Il sale e il sangue/14

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Il Cacciatore emise un lungo sospiro. Era chiuso nella sua cabina, che era stata lo studio del padre di Mary, a osservare quanto gli stesse sfuggendo da quella ricerca.

Davanti a lui, Frank Copperfield e Mary stessa, i quali erano gli unici a intendersi di rotte marine della squadra che aveva composto.

“Mary mi ha appena detto che l’equipaggio vuole ammutinare” disse Eric, riempiendo una bottiglia di rum “a molti non è piaciuta la mia mossa di mettere alcune talpe per spiare le eventuali talpe di Blackfield.  D’altro canto, non posso neanche sapere le loro scoperte senza tornare indietro, quindi l’unica cosa che posso fare adesso è andare a vedere quali sono le rotte commerciali, sperando che le talpe vadano a denunciare tutto al Re che prenderà le dovute precauzioni sui pirati in città. Qui dice che sarebbe dovuta attraccare oggi al porto una nave piena di spezie, proveniente dall’Impero dell’Ovest. Tuttavia, considerando il carico, Blackfield non metterebbe mai i suoi occhi in questa bagnarola. Più che altro, se fossi pirata, punterei dritto a questo enorme carico di oro e stoffe proveniente dalle isole chiamate Sette Sorelle, che si troverà in mezzo all’oceano fra non molto”

“Rotta verso sud, quindi?” chiese Copperfield.

“Occorre anticipare tutte le mosse” rispose Eric. “Occorre anche verificare se il carico di spezie è arrivato nel porto. Perché se non fosse così…”

Non me lo perdonerei mai, si disse affranto.

Fuori dalla cabina, tirava un vento fresco e il tempo non era dei migliori. Secondo i calcoli di cui potevano disporre, il vento stava trasportando alcune nuvole da maltempo che aveva già fatto danni in mare aperto il giorno prima, pertanto la corrente di aria fresca sarebbe arrivata alla capitale entro qualche giorno. Per poter intercettare il carico di oro, invece, sarebbero dovuti andare verso sud, evitando dunque il grosso di una possibile tempesta.

Eric, continuando a guardare dall’oblò senza dire niente, pensò che il giorno prima poteva trovarsi il carico di spezie, pertanto occorreva prendere una decisione.

Andare a vedere se la nave era effettivamente attraccata oppure scortare il carico di preziosi che stava solcando i mari del sud?

“Ascoltate tutti! Anticiperemo tutte le mosse di Blackfield, per sapere chi è” disse Eric. “Mary! Frank! Date ordine di fare rotta verso sud!”

Lui, nel frattempo, sarebbe andato a parlare con Patrick e Nick, i quali qualche ora prima gli avevano detto di certi malumori che serpeggiavano fra i marinai.

Li avrebbe incontrati sul ponte, in modo da poter essere visti da tutti.

“Ebbene, voi due” esordì senza troppi preamboli, mentre la goletta affrontava le onde lasciandosi alle spalle le nuvole scure che avevano coperto le teste dei pirati “Che cosa avete scoperto esattamente?”

“Non ci è piaciuta la vostra decisione di nascondere la prima meta del nostro viaggio” protestò Patrick. Lui lo stava guardando, ed effettivamente, anche se non riusciva a sostenere il suo sguardo, sembrava risentito. “Allora è vero che sono inutile”

“Il punto è che il timoniere ascolta le stronzate del Nostromo. È un uomo facilmente influenzabile e potrebbe non seguire più i vostri ordini, capitano. Probabilmente stiamo facendo rotta verso nord e non lo sappiamo” intervenne Nick, il quale aveva una visione più oggettiva della situazione. Eric si congratulò mentalmente per lo spirito di osservazione del medico, in fondo, era stato indicato come soggetto pieno di talento. Aveva anche rubato la cassetta medica del suo mentore, pur di salire su quella goletta.

“Per gli dei… ma hai visto a nord che nuvole ci sono?” protestò Patrick, non riuscendo a non osservare il brutto spettacolo che si mostrava ai suoi occhi.

