Condivisione: prigioniera dei sogni.

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Come ogni settimana, ci fermiamo per un momento lettura! Stavolta è il turno di Ilaria, che come me ha partecipato alla raccolta “Ombre” e, oltre a questo, ha scritto un libro intitolato “Prigioniera dei Sogni“. Non potevo farmelo scappare, per cui ho chiesto di poterlo presentare e l’autrice ha prontamente accolto la mia richiesta, quindi la ringrazio pubblicamente.

Come potete vedere, la copertina (bellissima) ritrae due ragazze forse opposte, ma qual è il significato? Scopriamolo nella sinossi:

Cosa ci fa una ragazza di quindici anni sul tetto di un centro commerciale in una mattina fredda e piovosa?
Eluana vuole farla finita perché non riesce più a sopportare l’immenso dolore che si porta dentro da quando ha visto suo padre con un’altra donna e lui se n’è andato di casa, lasciandola sola con sua madre. Nel tempo Eluana ha provato a superare il distacco immergendosi nello sport, ha tentato di non dare peso alle prese in giro dei compagni di scuola che la considerano troppo timida, o troppo strana. Ma questo non è bastato e ora ha deciso di togliersi la vita, con la speranza che sua madre e suo padre possano invece riprendere la loro.
Quella mattina al centro commerciale c’è anche Alex, un giovane ventenne addetto alla sicurezza, chiamato in servizio prima del previsto per sostituire un collega malato. E la coincidenza è vitale, perché Alex vede Eluana sul tetto, la raggiunge e si lancia verso di lei proprio mentre Eluana si getta nel vuoto.
Alex la afferra per una ciocca di capelli e la tiene sospesa finché non arrivano i soccorsi. Nel frattempo, però, Eluana batte la testa sul bordo del cornicione, perde i sensi ed entra in un mondo parallelo, dove le due parti di sé, quella debole e quella forte, si scindono e si fronteggiano. Eluana deve quindi fare i conti con le proprie paure, affrontare l’idea che ha di se stessa e scoprire dentro di sé un coraggio che non sapeva di avere.
Con uno stile fresco e moderno, l’esordiente Ilaria Siddi accompagna la sua protagonista in un mondo immaginifico in cui luoghi incantati si alternano ad abissi oscuri, in un gioco di luci e di ombre che riflette le pieghe dell’animo umano.
Seguendo il viaggio di Eluana nei propri sogni, ciascuno di noi si immerge infatti nell’intimo della propria identità e ne riemerge con la consapevolezza che non esistono limiti alle nostre possibilità e che gli ostacoli e le barriere che ci bloccano spesso sono solo una creazione della nostra mente.
Alla fine, in un ribaltamento dei ruoli voluto dal destino, toccherà dunque a Eluana salvare Alex, ma l’autrice ci lascia con la curiosità di scoprire nel seguito di questa storia se Eluana riuscirà a farlo, saltando nel buio delle proprie paure e riconquistando la luce della fiducia in se stessa.

Eluana , dunque, ci accompagnerà per un misterioso viaggio che, forse, parla anche di te. L’ho trovato affascinante, così le ho posto qualche domanda:

  1. Buonasera Ilaria e grazie per il tuo tempo! Ti rigiro la domanda che hai messo nella sinossi: che ci fa una ragazza sul tetto di un centro commerciale? Il libro comincia proprio così?

 

Grazie a te per questa intervista. L’inizio del libro comincia con una sveglia che suona e al suo “bip bip fastidioso”, quindi no, non comincia proprio così.

 

  1. Eluana ha dentro di sé un grande vuoto, colmo di tristezza e paura. Che origini ha questo vuoto?

È un vuoto che si può percepire di seguito ad uno shock, un trauma, una delusione profonda e si ritrova ad essere amplificato specialmente nell’età adolescenziale.

 

 

  1. Siamo dunque sul tetto con lei, pronta al suicidio, insomma. È una tematica molto sensibile e forte. Come mai hai deciso di parlarne?

Perché, tra i giovanissimi, troppe volte si sceglie questa via di uscita per sconfiggere un problema interiore.

 

  1. Qual è stato il primo giorno in cui hai pensato a questa storia?

 

In seguito ad una notizia che mi ha fatto molto riflettere. Una notizia di cronaca, purtroppo realmente accaduta.

 

  1. Il romanzo ha avuto dei blocchi mentre lo scrivevi?

Molte volte mi sono ritrovata a fissare il vuoto e a domandarmi dove volessi arrivare; si, è capitato svariate volte durante la stesura ma per fortuna sono momenti che passano.

 

  1. Per quanto riguarda i mondi incantati, hai fatto ricerche particolari?

 

Il mondo di Euclyde, compreso il nome, è frutto della mia fantasia mescolata ai viaggi che ho fatto nella vita. Direi di no.

 

  1. Accanto a lei, il giovane Alex. Che ruolo ha nel testo?

Alex è un ragazzo molto sensibile e coraggioso che si ritroverà a seguire Eluana e a proteggerla durante tutto il corso della vicenda. Direi che il suo ruolo possa identificare una “sentinella”.

  1. Tu stessa sei più vicina a Eluana o Alex?

I personaggi sono tutte le mie creature, li amo tutti, in questo caso specifico sono vicina ad entrambi.

 

 

  1. Hai ascoltato musica mentre scrivevi?

Si, svariate volte. I Coldplay per esempio, oppure la musica classica o quella di meditazione.

 

 

  1. La copertina ritrae una ragazza mora e una bionda. Ritraggono le due sfaccettature della ragazza, vero?

Nella copertina ho voluto che le due personalità fossero già delineate a livello visivo. In realtà Eluana e Crisalidù sono pressoché identiche anche se incarnano caratteri completamente differenti.

 

 

  1. Ognuno di noi ha sia luce che buio dentro di sé. A volte, purtroppo, ci lasciamo ingoiare dal buio. La pensi anche tu così?

L’essere umano non è perfetto e, scommetto, a tutti noi è capitato di essere catturati dal lato oscuro, specialmente in seguito ad una ingiustizia, ad una delusione. Tutti, prima o poi, sono costretti a fare i conti con il lato “in ombra”. Lo trovo un modo per sfogare una rabbia repressa, ovviamente tutto deve avvenire cercando di escludere la violenza… in tal caso si andrebbe a parlare di un altro argomento.

  1. Nel frattempo che la storia si è svolta, è capitata qualche scenetta comica?

Mi viene in mente a Eluana che pensa alla ricetta della torta della nonna per non farsi leggere nel pensiero, oppure quando Alex ruzzola giù dal pendio della montagna. Si, qualche scenetta comica credo ci sia.

  1. Il tuo romanzo è un self. Qual è il tuo rapporto con questa esperienza?

Dopo essermi confrontata con molti autori credo che continuerò ad essere self. Tanta libertà di scelta ma anche tanti sacrifici. Nonostante tutto seguirò questa strada perché essere self offre un modo per imparare cose nuove e crescere.

  1. Bene, per oggi è tutto! Ti posso assicurare che la trama è molto interessante e che vale la pena comprarlo!

 

 

 

 

 

 

 

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