Un pupazzo di neve che…

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Che canta.

Blorgio il pupazzo canterino, tutte le volte che passa un passante, si mette a cantare Wonderful Dream dei The Baseballs.

La gente però se ne spaventa, e il passante in questione urla: “Blorgio! Ti rendi conto che siamo in pieno maggio? MAGGIO, dannazione! Non Dicembre!”

“Non dirmi castronerie! Vedo neve e solo neve tutto attorno a me, pure io sono fatto di neve, mica di prosciutti” obietta Blorgio, ma il passante, che di nome fa P. Assante, ribatte “Okay, ma questo è un dannato paese di montagna! È OVVIO che ci sia la neve anche a maggio!”

Che mangia.

Gioblo ha fame. In effetti, l’odore forte di carota a cui è sottoposto non lascia adito a dubbi: è vegetariano.

“Vorrei solo capire” dice sconsolato Gioblo al suo amico Z. Erbino, “come mai io senta solo l’odore della carota. Va bene, posso anche accettare il vegetarianesimo, ma non capisco perché non possa sentire, che so, l’odore di carota, per dire”

“Senti” dice Z. Erbino “hai al posto del naso una carota. È per questo che hai fame e stai cercando di mangiare i fiocchi di neve credendo che fosse la manna biblica”

Che saluta sempre.

Bloigo è un pupazzo di neve che saluta. Saluta te, saluta me, saluta i salumi, saluta ed essendo in salute saluta il tè.

In effetti, quando poi si è trattato di salutare anche il deserto, si è sciolto. Non solo perché* il deserto è stato comunque un componente importante della storia umana, ma anche perché i pupazzi di neve in effetti si sciolgono nel deserto.

*perché qui si intende “per che”, dedicato ad Ernesto Guevara, noto autore de “Latinoamericana (Notas de viaje)no in realtà è stato solo un refuso che ho coperto

Che diventa un semaforo con un faretto rotto.

L’incrocio di quella città, lo sapevano tutti, era un po’ capriccioso. Per questo Ogoilb fece l’apposito concorso e divenne un vigile urbano, prima che potesse sciogliersi dal sudore.

“Che caldo” “Mi sto sciogliendo” furono infatti le battute più ricorrenti durante quel corso.

“Bene, adesso mi basta solo diventare rosso o verde a seconda delle esigenze” disse il pupazoz di neve, che non vedeva l’ora di cominciare.

“No, in effetti il semaforo rosso è rotto” ordina l’incrocio capriccioso e, prima di diventare una pizza, mette in difficoltà il povero pupazzo.

 

 

 

 

 

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2 pensieri su “Un pupazzo di neve che…

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