“A nord potremmo trovare Steven Blackfield, non ve lo nasconderò” iniziò a spiegare Eric, il quale decise su due piedi che non nascondere nulla perlomeno agli uomini più fidati sarebbe stata una scelta ripagante “tuttavia non metterò a rischio questa imbarcazione per qualcosa che potremmo anche non trovare”

“E se invece il pirata si trovasse proprio lì?” chiese Nick.

Eric gli venne in mente il carico di spezie che sarebbe dovuto passare il giorno prima e prendendo per buona la domanda di Nick, Blackfield avrebbe anche potuto assaltare quel carico per dare un segno della sua esistenza.

“Ho giurato di uccidere in nome del Re quel maledetto” rispose il Cacciatore, calmo e riflessivo “tuttavia, la mia strategia è quella di fare terra bruciata attorno a lui. Dobbiamo metterlo alle strette, in modo che non possa più attraccare in sicurezza nei punti che lui considera fidati. Ad esempio, il fatto stesso di aver lasciato sbarcare tre dei miei uomini preposti ad indagare su una bandana, che considero un errore pacchiano da parte dei pirati di cui si circonda quel bastardo, dovrebbe preoccupare tutti i suoi complici, che staranno in guardia. Ma mi basterebbe un solo covo, occupato da noi, e io…”

“E tuttavia sono solo tre contro non si sa quanti” obiettò Nick.

“Non sono molti” disse Eric. “Sono sicuro che, tanto per dirne una, non ci sono spie all’interno della corte del Re. Potrebbe darsi che ci sia gente che vuole comunque spodestarlo, ma non persone direttamente collegate alla ciurma di pirati. Inoltre, da quello che c’è scritto del rapporto che mi è stato dato dalla Battaglia dell’Aurora… il Re Ammiraglio stava per vincere quello scontro, era rimasta soltanto la Black Sheep da affondare. Pertanto, il nostro obiettivo può contare solo sulla sua bagnarola”

I due spalancarono la bocca, stupefatti. Persino uno dei marinai che stava passando per caso ascoltò e andò subito a dirlo al nostromo.

“Nostromo, nostromo!” esclamò quegli, spalancando la porta della plancia di comando. Trovò Francis Norald fumare la pipa e il timoniere concentrato a governare la ruota.

“Avete sentito? Si dice che il Re Ammiraglio stesse per vincere contro Blackfield!”

“È il rapporto che ha ricevuto Taddeus dalle cronache dei sopravvissuti, non preoccuparti” disse il nostromo al nuovo arrivato, non scomponendosi minimamente. “la storia la scrivono i vincitori, è vero, ma ogni tanto spunta qualche verme che sconfitto interpreta le cose a modo suo. No, la vittoria dei pirati è stata schiacciante, nonostante si trattasse della flotta reale comandata dal Re Ammiraglio. È così che sanno tutti, l’ha detto anche Blackfield in persona e ci sono decine di testimonianze, al porto, che parlano di come le fiamme dei pirati abbiano schiacciato gli impauriti sottoposti di Re Sebastian! È questo il vero rapporto che il Cacciatore dovrebbe leggere, non le righe di qualche ubriaco irriducibile che non sa fare i conti con la realtà”

Anche Norald lo sapeva. Ne era certo. Solo sei mesi prima aveva parlato con Lucy Savage, la bellissima luogotenente di Blackfied. Molti la consideravano al controparte femminile. Tuttavia, lei era rimasta a terra, forse per divulgare ciò che era successo in mezzo sul mare.

Era stata una bella notte di risate, alcool e sesso e la ricordava con molto piacere. Era stato fantastico.

“Oh” rispose il marinaio che aveva ricevuto le sue rassicurazioni. “D’accordo, dunque”

Il timoniere si voltò verso Norald. “Quindi, tempo al tempo, isoleremo il Cacciatore e ci approprieremo di questa goletta?”

“Non solo, mio caro timoniere” disse il Nostromo. “Il Cacciatore si è dimostrato un incompetente. Consegneremo lui stesso, vivo, al nostro signore, il prescelto per salvare Tutuk Naga dai Ravenwood”

“Caspita” commentarono gli altri due. Se prima aveva ancora qualche dubbio, il discorso che aveva sentito glieli aveva tolti tutti. Era giusto consegnare il capitano nelle mani della giustizia.

