Il Nobile e il suo titolo.

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C’era una volta lord Avenstolfo, un signorotto che intendeva volere un titolo tutto per sé. Prese il suo cavallo, l’unico che aveva in tutta la scuderia troppo grande per un solo animale e partì alla volta del castello del Re, per avere un titolo.

Non era possibile che era l’unico rimasto senza titolo. Persino i libri ne avevano uno! Lui era forse meno di un libro?

Avenstolfo pensò alla notevole biblioteca che aveva nel suo palazzo: un sacco di cortigiane vi passavano un sacco di tempo, anche più del dovuto, mentre lui lo faceva di nascosto, perché voleva far sapere agli altri nobili che era cacciatore come gli altri. In effetti cacciava, ma leggeva. Non lo faceva contemporaneamente.

Durante il viaggio, pensò a quale titolo voleva effettivamente: molti erano già stati presi, il Re aveva sette figli, dunque non poteva diventare Principe, a meno di non far arrivare un bastimento dalle terre orientali e iniziare una pandemia di pesta bubbonica che, però, avrebbe potuto anche coinvolgere la sua regione. E non gli conveniva.

Cambiò cavallo tre volte. Non pensava che arrivare fino al regno potesse prevedere anche quello. Pensò che il titolo di Conte poteva anche stargli bene, ma Granduca era forse superiore. C’era un cugino che era divenuto Arciduca ereditario in un altro regno. Pensò un attimo di invaderlo e occuparne i territori. Poi ricordò che non aveva un esercito.

Avenstolfo prese dunque un bastimento che attraversò il mare per giungere in un’isola al cui centro vi si trovava il fatidico castello.

Il Re lo accolse con quasi benevolenza, visto che era molto stanco. “Venite, venite. Gradite un buon banchetto?”

Avenstolfo venne fatto sedere e i servitori gli misero davanti ogni sorta di primi piatti. Il lord disse “Ma non è un ottimo banchetto di certo! Dove sarebbero i secondi piatti, i dolci…?”

“Avevamo detto un buon banchetto, non un ottimo” precisò il Re. “Parliamo dunque del vostro titolo, piuttosto. Che ne direste se diventare… che so… prezzemolo?”

Il re inventò quel titolo perché vide del prezzemolo sul tavolo.

Avenstolfo ci pensò su e rifiutò.

“Il mio titolo è Avenstolfo, signore delle terre qualsiasi”

“Aggiudicato” disse il Re.

 

 

 

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