Trilogia dello spezzatino/1

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Tre martedì. Uno spezzatino. Chi la spunterà?

Lo spezzatino era cotto e pronto per essere mangiato. Si divideva in tre pezzi ben distinti di carne, ciascuno di loro separati da una fogliolina di alloro o un pezzo di cipolla. Bisognava, per dovere di cronaca, specificare che erano tenuti insieme da una specie di stecca di legno.

In ogni caso, lo spezzatino vide per bene la forchetta che avrebbe dovuto eliminarlo, e i tre pezzettini ben distinti si chiesero chi venisse eliminato per primo.

“Sicuramente tocca a voi estremità, anche perché…” cominciò quello in mezzo, ma quello di destra lo zittì prontamente. “Secondo te perché ci chiamiamo spezzatino e siamo tenuti insieme da una stecca? Perché si mangia con le mani, no?”

“Si mangia con le MANI? Vorresti dire quelle cinque cose che escono da un palmo?” chiese quello di sinistra. “Oh no! Vorrei non essere manipolato da quelle dita, che poi si sporcano tutte di unto e… no, lasciamo perdere”

“Perché lasciamo perdere? Cosa ti hanno fatto le mani, hai forse un trauma?” chiese lo spezzatino in mezzo, abbastanza tranquillo di non  essere eliminato. La forchetta nel frattempo aveva bypassato quella pietanza ed era concentrata sulle patatine.

“No…” rispose il pezzettino. “è che mi ricordo che una volta stavamo saltando sul letto come fanno tutti i ragazzini della nostra età…”

“Ah sì?” chiese la stecca di legno, traumatizzata. “ma ti immagini delle dita e un pezzetto di carne aromatizzata che salta su un letto umano?”

“L’olio e il sangue” rispose il pezzetto di carne, citando male un famoso fantasy, in onda su questo blog. “In ogni caso spalancò la porta un tostapane gigante, il quale attaccò la propria spina nella presa e disse AAA! Ma questa presa è americana e allora noi siamo diventati delle fiches”

“Pazzesco” commentò il pezzetto di carne sulla destra. “E come mai hai paura delle dita, allora? La storia non lo specifica”

“Be’, c’è da dire che quelle stesse dita sono affondate dentro il tostapane e si sono auto tostate.” spiegò quello di sinistra.

Nel frattempo la forchetta giunse verso lo spezzatino…

Arrivederci al prossimo martedì!

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