Condivisione: Le terre dei dormienti.

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“Le terre dei dormienti” e “La vendetta della Regina” sono due romanzi scritti da Laura Taibi, autrice siciliana che ha firmato con la Nulla Die Edizioni. Essendo dunque siciliana non poteva mancare alla “mia” collezione di autori che in queste calde settimane estive stanno sfilando in questa casetta. È mia precisa volontà presentare quanti più libri possibile quindi, se ne hai scritto uno, sarò felice di porti queste domande. Che forse saranno “sempre le stesse”, però sono le risposte che contano ed io sono felice di porre. E poi ehi, c’è la domanda demenziale!

Vediamo la sinossi:

Jasper Stone è un ragazzo londinese come tanti. L’estate è alle porte quando il suo mondo viene sconvolto dall’arrivo di Eilise, una ragazza dai capelli rossi che irrompe nella sua vita e gli intima di svegliarsi mentre enormi mostri ragneschi appaiono in città, e una strana gemma con il potere di evocare una spada compare magicamente sul suo petto. Da lì in poi la vita di Jasper cambierà radicalmente: trasportato in un luogo chiamato “la collina” dove altri ragazzi tentano di sopravvivere, dovrà fronteggiare nemici potenti, affrontare la terribile Foresta dell’Incubo e scoprire il segreto che si cela dietro quel luogo.

Figata, no?

Vediamo allora che ne pensa Laura, stasera ospite con noi:

 

 

  1. Ciao Laura e grazie per essere giunta fin qui! Presenta un po’ i titoli della duologia.

La mia duologia è formata dal primo volume, intitolato “Le terre dei dormienti” e dal secondo, ovvero “La vendetta della regina”.

 

  1. Perché la necessità di creare due capitoli e non uno, tre, ecc?

Il primo inizialmente era nato per essere un libro autoconclusivo ma, arrivata alle ultime battute, mi sono resa conto che c’era ancora qualcosa da dire e ho deciso di continuare. Da quel momento ho buttato le basi per il secondo e mi sono resa conto che quello era il finale perfetto.

Sono una persona molto sentimentale in queste cose, e mi lascio guidare dall’istinto. Semplicemente non sento l’esigenza di un terzo capitolo… almeno per adesso.

 

  1. Chi è Jasper Stone? Come nasce?

Jasper nasce poco a poco e, se proprio vuoi saperlo, inizialmente era una lei!

Man mano che gettavo le basi per la storia mi sono ritrovata a cambiargli genere, età, background, fino a farlo diventare il protagonista che desideravo per raccontare la mia storia.

 

  1. Chi è, invece, Eilise? È stato difficile crearla?

Eilise è stata una sfida. Di base i personaggi femminili dei libri non mi fanno mai impazzire, le trovo troppo “emotive”, se capisci quello che intendo. Quindi ho tentato di rifarmi ai pochi modelli femminili nella letteratura che mi hanno sempre ispirata: Hermione Granger, Annabeth Chase, Diana Prince… figure forti e indipendenti ma comunque umane e piene di sfaccettature e spero di esserci riuscita.

 

  1. L’idea della gemma che crea una spada l’hai avuta fin dall’inizio o è stata creata strada facendo?

Le gemme ci sono sempre state, ma l’idea delle armi (diverse da persona a persona) che possono essere evocate attraverso esse è nata strada facendo.

 

  1. Che cos’è la Foresta dell’Incubo? Un luogo dove proiettare tutto ciò che temiamo o…?

C’è da dire che nella prima stesura non c’era nessuna foresta. L’ambientazione della storia era molto più cyber-punk rispetto alla versione definitiva, con un’enorme città.

La Foresta dell’Incubo è un luogo creato dalla regina e da lei stessa controllato. Serve a far cadere chi vi entra in trappola, tramite alcune “prove” che mettono il malcapitato di fronte la sua più grande paura.

 

  1. Hai ascoltato musica mentre scrivevi?

Gente che chiude l’articolo tra tre… due… uno…

Sto per dire una cosa che alcuni dei miei (pochi) followers sanno già: non sono una grande amante della musica.

Quando sono a casa da sola voglio che il silenzio rimanga tale. Mi piace ascoltare la voce dei miei pensieri e spesso trovo che la musica distragga fin troppo.

Non dico che non mi piace, ma quando faccio qualcosa a cui devo prestare attenzione (scrivere, disegnare, leggere) amo il silenzio.

Solo in un’occasione, durante la stesura del secondo libro, ho dovuto mettere su una canzone per entrare meglio nella scena, essendo davvero molto emozionante.

 

  1. Hai fatto ricerche particolari mentre scrivevi?

Per il primo libro non ne ho fatte molte, tranne qualche termine, mentre per il secondo ho fatto una vera e propria ricerca sul campo.