E venne la cena, dove il nostromo chiamò a raccolta i suoi fedeli e raccontò loro cose anche false sul conto del Cacciatore. Venne la notte, in cui tuttavia Eric non riuscì a dormire e dunque i marinai non riuscirono a rapirlo, e venne il mattino dopo in cui tutto tornò a sembrare normale. La goletta attraversava il mare, solcandone i flutti alla disperata rincorsa dell’orizzonte, unica linea che separava quello col cielo.

“Sai, Mary?” chiese a un certo punto Nick alla ragazza, autrice del buco sul mantello del Cacciatore.

“Sì, dimmi” disse lei, fumando un sigaro. Non osava fumare davanti agli occhi di suo padre, ma adesso aveva ripreso le care vecchie abitudini.

“Sai perché il mare e il cielo non si incontrano mai?” chiese Nick. Mary era assorta in un silenzio meditabondo, considerando ciò che aveva sentito in quelle ultime dodici ore da parte dell’equipaggio. Nessuno voleva più seguire il Cacciatore, piuttosto erano agli ordini del Nostromo. Era bastato mettere in mezzo qualche discorso per sentito dire, la condotta riservata del capitano e quegli uomini gli avevano voltato le spalle. Probabilmente avrebbero ammutinato da un momento all’altro.

Nick tuttavia le si stava avvicinando un po’ troppo pericolosamente, mettendo in mezzo un discorso fuori contesto.

“Si dice che il Dio Azzurro e il Dio Celeste si amassero. Tuttavia, la Dea Gialla, che sappiamo governatrice del sole, era gelosa del loro rapporto. Così chiese aiuto agli altri dei. Giunta alla Dea Nera, chiese qualunque cosa che potesse separare quelle due anime gemelle. La Dea Nera, presa alla sprovvista perché non si aspettava una richiesta del genere, le diede solo un filo, che oggi chiamiamo orizzonte”

“Questa storia la conosco, sono stata anche io bambina un tempo”rispose lei paziente.

“Sì… forse” disse vago Nick. “ma vedi, a volte serve tornare un po’ bambini, per riacquistarne l’innocenza”

Ecco che attacca con la filosofia, come se servisse a qualcosa, si disse Mary.

In effetti la ragazza era abituata ai commenti sul suo corpo, ma era la prima volta da quando era su quella nave che qualcuno ci provava davvero con lei. Decise di parlarne con il Cacciatore.

Peraltro, voleva comunicargli anche del fatto di essere in pericolo, anche se forse già lo sapeva. Tuttavia, voleva parlare con lui. Conoscerlo, stargli vicino. Era o no la sua pistola umana?

“Nave in vista! Nave in vista!” urlò improvvisamente la vedetta. Tutti, automaticamente, si misero al lavoro per scortare la barca, anche se al nostromo venne in mente solo quanto oro poteva trasportare.

Così andò dal timoniere e gli mise una mano sulla spalla. Il timoniere capì, ma Patrick li vide ammiccare.

2 pensieri su “Il sale e il sangue/14

  1. Le cose non potevano andare troppo bene neanche per il nostro Cacciatore, eh? Trasformato in preda nella sua stessa goletta, in balia di uomini tutt’altro che affidabili ma che quantomeno sembrano conoscere il mare!
    Sembra quasi che si sia messo contro forze troppo grandi persino per lui, un solo uomo con poche persone di fiducia contro tutti i cospiratori di un intero regno!
    Come finirà? E riuscirà a trovare il punto in cui quel filo di cui hai parlato (con una bellissima storia, tra l’altro!) non esiste?
    In ogni caso ti consiglio di rileggere questo capitolo perché ho trovato qualche errorino qua e là!

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    1. Basta una piccola voce e guarda che casino sta succedendo… in realtà fors ela fai più grande di quel che è, ricorda che dopotutto si chiama Cacciatore non per caso XD vedrai, vedrai 😛

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