Il sale e il sangue/28

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Ci volle più tempo del previsto, a Mary, per riprendersi, soprattutto dal colpo ricevuto alla gamba. La ragazza non voleva dire in quale occasione era stata colpita da due proiettili, ma quello fu sufficiente a tenerla ferma per un po’. In base alla testimonianza del pirata che aveva fatto parte dell’avamposto di Suprim, Steven Blackfield poteva trovarsi a Inoquit, pertanto Eric pensò che occorreva fare il punto della situazione con Frank Copperfield e Francis Norald, che a vario titolo facevano parte dell’alta gerarchia creata sulla goletta.

“Ditemi di più su Inoquit” chiese il Cacciatore, dopo aver capito che da Suprim a Inoquit si trattava più che altro di navigazione costiera e il sorpasso di ben quattro fiordi, fino ad arrivare alla punta estrema di Bocca del Drago, l’ultimo baluardo prima dell’oceano.

“Inoquit è diversa dagli altri fiordi, che comunque sono costruiti attorno o incastrati dentro le due scogliere” spiegò Norald. Adesso era convinto dell’innocenza del Cacciatore, e si sorprese quando al termine della confessione da lui fatta aveva finito per provarne una certa stima. “Con la goletta entreremo in un grande portico costruito agli albori del regno, sorretto da due grandi colonne scolpite nella roccia e dichiarate monumento nazionale. L’architrave, in marmo, ha la chiave di volta a forma di drago, come a voler ricordare  in quale regno si sta entrando. Percorso un quarto di miglio, sbarcheremo nell’isola all’interno del fiordo, dov’è stata costruita Inoquit, un paesino di duemila abitanti circa e capitale del culto del Dio Arcobaleno, padre e madre degli dei e fautore del ponte fra l’uomo e il regno delle divinità. Da notare al centro dell’isola il grande Tempio, che…”

“Sì, d’accordo” lo interruppe Eric. “Tuttavia vorrei capire se tu hai testimonianza di eventi loschi e poco chiari in quelle lande o no. Quante probabilità ci sono che Blackfield abbia in realtà il covo proprio in quel luogo? Ci sono punti strategici?”

“Non è tutto oro quello che luccica” disse Norald. “Ovviamente si sono avverati numerosi casi di contrabbando, me lo ha detto mio fratello che lavora lì, e non può parlarne con nessuno, perché altrimenti lo ammazzano. E ciò è strano, se consideriamo la presenza del tempio che fa di Inoquit la capitale religiosa del regno. Ad est dell’isola, inoltre, c’è una grotta abbastanza grande da poter ospitare una goletta, ma non certo un vascello. Non credo che tengano lì la Black Sheep, ma se qualcuno vuole stare nascosto e non farsi scoprire, e al tempo stesso minacciare Inoquit, non può che scegliere quel luogo. Ci sono numerose stalattiti e stalagmiti, al punto da aver consacrato quelle grotte al Dio Grigio, l’anziano signore delle rocce, delle montagne e tutto ciò che la terra può raccontare.”

“Ma allora, se Blackfield usufruisse di questa caverna, compirebbe un sacrilegio” commentò Copperfield.

“Non credo che a un pirata assassino, ladro e stupratore importi qualcosa della bestemmia e dell’eresia” osservò Eric. “Non dimentichiamo che lui è piuttosto infantile e detesta perdere. Ha un’altissima concezione di sé e qualunque cosa la si fa in funzione di lui. È per questo che mi ha sparato in piazza. Si considera l’Eletto, capite? Bene, posto questo credo che valga la pena visitare la città, e se non vedremo niente con gli occhi, osserveremo meglio con le orecchie”

Gli altri due capirono perfettamente cosa il Cacciatore volesse dire. Presidiare Inoquit, talmente bella fuori ma altrettanto marcia tra i vicoli e attorno a lei, avrebbe dato un grosso vantaggio a lui e alla sua ricerca. Per la prima volta, Eric considerò l’idea di evitare di fare terra bruciata attorno a lui, ma attaccare Blackfield direttamente. Se non al suo cuore, quantomeno a un braccio o un’altra parte importante del suo regno nero.

