Il sale e il sangue/18

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I due fratelli Johnson e il signor Morrison si ritrovarono liberi dalla prigionia, anche se avevano tre paia di occhi che li scrutavano molto attentamente.

“State perdendo troppo tempo. Ricordate che abbiamo rinunciato a dormire per stare dietro alle vostre fandonie!” esclamò Olaf.

“Chissà cosa ne pensa Joseph” commentò Chang, il quale sembrava aprire la bocca solo per dire qualcosa apparentemente fuori contesto.

“Cosa c’entra Joseph? Lui fa solo pattuglia, non sa come torturare la gente e nemmeno puoi chiedergli di farsi prendere in giro, che ti taglia la gola e basta. Non lo sai?” chiese retorica Lucy, mentre si rimetteva la bandana in testa. Stava pensando a molte cose, come ad esempio la sua sbadataggine che poteva costare molto caro; ma pensava anche a Joseph, il quale faceva la ronda per controllare se qualcuno dell’equipaggio del Cacciatore fosse rimasto a terra. Siccome li avevano trovati loro occorreva dirglielo, e magari farlo dormire. Quell’uomo, più di tutti, adorava la notte solo perché era molto pigro e indolente.

“Adesso uscite, forza!” ordinò autoritaria, e i tre ostaggi varcarono la soglia di quella catapecchia, trovandosi nel pieno di quella che sembrava una notte serena, la cui luna e le stelle illuminavano immense sterpaglie e radi alberi sullo sfondo. Dietro la casetta, si potevano scorgere le luci della capitale, nel suo lato Est.

“Da che parte dobbiamo andare? Conosciamo tutto il circondario, e non sappiamo l’ubicazione di niente che possa riferirsi al Nonmondo” disse Chang.

“Certo, perché solo i prescelti possono vedere” buttò lì uno dei fratelli Johnson, che l’uomo dagli occhi a mandorla non riuscì a distinguere. Per prima cosa imboccarono il sentiero, che prendendo una piccola curva si inoltrava verso nord, attraversando le silenziose campagne che attendevano il nuovo giorno.

Quella strana compagnia, capeggiata da Lucy che accese una torcia, divenne esposta agli occhi della notte. Non percorsero che poca strada, infatti, quando un uomo a cavallo si avvicinò alla donna, che dunque era la più visibile, in modo da controllare quelli che quel soggetto misterioso definiva i nottambuli.

“Oh, Joseph!” salutò lei, guardinga. Joseph levò il cappello in segno di saluto. Aveva l’aria stanca e afflitta a un tempo, chiunque avrebbe indovinato il suo desiderio di andare a dormire.

“Per oggi ho finito, vero? Non vi dispiace se torno alla base e non vi seguo?”

“No, ci dispiace eccome, invece” disse Lucy. “Costoro hanno informazioni sul Nonmondo”

Il cavaliere inspirò spaventato e rispose “Ma… è impossibile! Neanche Taddeus conosce niente di quel posto, e sì che lui è il Re! Vi posso assicurare che vi siete fatti raggirare. Non esiste nessun riferimento al Nonmondo, non a Tutuk Naga né altrove!”

Chang sogghignò, poi bussò alle spalle di uno dei fratelli Johnson, che si rivelò essere Bruce. “Hai sentito cosa ha detto il nostro compagno? Volete morire qui ed ora?”

“S-sappiamo cosa ha detto” disse Bruce, tentando di mantenere la calma “ma il Nonmondo è solamente un luogo segreto a noi figli del buio

“Figli del buio?” chiese Joseph. “E chi saranno mai? Non conosco nessuna setta segreta che porti questo nome, e sì che perlustro tutte le notti il circondario. Vero, Lucy?”

Lucy sputò per terra. “Ti frega il fatto che sei l’unico a saper cavalcare”

“Come sarebbe?” chiese Morrison. “Anche gli stupidi sanno cavalcare”

Gli pervenne un ceffone da parte di Olaf, che aveva la mano callosa e pesante.

“Bada a come parli, stronzo!” lo apostrofò.

