Condivisione: il Destino della Rosa Blu

Una rosa blu…

Benvenuti in questo nuovo weekend!

Ho pensato di far uscire, sia oggi che domani, un DOPPIO giorno di interviste per concludere degnamente il lungo poste di Pasqua!

Ebbene, oggi la giornata è dedicata ad Alexandra Rose, autrice di una duologia fantasy intitolata “Il Destino della Rosa Blu“, aventi ciascuno un proprio sottotitolo. Il primo capitolo si intitola “La Contesa” e il secondo “L’Ascesa”.

Aspettatevi delle belle perché entrambi meritano!

Vediamo la sinossi del primo:

Elìnor è una giovane fanciulla di venticinque anni che abita insieme a sua madre in un villaggio nei pressi delle Montagne del Nord, catena montuosa più impervia di tutto Algos. La sua vita da erborista e curatrice cambia in modo repentino una gelida mattina, quando scopre che il borgo in cui è nata e cresciuta è stato attaccato da un gruppo di mercenari assoldati dal sovrano della Terra di Helàn. Re Thanatos, infatti, mira a catturarla e averla al suo cospetto. Durante la fuga rocambolesca, la punta di un dardo sfiora la caviglia destra di Elìnor e dal sangue della ferita compare un misterioso e affascinante disegno di una Rosa Blu. Da quel momento in poi la sua vita si intreccia a quella di Dorian, nipote e sicario di Re Thanatos, e il mondo onirico nel quale i due si incontrano da sempre diviene più tangibile e reale. Elìnor si ritroverà coinvolta in qualcosa che sfugge alla sua comprensione, pedina di un destino irto di spine che non ha scelto, ma che si trova costretta a fronteggiare. Il suo coraggio e la sua forza saranno sufficienti a percorrerlo?

Entrambi i romanzi potete trovarli su Amazon e, se vi va di saperne di più, ho chiesto ad Alexandra di fare quattro chiacchiere con me sul suo libro per presentarlo lei stessa: come sapete, questo angolo del mio blog è aperto a tutte le voci che non siano le mie. Ecco quello che è venuto fuori!

  1. Ciao Aexandra, benvenuta nel mio spazio! Da cosa nasce “Il Destino della Rosa Blu”? Qual è l’idea di partenza?

Ciao, Andrea! Grazie per avermi ospitata, per me è un onore e un piacere parlare dell’opera a cui sono più legata tra tutte quelle che ho scritto. L’idea per il Destino (come lo chiamo affettuosamente io) è nata quando avevo diciassette anni. Era un gioco che facevo con la mia migliore amica dell’epoca: eravamo le protagoniste, io la Rosa Blu, lei la Rosa Rossa. Avevamo inventato una profezia e Algos, il mondo magico. Alcune vicissitudini ci hanno allontanate, ma Algos è rimasto nel mio cuore e tanti anni dopo ho ripreso quel vecchio gioco e l’ho trasformato del tutto, prendendo solo alcuni nomi e l’idea del tatuaggio magico.

 

  1. È nato prima il mondo oppure i tuoi personaggi?

Potrei dirti che è nato Algos per primo, ma in realtà è stata Elìnor. Era una domenica di aprile di tre anni fa e all’improvviso l’ho immaginata. Lei era nella mia testa, con il suo sorriso spavaldo e il suo sguardo fiero e combattivo. Da quel momento sapevo di dover raccontare tutta la sua storia e non mi sono fermata fino alla fine.

 

  1. Elìnor conduce una vita tranquilla di erborista, prima che succedano i… casini. La sua conoscenza della materia deriva da qualcosa di tuo?

Sì, io sono laureata in Tossicologia quindi le ho dato alcune delle mie conoscenze sui principi attivi dei farmaci e sulle patologie.

  1. Parliamo di Thanatos. I paragoni col dio della morte greco si sprecano, vero?

Molti nomi nel romanzo fanno riferimento alla mitologia greca, anche Cerberus, il corvo di Delilah, oppure Andreia che in greco significa virile. Sono un’appassionata!

 

Veniamo a una domanda un po’ spinosa, passami l’aggettivo (parlando di rose… *badumtss*). Perché la Rosa spunta proprio nella caviglia destra? Parlando di mitologia, è proprio la caviglia destra che Paride ha colpito per uccidere Achille…

In realtà non c’è un motivo specifico, diciamo che l’ho immaginata proprio in quel punto. Avrebbe potuto essere anche altrove.

 

  1. Sì, ma in fondo “chi” è Dorian? Possiamo semplicemente anteporlo allo zio o c’è dell’altro?

Ehehehe a questa domanda non posso rispondere… il suo ruolo è molto specifico e importante. Lui è fondamentale, proprio come Elìnor.