Pertanto, sentì un nodo allo stomaco: c’era la probabilità che l’uomo ritratto da Mary in base alle fattezze dipinte nel quadro che lei aveva visto nel covo dei pirati di Suprim, potesse palesarsi carne ed ossa proprio a Inoquit, appena quattro fiordi più ad ovest.

“Quanto tempo ci vuole perché si riprenda Mary?” chiese il Cacciatore a Nick. Il dottore fece un ultimo controllo e scrollando le spalle rispose “Un paio di giorni e potrà camminare perfettamente”

“Benissimo” rispose lui. “Ciò vuol dire che staremo fermi. Peccato, perché avevamo compiuto parecchi pas… è vero, potremmo creare una ronda davanti il fiordo e far passare la notizia che esiste più di una goletta che guarda le coste! Perfetto!”

Così, ringalluzzito da quell’idea, uscì fuori dall’edificio e si diresse verso il porticciolo, dove la goletta e il resto dell’equipaggio attendeva paziente. Si guardò attorno, c’era molto movimento fra pescatori e pescivendoli e, dopo la battaglia, sembrava che Suprim stesse lentamente riprendendo la vita di sempre.

Anche le case lì attorno erano in procinto di essere ricostruite e diversi nugoli di operai andavano avanti e indietro dando l’idea di un paese molto vivo che cercava di rialzarsi dopo i fuochi e le fiamme.

Alla sua destra e alla sua sinistra i residenti pensavano ai propri affari, chi spostando le attrezzature, chi piangendo i propri morti. Tuttavia, mancava un uomo.

“Ehi, voi!” chiese a un pescatore lì vicino, che si era perso ad osservare la goletta ancorata poco distante.

“Avete notizie del vecchio pescatore?” proseguì, senza attendere una risposta.

L’uomo sulla barca scosse la testa, ma sentendo la domanda un secondo pescatore interloquì “Lo hanno portato via i gendarmi, era un pirata al soldo di Blackfield. Lo sapevamo tutti qui sulla costa, ma eravamo molto affezionati a Edward, perché prendeva pesci che noi possiamo solo immaginare. Inoltre, faceva un sacco di battute da ubriaco. Be’, penso, adesso le farà da dietro le sbarre”

“Dunque lo hanno arrestato” commentò Eric. “E voi come mai avete scosso la testa? Siete per caso un complice?”

Il primo pescatore, quello a cui fu rivolta la domanda, rispose “Non posso sapere tutto. Ho combattuto fra i quartieri, ieri. Per fortuna ci siamo ripresi molto velocemente, ma molti altri non hanno avuto la stessa fortuna”

Eric, tuttavia, continuò a pensare che fosse una spia sfuggita all’arresto. In ogni caso, era il momento di attuare il suo piano. Si rivolse al secondo pescatore, quello più predisposto alla chiacchiera.

“Voi sapete chi sono io?” chiese dunque. L’altro rispose “No, non mi sovviene qualcuno che vi somigli nella mia memoria”

“Molto bene” rispose Eric con sollievo. Dopo tanto tempo, non veniva additato con la sua identità e poteva davvero essere se stesso, senza maschere. Tuttavia, ne aveva bisogno. O forse era il Cacciatore, ed Eric era la maschera?

“Ascoltatemi bene!” esclamò, sollevandosi su una delle bitte. “Io sono il Cacciatore e dichiaro, in nome del Re, che sono a capo di trenta navi da battaglia, che stanno perlustrando la zona in cerca dei pirati, o comunque gente collusa, sottoposti a Steven Blackfield, con l’intento di condannarlo a morte! Ho bisogno dunque del vostro aiuto, per farlo sapere gli altri paesani, oppure se siete a conoscenza di covi nell’entroterra o di persone di cui non vi fidate! Tutto sarà controllato e portato alla luce, così come questa nazione merita!”

