Condivisione: sette dopo il tramonto.

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Sette il dopo il tramonto” è una raccolta di racconti scritta da Gaetano Cappello, brillante autore che ha pensato bene di creare qualcosa per… non dormire!

No, scherzo. O forse no?

Siccome condivido tantissimo questa idea e in generale tutte le idee che sono libri, anche questo ha il suo spazio nel mio blog. Di che cosa parla, però, la sinossi?

Il crepuscolo assottiglia tutto ciò che è visibile, lo distorce. Spegne i colori e permette alle ombre di allungarsi, fagocitare le umane sicurezze.Sette Dopo il Tramonto è un cruento viaggio nei meandri oscuri del subconscio, tra amori naufragati nel rimpianto, abissi popolati da creature spaventose e vecchie conoscenze dai volti estranei.Sette racconti pregnanti di adrenalina e orrore. Storie implacabili, per viaggiatori coraggiosi. Sarete in grado di dormirci la notte?

Come potete vedere si usa proprio la parola “Coraggiosi”. E voi, siete coraggiosi? Lo siete abbastanza per assistere alla chiacchierata che abbiamo fatto io e l’autore, con tanto di arancine?

1. Ciao, Gaetano! Parlaci un po’ di com’è nata quest’idea.
Ciao, Andrea! L’idea della raccolta dei racconti è nata come una vera e propria ricerca di stile, difatti ho sempre reputato il racconto come la migliore forma per sperimentare. Non a caso quelli contenuti in Sette Dopo il Tramonto sono totalmente diversi l’uno dall’altro, sia per setting che per stile di narrazione (sebbene tutti collegati da un filo rosso).
2. Sette Dopo il Tramonto: significa che dovrei leggere questo libro solo la notte?
Lo consiglio strettamente, dati i contenuti da “seconda serata”, sebbene molti dei lettori abbiano
scelto di leggerlo alla luce del sole per lo stesso motivo.
3. Adesso, però, facciamo un gioco. Parlami del primo racconto in poche parole.
“La Storia di Joanne Pelsen”. Dopo averlo letto ci penserai due volte prima di lasciare tuo figlio
dalla nonna! Dire altro, ti rovinerebbe il bello! (Ah, contiene all’interno degli easter eggs che
potrebbero suggerire chi sono i miei autori preferiti!)
4. E ora del secondo.
“Il Ricordo di Christine”. Una storia dai tratti autobiografici. Una sorta di “testamento
sentimentale”, condito dalle mie personali scuse per una ragazza sordomuta, che penso di aver ferito “quando ero giovane e immaturo”. Il racconto più tenero della raccolta.
5. Quanto al terzo?
“Abisso Trieste”. Un omaggio ai miei due registi preferiti: Ridley Scott e John Carpenter.
Sostituendo il buio dello spazio al freddo dei fondali oceanici, ho imbastito una folle storia di redenzione e…
6. Dimmi del quarto!
“L’eredità di Adrian Norton”. Il mio preferito! Parla di due ragazzi (fratello e sorella,
inconsapevolmente) costretti a condividere un’eredità. Una di quelle situazioni che può aggiustarti la vita una volta per tutte, o rovinartela per sempre. Un racconto molto crudo e violento, ma pieno di spunti di riflessione sul tema generale delle “dipendenze” e sulla fratellanza.
7. Se non ti scoccia, sarebbe il turno del quinto.
“L’ultima luce”. Ti sei mai chiesto come dev’essere trovarsi in coma? Io sì, spesso. Volevo
mettere su carta i miei timori su quella tipologia di “viaggio”, sia per chi lo compie, sia per chi
dall’altro lato attende.
8. E il sesto?
“L’Aquila e l’Orso”. Anche questo un omaggio, ‘sta volta a un alto autore: Tom Clancy, che con i
suoi libri di spionaggio e fantapolitica ha accompagnato la mia adolescenza. Mi piace credere che se fosse ancora in vita, avrebbe apprezzato molto la vicenda. Un racconto che ha come fulcro l’ideologia del patriottismo e la sua sottile linea di confine con la follia.
9. Il settimo, lo lasceremmo da parte?
“L’Antitesi Intrinseca Della Sofferenza”, in una parola AIDS. Questo racconto diviso in più parti
segue le storie di tre personaggi che affrontano il dramma della malattia in modi diametralmente opposti. Vendetta… Resa… Resilienza… Il racconto più difficile da scrivere in assoluto.
10. La copertina ha molti elementi, quali un orso e delle figure geometriche. Perché?
La copertina, realizzata da Amara-mente Artworks, non si limita ad essere un orpello estetico ma funge da bussola per i lettori. Contiene chiavi di lettura e può aiutare molto i lettori più attenti.
11. Quanto tempo hai impiegato a scrivere le storie?
In media sono riuscito a scriverne una a settimana, ma raccoglievo le idee già da qualche anno.
12. C’è una playlist che può accompagnarmi nella lettura?
Certo! Il frinire dei grilli e la risacca del mare.
13. Qual è il tuo personaggio preferito? Non lo dirò agli altri esclusi…
Heather Mary Blais (da L’eredità di Adrian Norton) ha moltissimo di me. L’ho sempre considerata
il mio Io femminile, un personaggio dai trascorsi difficili che comunque non ha perso la voglia di stupirsi, di rinascere ogni giorno. (Penso di avere una cotta per lei!)

14. Durante la stesura c’è qualche aneddoto divertente che puoi divulgare?
Posso essere sincero? La domanda che mi ha messo più in difficoltà! Mi sono divertito scrivendo,
ma, ecco, penso che il divertimento sia solo mio, e finisca lì.
15. Con questi racconti, ti sei prefissato un obiettivo? Chi è il tuo lettore ideale e che messaggio vuoi mandargli?
Ho scelto il self per creare un “precedente” che mi caratterizzasse come “scrittore”, sebbene sia lungi dal potermi definire tale. In tal senso, pensavo alla raccolta di racconti come mezzo dalla più immediata fruizione.
Il lettore ideale è quello attento ai dettagli e che si pone delle domande; un lettore attivo
nell’interpretazione degli eventi, pronto a collaborare nella stessa stesura. Proprio per questo ho sempre preferito disseminare i miei testi di svariate chiavi di lettura piuttosto che imporre un senso universale. D’altronde la notte stessa è la fine e l’inizio del giorno.
16. Ahimè, il tempo è tiranno però mi ha fatto molto piacere questa chiacchierata!
Grazie a te per avermi concesso questo spazio!

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