 

  1. Hai ascoltato musica mentre scrivevi?

Sempre. Su Spotify ho due playlist dedicate al romanzo! (potete trovarla col nome di Alexandra Rose, playlist omonima del libro, ndr)

 

  1. Parliamo un po’ del blocco dello scrittore. Ti è capitato?

Per il Destino no, mai. Ma diciamo che nella vita mi è capitato spesso, non sono mai stata costante. C’è stato un periodo in cui non ho scritto per otto anni! Ora sto cercando di non smettere perché ho paura di bloccarmi.

 

  1. Una storia come questa non poteva chiudersi in un libro solo. Puoi parlare del secondo volume senza incappare in spoiler? Cosa visiteremo nel sequel?

Posso dirti che ho scritto la storia per intero e solo successivamente, vista la sua mole, ho deciso di dividerlo nel momento clou, quando le carte in tavola vengono mischiate. Il primo romanzo è un’introduzione, parla dell’ascesa di Elìnor in quanto Guardiana della Rosa Blu. È il suo “viaggio” personale, rappresenta la scoperta di se stessa e del suo coraggio nell’affrontare le avversità. Essendo appunto un’introduzione, un lungo prologo, l’ascesa non è molto dinamico. Alcuni lo hanno giudicato lento, ma io credo che non avrebbe potuto essere diverso. Succedono molte cose, anche se è nella Contesa che finalmente si svelano i segreti. Nel secondo volume ci sono delle battaglie e numerosi flashback.

 

  1. Il primo romanzo ha come termine “ascesa”, l’altro invece “contesa”. Due sottotitoli molto significativi.

L’Ascesa sta appunto a indicare la presa di consapevolezza di Elìnor e Delilah in quanto Guardiane, è il loro risveglio. La Contesa, invece, rappresenta lo scontro per salvare Algos.

  1. Questo è di fondo un blog comico. Puoi raccontarci un aneddoto capitato ai tuoi personaggi o a te, mentre scrivevi?

Ci sono state alcune scene che mi facevano sorridere mentre le scrivevo! Elìnor si diverte a prendere in giro Lucien, soprattutto quando ci sono di mezzo i bordelli…

 

  1. La storia nasce dalla necessità di voler inviare un messaggio al lettore o non credi nelle morali?

Quando ho scritto il Destino stavo così male chevolevo rifugiarmi in un mondo diverso. Avevo bisogno di credere che nonostante tutto ci si potesse sempre rialzare, che il coraggio e la determinazione fossero la chiave per sopportare il dolore. Ho trasformato questa necessità in un romanzo.

 

  1. Ahimè, entrambi siamo self publisher e conosco quanto te tutte le problematiche del tema. Forse non ne abbiamo mai parlato, ma qual è il tuo rapporto con questo magico mondo?

Uhm, è un rapporto di amore e odio. Mi ha permesso di uscire dal mio guscio e di approcciarmi al mondo dell’editoria, volevo che il Destino raggiungesse tante persone e così è effettivamente stato. Il problema è che verso i self publisher c’è sempre una sorta di diffidenza, si tende a essere molto più critici e a demolire. Ti parlo anche delle guerriglie tra autrici e le polemiche tra blogger e autrici. Non è un mondo facile, ma dopo un anno ormai ho le spalle larghe!

 

  1. Il tuo racconto è un fantasy, che è il mio secondo genere favorito. Pensi che la categoria letteraria sia satura nel mercato?

È difficile come genere perché si emulano spesso grandi nomi come Tolkien. Ho provato a leggerne diversi, ma sono prevalentemente tutti uguali. Penso che ci vogliano idee originali, ma anche in quel caso purtroppo si incorre ai puristi. Io amo leggere e scrivere fantasy, però dopo il Destino ho deciso di prendermi una pausa.

 

  1. In ogni fantasy che si rispetti ci sono delle illustrazioni. Puoi parlarcene un po’, delle tue?

Ho disegnato da sola la mappa di Algos quando il romanzo era su Wattpad, dopodiché ne ho commissionato la digitalizzazione a due grafiche diverse. Penso che fosse importante averla per permettere ai lettori di orientarsi.

 

  1. Ahimè, il tempo è tiranno ed è il momento di salutarci. Ti posso assicurare che il tuo è un racconto fantastico e varrebbe la pena iniziarlo e finirlo, e grazie per essere venuta a trovarmi!

Grazie di cuore per tutto, un abbraccio!

 

 

 

 

 

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