“Siamo marinai, non cavalieri” spiegò Lucy. “Ad esempio, io casco sempre perché lo faccio imbizzarrire e Chang ne ha paura. Pertanto, rimani solo tu. Tu invece, mentre massaggi la guancia colpita, perché non spieghi meglio cosa dobbiamo vedere e come interpretarlo?”

“Seguiteci” disse Morrison, il quale aveva deciso di portarsi dalla parte dei Johnson, pur avendo qualche remora verso il Re. Meglio vivere con la coscienza pulita, pensò, piuttosto che uccidere. Aveva capito quanto fosse crudele togliere la vita ad un uomo, e decise che avrebbe fatto di tutto pur di far reggere la bugia e vivere il più a lungo possibile. Era una cosa che aveva pensato per spiegare il motivo del tremore della mano quando aveva il coltello. Sulle prime si sarebbe unito ai pirati, ma il prezzo richiesto era stato davvero troppo alto.

Nel frattempo occorreva prendere tempo. La bugia che avevano costruito i tre non sarebbe durata a lungo, a meno che lui non prendesse le giuste contromisure. Per fortuna, era il signor Morrison, e il grosso stava proprio nel venire slegati. Al resto avrebbe pensato lui. Era sicuro che i fratelli Johnson non sapevano come andare avanti, mentre lui aveva una mezza idea. Non restava altro che rassicurarli parlando in codice e sperare che venisse colto.

“Non mi sorprende che nessuno abbia mai parlato dei figli del buio” esordì Morrison, in modo da farsi sentire da tutti. Nel frattempo cercava le parole. “siamo un gruppo di persone che si riunisce ogni terzo mercoledì del mese, di ogni mese, per studiare il Nonmondo. Com’è fatto, che tipo di gente ci abita e la sua ubicazione. Siamo venuti a conoscenza della legenda tramite un vecchio documento nascosto negli archivi del palazzo reale, e neanche Taddeus Ravenwood ne è a conoscenza, o meglio, lui ritiene che sia solo un foglio di carta redatto in una lingua che non comprende. Ecco, siamo quasi giunti”

Durante tutto il monologo, i fratelli Johnson si stupirono di quante bugie fosse a disposizione il signor Morrison. Ne dedussero quindi che aveva un piano e lo lasciarono parlare. Considerando anche il modo spedito in cui camminava, Bruce capì che aveva anche un luogo dove portare tutta la combriccola.

Davanti a loro si presentava un piccolo bosco, dove Joseph sapeva esserci un acquitrino. Non solo l’area era infetta, ma era anche piena di insetti portatori di malattie ed era considerata proibita dal Re, oltre alle dicerie della presenza di fantasmi. Gente che era caduta in quel fosso e non era più uscita.

“Attenzione, gente” esordì l’uomo, seguendo il resto della compagnia a piccolo trotto. “È una trappola. Lì c’è l’acquitrino proibito”

“Infatti” rispose Morrison, che non lo sapeva ma occorreva mantenere la bugia “ma non devo certo portarvi fin là. Noi ci riuniamo in un posto diverso, dove teniamo tutto quello che voglio farvi vedere”

Fu allora che Joseph abbandonò le rimostranze e si sentì incuriosito, così seguì i tre con più convinzione e, smontando da cavallo per inoltrarsi nel bosco, fece bene attenzione a dove mettere i piedi.

Non dovettero marciare molto, e per fortuna il fuoco retto da Lucy teneva lontane le bestie fastidiose, e avvicinava falene e insetti simili. Giunsero in quello che sembrava uno spiazzo uguale a molti altri, ma Morrison si pose di fronte a loro come a voler insegnare qualcosa.

“Eccoci” esordì. Indicò un tronco alla sua sinistra. “Come potete vedere c’è scritta una V e poi una X”

“Non riesco a leggere le vostre lettere, genio del male!” esclamò Chang.

“Oh” disse Morrison, deglutendo. “Abbiamo dei caratteri, noi, per scrivere. Questi caratteri sono riconducibili a delle lettere, che sono iniziali. Noi della setta riteniamo che…”

Non riuscì a proseguire oltre, perché arrivò un proiettile che si conficcò proprio nel tronco, rendendo irriconoscibili le segnature che Morrison conosceva fin troppo bene.

