Olga il treno

Immagine

“Bene” disse a un certo punto il passaggio a livello.

Gli era capitato proprio alcuni giorni prima mdi ricevere una bella notizia: aveva vinto alla lotteria.

Si trattava semplicemente di una di quelle in cui tutti i passaggi a livello dovevano decidere un numero e Luigi, questo il nome del vincitore, aveva detto “Dracula”.

In quel modo aveva vinto.

“Bene” disse dunque “Da oggi in poi tutti i treni che passano di qua devono avere i piedi”

Il binario che lo tagliava in due rimase di stucco. “Ma se devono avere i piedi non è che…” “Sì, lo so, la questione del ritardo” rispose Luigi, paziente. “Ma comunque, più in ritardo di così, i treni, non possono fare”.

È anche la storia di Olga, che era un treno espresso. Olga,. quel giorno, sospirò.

“Che buono, questo espresso” commentò lei,. sorseggiandone uno che le era stato versato proprio sulla locomotiva da parte di un famoso attore americano “Ma io avrei messo due gocce di anice”

Olga non sapeva quello che diceva. Era un treno, in ogni caso, pochi la ascoltavano. “Sarà meglio partire” si disse “Senza sapere quando, andata senza ritorno… tutta quella roba lì”

“Ma no, cara Olga” intervenne un Regionale, che infatti aveva la coppola e un tatuaggio a forma di carretto siciliano. “Non sai che il passaggio a livello Luigi adesso ha deciso che tutti i treni che passano da lui devono avere i piedi?”

“Ma sta scherzando?” chiese Olga.

“Non credo, no… ha anche vinto la lotteria” disse il regionale. “Guarda ad esempio Bartolomeo, pur di non partire gli è cresciuta la barba e ha fatto radici neanche fosse una sequoia”

In effetti, Olga vide che Bartolomeo continuava a girarsi i pollici, pur non vedendoli essendo un barbuto e soprattutto essendo un treno. “Poteva andare peggio, però” continuò il Regionale. “Poteva anche decidere che chi passava da lui doveva dire che bella la casetta in Canadà”

“Ah, quella con i fiori di lillà?” chiese Olga, che conosceva quell’abitazione.

“No, dico la casa dei calamari giganti e dei comodini assassini che giocano a dama di martedì”

“Ah” commentò Olga, che aveva capito solo calamari. Fritti non erano male. “Non resta che andare da Luigi”

Olga sfrecciò decisa saltando persino molte fermate e arrivò nel luogo del misfatto. Cominciò a dire con arroganza “Scommettiamo che passo?” e il passaggio a livello “Dove sono i piedi?” Olga rise sguaiatamente annunciando “Forse hai sbagliato treno con cui fare lo spavaldo, perché oggi interverrà lo Sgabello Mutante!”

In effetti dal fondo dei vagoni arrivò col fiato corto uno sgabello dotato di mantello, annunciato da alcune strombazzate. “Eccomi, sono pronto coi miei quattro piedi a distruggere o a far sedere!””

Olga sospirò. “No, Sgabelloman, serve solo una pedata perché chi di piedi perisce di piedi ferisce… no, aspetta”

Sgabelloman perse il mantello e si coprì con le zampe “Oddio, sono nudo!”” esclamò imbarazzato.

“Sgabelloman! Muoviti!”

“Ah già!”

Luigi il passaggio a livello si vide travolto da tutta quella potenza in legno e fu costretto a far passare la furba Olga. “Pensavo però che Dracula mi aiutasse…” commentò lo sconfitto, ma Dracula era in tutt’altre faccende affaccendato, ad esempio era diventato bianco nel vedere leggere di se stesso in un blog dozzinale.

Fu così che Olga, grazie alla sua disobbedienza, divenne un treno pronto, fatto e soprattutto senza piedi. Quanto a Sgabelloman avrebbe cercato un modo per farla sedere.

Voglio dire, dopo tot ore si stancherà pure o no?

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...