivere un libro e dire tutto quello che vuole, infatti nel capitolo Cinquantasette/b è stato detto che se due orizzonti non possono mai incontrarsi, val bene mangiare una fetta di salame il martedì”

Harry realizzò che effettivamente poteva anche lui scrivere un libro, se si trattava di accostare parole senza nesso logico. Così disse “Grazie omino, adesso credo che poserò questo libro, c’è troppa puzza”

“Scusa, è che ho un po’ di gastrite” disse l’essere.

Harry deglutì.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...