Il secondo libro, infatti, è tutto ambientato a Londra e, avendo avuto la fortuna di abitare a pochi minuti dalla capitale inglese durante la stesura, ho potuto visitare di persona ogni luogo che ho descritto. Trovo che sia una cosa divertente che, chiunque abbia letto il libro e si trovi a Londra, possa seguire il percorso dei protagonisti.

 

  1. Raccontaci un aneddoto comico riguardo la storia e/o la stesura.

Quando il primo libro venne pubblicato iniziai a ricevere molte recensioni, tutte abbastanza positive (alcune molto positive), ma una cosa mi veniva sempre chiesta, ovvero se avessi copiato “Steven universe”.

Non so se conosci questa serie animata, ma parla di alcuni esseri con delle gemme attaccate al corpo tramite cui possono evocare, pensa un po’, delle armi! E non solo, tra i personaggi c’è n’è uno che si chiama Jasper!

Quando me lo dissero rimasi così sconvolta che corsi a vedermi tutte le stagioni uscite di quel cartone di cui, al tempo, non sapevo assolutamente nulla, rendendomi conto che era proprio come mi avevano detto.

Credevo di aver avuto un’idea originale ma alla fine mi sono resa conto che non era proprio così! Per fortuna questo inconveniente mi ha permesso di scoprire una serie davvero bella.

 

  1. In sostanza, “perché” leggere “Le terre dei Dormienti” e il suo seguito “La vendetta della regina”? A chi ti rivolgi?

“Perché è una bella storia” suona troppo auto celebrativo? *ride*

No, seriamente, i libri sono pensati per un pubblico giovane. Diciamo che se una persona ha letto e amato saghe come “Percy Jackson” o “Harry Potter” apprezzerà una storia del genere.

Molti di quelli che li hanno letti e recensiti dicono che è una storia originale, scorrevole e con personaggi che restano nel cuore… io francamente spero che abbiano ragione, ma credo che il giudizio finale spetti sempre al lettore!

 

  1. A proposito de “La vendetta della regina”, lascia supporre che ci sia una regina nel tuo racconto. È così? Quanto è stato difficile entrare nei panni di una regnante?

Come ho già accennato c’è una regina, che è la principale antagonista in entrambi i libri.

In realtà non è una vera regnante, anche se “regna” sulle terre dei dormienti, ma in ogni caso ho trovato molto stimolante mettermi nei suoi panni, soprattutto quando nel secondo libro viene rivelato il suo background, che la rende molto più reale, spiegando le motivazioni che l’hanno portata a fare ciò che ha fatto.

 

  1. La copertina ritrae un giovane con una spada che affronta un ragno gigante. È un riferimento alla celebre scena di Frodo con Pungolo che affronta la terribile Shelob?

Quel mostro ritratto in copertina è molto simile a un ragno, ma in realtà nella storia vengono chiamati “atrax” e sono esseri simili a dei ragni, ma in più hanno delle enormi chele molto affilate.

Inizialmente sarebbero dovuti essere più simili a degli scorpioni, ma avendo vissuto in Inghilterra mi sono resa conto della quantità di ragni che popolano il paese ed essendo la storia ambientata lì ho voluto, in un certo senso, “rendere omaggio” a queste creature del demonio. (sì, i ragni mi fanno schifo!)

 

  1. Tu sei più vicina a Eilise o più Jasper?

A livello affettivo direi Jasper, perché è il protagonista e per la maggior parte del tempo viviamo la storia attraverso di lui, ma Eilise è molto, molto, autobiografica e non posso fare a meno di pensare che molte delle cose che fa, dice o ha passato siano state influenzate da quelle che sono le mie esperienze.

 

  1. Tu hai pubblicato con una Casa Editrice. Qual è, invece, la tua opinione sul self publishing? Pensi che sia solo una scelta di ripiego o tutt’altro?

Ho pubblicato con la Nulla Die, una piccola casa editrice siciliana. Sono grata a loro per avermi permesso di pubblicare i miei libri, anche se abbiamo avuto alcune divergenze di opinione in diverse occasioni. Sono una buona casa editrice, ma ora come ora forse avrei fatto scelte diverse per la mia duologia.

Il self al momento la trovo l’unica vera strada per guadagnare qualcosa dai propri manoscritti. Ho pubblicato una breve novella su amazon (“The first”, vincitore del concorso “dangerous lies” ndr.), in self e, a meno che non si presenti qualche CE come la Mondadori o la Rizzoli, credo proprio che le mie prossime storie saranno tutte auto-pubblicate.

 

  1. Le domande sono finite. Grazie Laura per il tuo tempo, sono davvero contento che tu abbia deciso di venire qui in questo blog 😀

Grazie a te per avermi invitata!

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