Condivisione: Luna d’Inverno.

9788885516847

Ilaria Varese è un’autrice che ha esordito proprio questo uggioso mese di maggio. Uggioso è l’aggettivo che volevo, perché dà l’idea di essere un po’ malinconico, gotico se vogliamo. Proprio come la copertina di “Luna d’Inverno” (ed. La Corte Editore), il romanzo d’esordio dell’autrice che, non per vantarmi, ho avuto la fortuna di leggere sin dai tempi di EFP.

Ma di che parla la trama? Vediamo la sinossi:

Lunghi capelli bianchi, occhi azzurri e pelle color della luna. Gwenfyr Flannigain è una ragazza di Bristol, nata e cresciuta in una delle tante fattorie del Tennessee, dove vive insieme al fratello maggiore Chase e al padre Roderick.
Una famiglia come tante, se non fosse per il fatto che sono licantropi di sangue puro da diverse generazioni. Eccetto lei, Gwen, che nonostante discenda come il fratello da un’antica stirpe di lupi, non ha mai subito la sua prima trasformazione.
Ha 22 anni, ormai, e sa che non succederà più. Gwen è “difettosa”: condannata a vivere a metà tra il mondo degli umani e quello del branco, ma senza far realmente parte né di uno né dell’altro.
Ma un evento sta per sconvolgere la sua vita: a meno di un mese dal suo compleanno – data che coincide con il solstizio d’inverno, il Winter Fe’, qualcosa di molto particolare per le creature mannare – suo padre, il capobranco, viene a conoscenza della morte dell’Alfa della contea confinante per mano di un licantropo sanguinario, Nicholas Hasson. L’accaduto mette in allerta tutti. Il branco è in pericolo. Gwen è in pericolo. E, presto, nulla sarà più come prima.

Gwen è in pericolo, ma in un certo senso lo è anche Ilaria stessa, perché oggi è mia ospite qui sul blog per celebrare questa festa e rendere loro omaggio, a lei e a Gwen, con qualche innocente (?) domanda.

Ecco a voi l’intervista! Buona lettura:

  1. Ciao, Ilaria! Grazie per essere intervenuta. Puoi dirci che origine ha il titolo “Luna d’Inverno”?

Ciao a tutti e grazie a te, Andrea, per avermi invitato sul tuo blog.

Sull’origine e il significato del titolo di questo primo libro potrei stare a parlare per ore, ma non sarebbe il caso in questa sede, perciò cercherò di essere concisa.
Innanzitutto, si tratta di una traduzione. Il titolo originale sarebbe Winter Fe’; così viene chiamato dalle creature mannare il periodo di massima influenza lunare, che inizia con il solstizio d’inverno, il 21 dicembre, e dura per 14 notti. È un evento molto particolare, perché i licantropi sono costretti a trasformarsi e vengono privati del controllo; la Luna d’Inverno rende le femmine più fertili ma la violenza della metamorfosi, di tante metamorfosi così ravvicinate nel tempo, mette a dura prova il cuore dei mannari più anziani, che rischiano l’infarto, e quindi muoiono. Il Winter Fe’ dà, il Winter Fe’ toglie.
Ma “Luna d’Inverno” ha un doppio significato; è un senhal, una figura retorica che racchiude un nome proprio, ed è il motivo per cui si scrive “Inverno” con la maiuscola (e lo sbagliano tutti, ahimè). La protagonista della saga, infatti, si chiama Winter Fe’. GwenfyrWinter Fe’, perché è nata la notte del 21 dicembre. Quindi, in sostanza, il titolo del primo romanzo porta il suo nome. Circa. Forse. Chissà 🙂

 

  1. I lupi mannari hanno sempre fatto parte di un certo tipo di letteratura un po’ dark. Il tuo romanzo quanto lo sarà?

Direi molto dark, nei limiti del paranormal romance. Però è anche un new adult; i temi trattati sono e saranno forti. Decisamente forti.

 

  1. Gwen, figlia di un Alfa, non riesce a trasformarsi. Com’è nato il personaggio?

Gwen è una protagonista un po’ anomala. È piena di difetti, non risolve le situazioni, non sempre (quasi mai) agisce nel modo giusto, più che darle le prende… Non è un’anti-eroina, ma piuttosto un’eroina a metà. Diciamo che vorrebbe essere la protagonista perfetta, e ci prova, ma non lo è.
Non saprei dire com’è nato il personaggio. Volevo raccontare la storia di una ragazza in cui tutti potessero identificarsi in qualche modo perché, sovrannaturale a parte, molte domande che Gwen si pone sono anche le mie, e trovare la risposta non è facile. Spero di esserci riuscita.

 

  1. Quanto spesso la tua stesura iniziale ha subito delle modifiche?

Dalla bozza al cartaceo sono passati due anni e nel frattempo ho scritto i due sequel, la trama si è ampliata e arricchita; sono stata costretta ad apportare delle modifiche sostanziali nel primo libro, ma questo prima dell’editing vero e proprio. Nell’ultima revisione ho lavorato molto sui primi dieci capitoli per rendere la lettura più scorrevole. Credo che il risultato finale sia molto buono.

