Condivisione: un posto per Victoria.

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Buongiorno!
A Palermo, all’Orto Botanico, si sta svolgendo uno degli eventi più importanti dal punto di vista letterario: una Marina di Libri.
Fra le pante dell’Orto e il Mare del Foro Italico, è un posto perfetto per scovare testi che non avremmo mai immaginato e parlare con gli editori e gli autori presenti.
Ed io, che sono un umile scribacchino, posso mai farmi scappare l’occasione di presentare un testo in questi giorni solenni?
Presento dunque “Un posto per Victoria“, edito da Europa Edizioni. Qui la sinossi:
Un momento solenne: il trapasso di un’anziana signora. Per alcuni mamma, per altri sorella, per altri ancora nonna, come per Viola De Santis, appunto. La grande famiglia, grande e sbriciolata da mille incomprensioni e litigi, si trova riunita per l’ultimo saluto alla “tigre”. In quella circostanza di morte, Viola si pone molti interrogativi sulla vita. Domande e riflessioni sul senso della famiglia, sui rapporti tra i componenti che erano lì accanto a lei. Andando indietro con la memoria, in un passato che non poteva essere poi così lontano, se la nonna era ancora tra loro, riaffiorano situazioni tanto assurde e diverse da sembrare distanti mille anni. La dolorosa, pesantissima situazione della nonna da giovane, la guerra, l’immane fatica di vivere. Cos’è, quindi, la morte…? Una liberazione? Una resa dei conti? Un momento che fa piangere alcuni e lascia altri indifferenti? C’è un detto che dice che chi muore lascia il posto a chi arriva…
Veronica è stata molto gentile ad accettare il mio invito. Inoltre, ho già collaborato con lei per l’iniziativa Instagram “I Letterati” (@iletterati) dove, il 25 maggio nelle piazze di Roma, Milano e Palermo abbiamo fatto un raduno a distanza fra lettori, autori e bookblogger. Ottimo, no?
E allora da cosa nasce cosa e le ho chiesto di rispondere ad alcune mie domande. Buona lettura!

1. Buongiorno, Veronica! Veniamo subito al dunque: chi è
Viola?

1 Viola De Santis, è la narratrice del libro, cooprotagonista della parte presente del libro, voce della vita della nonna Mena e di quella della sua famiglia.
2. Viola è nata “con te” o ci ha messo un po’ per venire
fuori?

2. Viola è nata da una parte di me, che ha lottato per uscire fuori, perché spesso nei libri, specialmente quelli di esordio, c’è sempre una componente alta del proprio vissuto. Non è semplice mettersi a nudo su un foglio di carta bianco.

3. Tema principale è il rapporto nonni/nipoti. Puoi dirci, se ti
va, quanto è stato importante questo rapporto?

3.Non so darti una risposta vera, i miei nonni non sono stati quelli a cui siamo abituati ora, una figura importante all’interno della famiglia. Hanno avuto un ruolo marginale, quasi da antagonisti nella mia vita, erano percepiti come sconosciuti ai quali dovevo il rispetto imposto, non so realmente se mi volessero bene. Erano uomini e donne venuti dalla guerra, che non davano spazio a coccole ed effusioni, per me era strano anche vedere loro in armonia o in pace, non avevo la percezione di famiglia a casa loro.
4. La copertina ritrae una ragazzina in bianco e nero. Ciò mi
fa pensare ai tempi che furono, in un assaggio di bei
ricordi. Quanto ci ho preso?

4. La ragazzina in  copertina è mia madre da piccola. Ho voluto scegliere quella foto, perché in realtà è una cartolina che scrisse mia nonna ai suoi famigliari, scrivendo.” Questa è R. siamo a Roma, stiamo bene. ” Ora loro avevano una situazione molto precaria non avevano i soldi per mangiare, appena arrivati nella capitale dormivano in un androne, perché essendo pugliesi i locatari avevano deciso di non dargli più l’appartamento, Eppure dopo mille difficoltà sono riusciti a comprarsi una casa. il messaggio da dare ai parenti lontani era quello del benessere, che loro stavo bene. Inoltre quella bambina ha lo stesso sguardo di mio figlio, e mi piace perché cammina fiera verso la vita, a testa alta.
5. Che cos’è, dunque, la morte per te?