Era stato nel bosco, quando era ragazzo, assieme a una ragazza che si chiama Valerie. Insieme avevano inciso le loro iniziali, lui si chiamava Xavier. Xavier Morrison, che adesso era in pericolo.

“Chi è là?” chiese Lucy, puntando la torcia verso la direzione dov’era arrivato il colpo.

“Fate attenzione, o il prossimo colpo non lo sbaglieremo!” esclamò una voce perentoria.

“Non ci faremo certo spaventare da dei bricconi appestati!” disse sarcastico Chang, che per buona misura estrasse la pistola.

“Abbiamo trovato un cavallo al limitare del bosco e abbiamo seguito le vostre tracce. Forse sarebbe meglio se usciste dalla nostra proprietà” insisté la voce, ostinandosi non rivelarsi.

“Per fortuna che la legge del mare prevede che ci si debba vedere in faccia, anche perché sul mare non puoi nasconderti” ribatté Lucy. “Fatti vedere, o verrai marchiato come codardo!”

“Siamo gli spiriti che governano questo posto” rispose la voce. “Come possiamo farci vedere?”

Lucy allora, senza replicare altro, prese anche lei la pistola e fece cenno a Chang di seguirlo, diretta verso i cespugli. Olaf e Joseph, invece, avrebbero trattenuto gli ostaggi nello spiazzo. I Fratelli Johnson e Morrison, però erano tre contro due.

“Ora!” urlò Morrison, lanciando un sasso sulla testa di Olaf e colpendolo in pieno. James, invece, con uno scatto rapido si pose dietro Joseph e lo tenne con le mani dietro la schiena mentre Bruce lo riempiva di pugni. Fatto quello, scapparono gambe in spalla.

Non percorsero che pochi metri quando udirono le urla di Lucy, che furibonda verificò la loro evasione.

“Sei stato geniale, James!” si complimentò Bruce, mentre correvano a perdifiato. Avevano già lasciato il bosco, diretti sempre verso est.

“Risparmia il fiato, adesso dobbiamo pensare a un posto dove non possono trovarci”

Era più difficile trovare tre fuggiaschi al buio, così i tre compagni ebbero salva la vita. Corsero e corsero, lasciandosi alle spalle la radura e continuando a cambiare direzione, finché non trovarono un piccolo accampamento, posizionato alla fine di un piccolo declivio. Fu solo allora che decisero di fermarsi e affrontare il resto della notte in mezzo alle tende, all’insaputa dei residenti.

“A quanto pare la guerra civile è molto più vicina alla capitale di quanto si pensi in città” disse sussurrando Morrison, fiatoni. “Anche se non sono più dell’idea di ricorrere alle armi, è terribile quello che hanno fatto i Ravenwood”

“Sì, ma Taddeus è un Re buono e giusto, e non può pagare per gli errori fatti dall’antenato” disse Bruce, dimostrando quello che pensava. “Piuttosto, per un attimo ho creduto che ci avresti ucciso”

“E tuttavia non l’ho fatto” disse Morrison. “Qualcosa mi ha fermato la mano… la Dea Nera, sovrana della morte, aveva altri piani sia per me che per voi.”

“Hai ragione “disse James. “Ma… quali? Che seguire le direttive del Cacciatore ci porti a qualcosa di buono?”

“L’idea è quella di cacciare i pirati almeno dalla capitale” disse Bruce. “Dobbiamo trovare un’altra bugia per convincere costoro, gli abitanti delle tende, a muovere guerra contro di loro, piuttosto che contro il Re”

E, accordandosi per quel piano, si sdraiarono sulla nuda terra, mentre l’accampamento continuava a dormire silente ed ignaro.

2 pensieri su “Il sale e il sangue/18

  1. E quindi eccoli qui! Alla faccia dei piani ben pensati, i tre improvvisano le loro mosse sulla tensione del momento ed eccoli liberi come l’aria!
    Alla fine i piani più semplici sono sempre quelli che riescono meglio (che qualcuno lo dica a ser Nessen XD) e loro ne sono stati la prova!
    Sono curiosa di vedere cosa si inventeranno ora, però. L’idea di sovvertire il popolo contro i pirati è interessante, così Blackfield si troverà chi lo ostacola via mare e chi lo ostacola via terra! La storia sta prendendo una piega davvero interessante!

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