(lo è, ndr)

  1. Quando hai capito che questo racconto, nonostante il mercato pieno di lupi mannari, vampiri e simili, potesse avere una possibilità fra gli scaffali?

Be’… fin dall’inizio ho lavorato affinché la storia fosse originale, “nuova” rispetto a tutta la produzione esistente, proprio perché sono una lettrice anch’io e conosco il mercato. Il problema è stato convincere gli altri che lo fosse. Appena dici “licantropi” un agente letterario storce il naso, è normale. Vampiri, lupi… ancora?
La mia grande fortuna è stata trovare la persona giusta che mi desse il beneficio del dubbio, una editor un po’ fuori dagli schemi che risponde al nome di Chiara Beretta Mazzotta. Lei ha preso la storia, l’ha letta e ci ha visto la novità. Ecco, è stato in quel momento che ho capito di avere una possibilità fra gli scaffali. Se ci credeva una professionista come lei, forse potevo crederci anch’io… e forse l’avrebbero creduto anche gli altri.

 

  1. La copertina ritrae Gwen in compagnia di un lupo, il che mi fa pensare al fatto che noi essere umani possiamo nascondere un lato un po’ “animalesco”. Sei d’accordo o sono fuori strada?

Mi piace questa interpretazione, ma purtroppo no 😀 Semplicemente, doveva capirsi dalla copertina che si tratta di una storia di lupi. Paranormal, in generale. Ci fosse stata solo Gwen, sarebbe potuto essere anche un distopico. La commerciabilità è tutto.

 

  1. C’è una playlist musicale abbinata alla storia?
    Ufficiale no, nella mia testa sì 😀 Però c’è una canzone legata al primo romanzo, nel senso che compare proprio nella storia a un certo punto, e per un buon motivo. Si tratta di “Monster” degli Skillet. Molto appropriata, vero? 🙂

(gli Skillet rientra fra i miei favoriti, ndr)

  1. La stesura ha subito dei blocchi?
    No, mai. Luna è stata scritta in sette mesi e dai due sequel mi sono presa una pausa di solo un mese, tempo che ho usato per buttare giù le scalette. Scrivo di Gwen da due anni, non mi sono mai fermata e non penso lo farò finché la saga non sarà conclusa.

 

  1. Parliamo un po’ di lupi mannari, o meglio, la tua concezione su queste creature: quali modifiche hai portato all’archetipo usuale?
    Sono rimasta abbastanza fedele all’idea comune perché amo le tradizioni, ma ho apportato qualche modifica per renderli “miei”. Ho lavorato molto sui loro usi e costumi, invece: leggi, atteggiamenti, gerarchia, cultura… La vita di branco è molto più complessa di quello che può sembrare e mi piace farla scoprire un po’ per volta.
  2. Veniamo adesso al mio blog *ride*. “Le avventure di tutto” sono sempre alla ricerca di qualcosa di spiritoso: anche tu, quindi, credo che possa raccontarci un aneddoto del genere che è capitato durante la storia oppure durante la stesura!
    In Luna ci sono alcune scene simpatiche, ma ce n’è una in particolare che mi ha fatto morire mentre la scrivevo e non l’avevo neanche programmata. Gwen dorme spesso con suo padre o con il fratello, che hanno la tendenza a starle molto addosso (contatto fisico, roba da licantropi). In un contesto piuttosto angosciante, Gwen si risveglia abbracciata a suo fratello e lo troverebbe anche piacevole… se non fosse per l’erezione mattutina premuta sul suo culo. Ops.
  3. Fra i personaggi principali, qual è quello a cui somigli di più?
    Credo di rivedermi molto in Chase, il fratello. Per quanto ami scrivere di Gwen e raccontare con la sua voce, io e lei siamo due poli opposti. Non riuscirei mai ad averla come amica, per dire.
  4. E, invece, se capitasse a te? Se fossi un lupo mannaro…?
    Vivo in mezzo alle risaie, credo che al massimo potrei essere una lontra mannara 😀 Cosa impossibile, perché non esistono lontre mannare nel mio universo. Esistono diverse specie di licantropi, ma lontre proprio no.
    In ogni caso, non mi piacerebbe. Troppe regole 😀
  5. Bene, avrei continuato per ore ma ahimè il tempo è tiranno. Sono felicissimo che tu ce l’abbia fatta, sai? Ti seguo da diversi anni e so quanto vali quindi ti ringrazio tanto per essere venuta a trovarmi!
    È stato un piacere. Tu mi segui dai tempi in cui scrivevo fanfiction su EFP, parliamo di molti anni fa. Tu sei una di quelle persone che mi ha sempre sostenuto e per me è stato importante, credimi. Perciò sono io che ringrazio te 🙂
    Un grande abbraccio a te e un saluto affettuoso a tutti!

 

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