5. E chi lo sa!  se sapessimo cosa è la morte non vivremmo appieno la nostra vita.
6. La crescita personale, in qualunque forma uno la affronti,
ci mette di fronte a delle scelte. Quanto è dura per Viola
farle di fronte a questi cambiamenti?

6. Viola si è trovata per forza davanti a delle scelte, avendo una famiglia particolare alle spalle, che le ha insegnato il cinismo e a ridere su tutto anche su un funerale, non ha mai pensato più di tanto alla sua vita, l’ha vissuta e basta. La sua fortuna è stata guardare la famiglia Tanzi e fai l’opposto.

 

7. Il romanzo ha avuto dei blocchi o l’hai scritto
speditamente?

7. Il romanzo è stato scritto mentre allattavo mio figlio al seno, mi ha aiutata a focalizzare le mie energie, a superare un malessere, è stato una cura. Ci sono stati pochi blocchi dovuti alle mie insicurezze, ma la storia c’era e sapevo come portarla avanti. In fase di pubblicazione ci sono stati degli stop, ma ringrazio la casa Editrice Europa Edizioni, per avermi aspettata, con rispetto e correttezza.
8. Hai ascoltato musica mentre scrivevi o ci sono canzoni
suggerite dentro il libro?

8. Non ho ascoltato musica mentre scrivevo il libro, o scrivo o canto. C’è
una canzone di Ligabue: L’amore conta, inserita in un contesto.

9. Perché il titolo “Un posto per Victoria”?

9. Perché solo leggendo il libro si può scoprire dov’è Un Posto per Victoria.
10. In quanto blog comico, l’hanno fatto tutti. Racconta un
aneddoto che riguardi i tuoi personaggi o la scrittura
stessa!

10. Il libro è pieno di aneddoti comici, ad esempio, quando Viola tastava i seni della cugina Federica, per vedere se le protesi di silicone erano perfette e furono sorprese dai parenti, il tutto nella stanza accanto alla salma della nonna.
11. Con questo libro, fra l’altro edito da una casa editrice,
hai regalato emozioni intense. Erano le emozioni che ti
aspettavi?

11. Sinceramente no, anzi quando qualcuno lo leggeva all’inizio avevo paura di aver scritto male o cose assurde ed invece è piaciuto. Ogni volta che sapevo che qualcuno lo stava leggendo andavo a rimettere. Poi alla fine ho capito che il libro e il parere è soggettivo, non si può piacere a tutti.
12. “Chi muore lascia il posto a chi arriva”. La mia
domanda è: “chi” arriva? Che cosa potrebbe trovare
arrivando? E soprattutto, secondo te non ci rimane che
affidarci alle nuove generazioni oppure c’è ancora
speranza, per questa attuale?

12. Quando morì mia nonna rimasi incinta di mio figlio. Quando morì mio cognato partorii il secondo figlio. Ora non voglio portare io sfortuna, ma quando una persona muore di solito ne nasce sempre un’altra. Ogni uno ha la sua generazione, c’è speranza sempre per il futuro. Ci evolviamo e dobbiamo stare al passo, già io a trentacinque anni mi rendo conto di essere vecchia per alcune cose. Non condanno il futuro, è che non lo vedo e quindi fa paura ma attrae allo stesso tempo.

13. Il tuo libro è bellissimo e ti ringrazio un sacco per aver
accettato il mio invito. Inoltre, collaborare con te per “I
letterati” mi ha fatto conoscere tantissima gente nuova (fra
cui anche le altre organizzatrici di Roma e Milano,
ovviamente) e sono contento di tutto questo, quindi un
grazie enorme.

13.Grazie a te per la tua disponibilità, per avermi offerto questa intervista e per esserti occupato dell’evento a Palermo, un consiglio, ridi e non far solo ridere, perché la gioia e la leggerezza vanno condivise sempre.
Grazie

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