Il telefono aragosta

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C’era una volta un’aragosta. Quest’aragosta aveva un sogno.

“Voglio diventare un telefono!” esclamò, davanti a un simposio per aragoste, dopo tre quarti d’ora di conferenza condotta dalla dottoressa A. Ragosta sul tema Io e la mia pentola: cinquanta modi per essere un crostaceo e vivere con al consapevolezza di essere un ottimo secondo.

Tutti i convenuti la guardarono e perfino la dottoressa la osservò interessata.

“E come faresti, sentiamo?” chiese.

L’aragosta rispose “Insomma, tutti noi sappiamo che i telefoni oggi come oggi fanno tutto, tranne che telefonare: fotografano, fanno film, si utilizzano i social, ci si messaggia… e non si telefona. E allora, perché mai non dovrebbe esserci un telefono aragosta?”

Quel monologo prese un sacco di battiti di chele, in quanto molti altri crostacei si resero conto di pensarla come lei.

“Esattamente. Ma allora cosa accadrà quando diventerai un telefono? E soprattutto, ci sono telefoni disposti ad accettarti?” chiese la dottoressa, cercando di prendere un appunto sul suo taccuino ma non riuscendo perché le scivolava sempre la matita, e inoltre la carta si stava spolpando a causa dell’umidità nell’acqua.

L’aragosta uscì fuori da quel simposio, dove nella pausa pranzo offrivano comunque gamberetti alla salsa rosa e impepata di cozze, e andò a vedere se ci fosse un telefono disposto a ospitarla. Non ci volle molto. Era giunta infatti in un fondale vicino a una città, dove c’era più probabilità di trovare oggetti perduti, caduti in mare o semplicemente i risultati delle discariche.

“C’è un telefono qui” disse, felice. “Oggi come oggi al mare si trova di tutto”

“Questo l’ho detto io eh!”

La voce offesa di uno strano pesce spada echeggiò negli abissi, ma l’aragosta aveva dalla sua le chele, quindi quel pesce spada aveva poco di che protestare.

L’aragosta si posò sul telefono con la tastiera a disco e si riposò, aspettando che qualcuno rispondesse alla prima telefonata, prendendo lei invece della cornetta.

Successe.

Drin Drin. Drin Drin.

Un tonno alzò l’aragosta e disse “pronto, chi è?”

Tuttavia il telefono continuava a squillare.

“No, Tonno, guarda che devi alzare la cornetta, non l’aragosta” gli fece notare uno Sgombro.

Il Tonno posò il crostaceo sul telefono e sospirò. “Tanto, sarebbe stato il solito call center”

Detto quello, andò via mestamente.

 

 

 

 

 

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