Ad Eric era bastato quel breve monologo per avere attorno a lui diverse persone che si erano fermate per ascoltarlo. Adesso, sapeva di avere tutta Suprim nelle sue mani, e la paranoia di vedere navi da battaglia non poteva che essere sfruttata a suo vantaggio. Mentre si avviava per tornare alla casa che avevano scelto come rifugio, poteva già sentire l’argomento principale sulla bocca di tutti, ovvero l’impegno del Re per debellare quell’incubo.

Passarono tre giorni, e finalmente Mary poté tornare a camminare senza sostegni di sorta, così poterono tornare alla goletta e riprendere il mare.

“Senti” disse Mary a Eric, a un certo punto. “Blackfield ha chiamato il suo vascello la Black Sheep

“Sì, ebbene?” chiese lui, incuriosito. Stava vedendo i marinai mollare gli ormeggi e la nave tornare indietro, verso il mare aperto che si presentava piuttosto agitato, le onde sbattevano sugli scogli dei fiordi.

“Noi non dobbiamo chiamare la nostra goletta con un nome?” insisté lei,  guardandolo con due occhi grandi e quasi supplichevoli.

“È l’imbarcazione di tuo padre” osservò Eric, senza riuscire a ricambiare quello sguardo. “Non mi sembra corretto battezzare una nave senza il suo capitano”

“Sì, vero” concordò lei “ma io sono la figlia del capitano, no? Dunque sono l’erede. E sta di fatto che io voglia battezzare questa goletta, in quanto mia e quindi in piena facoltà per compiere un gesto del genere. Io pensavo a qualcosa come Giustizia Bianca, in memoria imperitura di quello che stiamo facendo e in risposta alla pecora nera… che… ma se non ti piace puoi dirlo” concluse frettolosamente Mary, vedendo Eric accendere un sigaro totalmente distratto da quello che lei stava dicendo.

“No, mi piace invece” disse lui. “Sei stata brava, Mary, dico davvero”

E in quel momento la ragazza capì che il Cacciatore la stava lodando. Lei non capiva bene per quale motivo, ma sentì il suo cuore quasi riscaldato, come poteva riscaldare un abbraccio, un sorriso.

Un bacio.

Mary arrossì violentemente e si allontanò da Eric, pensando a qualcosa da fare per distrarsi.

“Ciurma! È il Capitano che vi parla!” esclamò Eric, una volta terminato il suo sigaro. “La White Justice farà vela verso Ovest, diretta ad Inoquit! Con noi ci saranno trenta navi da battaglia! Blackfield perderà la testa molto presto!”

Seguì un mormorio eccitato. Uscirono presto dal fiordo di Suprim, poi, in direzione sudovest, presero la rotta verso Inoquit, che era l’ultimo baluardo verso il mare aperto, l’Oceano misterioso che divideva Tutuk Naga dall’Impero Occidentale, l’immenso e magnifico continente comandato da una sola persona, che era divinizzata da oltre cinquanta regioni.

L’Impero e il Nonmondo… l’uno lucente e prospero, l’altro nascosto e oscuro, il cui nome era soltanto sussurrato in quelle lande e totalmente sconosciuto ad oriente.

Eric, mentre vedeva i gabbiani volteggiare sugli alberi, pensava che probabilmente quel luogo fosse solo una leggenda che metaforizzava la potenza dell’Impero, in modo da ricordarsi che non tutto era oro ciò che luccicava e la creazione del Nonmondo frutto di una fervida fantasia che ricalcava il contrario di ciò che era il continente dell’Est.

Tuttavia, non riusciva a sbarazzarsi dell’idea che se n’era fatto. Quell’uomo dalla pelle gialla si era chiesto se fosse così facile trovarlo… ma che ne sapeva, l’uomo di Blackfield, di un luogo così leggendario e introvabile?

 

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