Le carte siciliane?

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C’era una volta l’asso di bastoni. Sapete, era poggiato e il fante di Spade parlò al fante di coppe.

“Allora! Come ci si sente a brandire una coppa? È un’arma fedele?” chiese.

“I miei nemici si rifocillano e nessuno mi ha mai scalfito, invero” rispose l’altro.

“Beh, secondo me un buon fante deve brandire un’arma. È infatti notorio che una mazza faccia male, se guidata sul cranio. Inoltre, come puoi offrire una caraffa se in mano non hai nulla? Se non erro, il tuo calice si limita a galleggiare dietro di te…”

“Questi sono affari miei. Comunque non sono molto convinto”

Il fante di coppe non era molto convinto, ma prese la mazza e cominciò a rotearla come se fosse una di baseball, quando invece era verde e sembrava davvero una clava, oppure…

“Aahahaha! Guarda il fante di coppe che gioca col pisellino!” ridacchiò la civetta che rispondeva al nome di donna di denari.

“Eh, invidia per le cose più grosse, eh?” rincarò la dose l’altra, che era la donna di coppe, quindi collega del fante di coppe.

Ma poi arrivò anche il re di bastoni. “Voglio sfidare a duello il re di spade! Fante, corri a riferirlo!”

Il fante di spade andò dal suo re e questi accettò la sfida.

“Sono aperte le scommesse! Chi vince si porta a casa la Champions!” esclamò lo scommettitore per eccellenza, ovvero l’Asso di Denari, esibendo l’Asso di Coppe che somigliava più a una caraffa che alla Champions.

Nel frattempo, il Sette Bello aveva preso posto sugli spalti, e siccome erano sette belli, facevano i cascamorti con le quattro donne. La donna di spade mozzò i suoi due spasimanti, la dona di denari fece molti affari, la donna di coppe offrì al suo un bel tè dalla coppa e la donna di mazze era un trans.

Ma stavamo parlando del duello fra i due re armati. Fra i due, calò il silenzio più assoluto e solo una balla di fieno ebbe il coraggio di rotolare in quello spiazzale, molto vicino a dove abitavano le carte da poker.

Improvvisamente, il Re di spade spezzò la clava del re di bastoni e molti che avevano scommesso su di lui dovettero pagare, come ad esempio il cinque di denari e il sei di coppe, che così furono costretti ad invertire i semi, utilizzando la nave del sei stesso.

Quella lotta venne ricordata nel quattro di coppe come “Il momento in cui le spade di ferro divennero superiori al legno”, ma per un errore del disegnatore il re di mazze aveva in mano una spada.

“Come mai questo errore?” chiese il re di mazze, che adesso ne aveva una nuova tutta verde.

Il disegnatore, Negro di Treviso, sorrise imbarazzato. “Beh… mi piacciono le spade” e corse via.

“Non prendertela, sire” disse il re di denari. “pensa che ha disegnato una coppa anche nel Sette di bastoni”

“Ah, lo so” disse quegli. “Mi servirà quella coppa, per annegare i miei dispiaceri nell’alcool. Mi sfonderò di anice”
“Buon pro vi faccia” rispose sorridendo il re di denari e facendo roteare la sua monetina d’oro particolarmente grossa.

Purtroppo, però, la moneta cadde in testa al cane idrofobo che faceva la guardia al cinque di spade. Nemmeno rifugiarsi nella casetta del due di mazze servì a placare l’ira del canide.

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