Le avventure del poker.

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Se la primavera è la stagione degli amori, l’estate è la stagione adatta per fare un po’ quello che si vuole.

Capitò un’estate che il Cuore andò dal Picche.

“Ehi, Picche! Ma perché sei sempre così musone? Perché non andiamo a prendere tutti assieme qualcosa al bar del Joker?”

Picche rispose “No, non oggi”; infatti essendo picche non può accettare nessuna proposta.

Nel frattempo, Quadri raccolsero i Fiori nel grande prato delle carte, ignorando però il fatto che i Fiori si fanno male se estratti.

“Finiscila, diamine! Non lo sai che i Fiori sono sensibili alla raccolta?” chiese la Regina dei Fiori, la quale era molto esperta di botanica. Il Quadri rispose “Non lo so, io so solo che sono indeciso se essere un pittore o un diamante!”

“Magari dipingi diamanti e risolvi, no?” chiese il Picche.

E fu così che il Quadri trovò la sua strada, facendo un quadro iper realistico con tanti rombi colorati alternativamente di bianco o di rosso, così come si presentano nelle carte di oggi.

“Ecco, l’ho finito, ci ho messo un secondo” disse Quadri, presentandolo al Picche, che però ebbe una vertigine nel guardare quel quadro psichedelico e dichiarò guerra tramite il suo Re.

“Il re di Picche ordine alla sua truppa di schierarsi!”

I numeri dall’uno al Dieci di Picche si schierano e costruiscono anche un castello di carte.

“Bene, adesso lanciatevi!”

“No, non credo che lo farò! Scusatemi sire, ma vi vedo come una carta” disse il due di picche, che per legge doveva rifiutare qualunque cosa.

Alla notizia dell’ammutinamento il re si sconvolse e perse la guerra con i Quadri.

Sconfitto e umiliato, arrivò anche la beffa: il Jack di Picche offrì un mazzo di Fiori (raccolto dai Quadri) alla Regina, che innamorata divenne Regina di Cuori, colei che donava gioie e dolori.

“Ahimè, che mondo crudele! Ma cosa deve fare uno per avere una vita felice?” si chiese il re di Picche, il quale notoriamente era sfortunato.

“Beh, si sa che la vita è fatta a scale Quaranta! L’importante è non fare Fold!” esclamò il Joker, proprietario del mazzo di carte e anche di un bar in cui tutti i semi erano accetti.

Il re di Picche capì che quella era una frase molto profonda e accettò di essere lo sfortunato del gruppo. In ogni caso, guardandosi attorno non era poi così male: il re di Fiori ad esempio era intento a dover innaffiare ogni pianta del suo giardino, che era una seccatura oggettiva; il re di Quadri era indeciso se essere un diamante e infine il re di cuori era sempre innamorato, il che poteva essere controproducente.

“Bene, direi che è arrivato il momento di una bella partita a Burraco! Che ne dite?” chiese il Joker, che faceva anche da banco.

Il re di cuori si grattò la nuca con la spada come usava fare di solito. “Naaah, oggi devo essere romantico”

“Ma scusate, io pensavo che Burraco fosse un piatto fatto col burro e i fiori!” esclamò la regina di fiori. “Inoltre, non ho capito perché anche la regina di cuori tiene in mano un fiore!”

“Oh, ma questo me l’ha regalato il Jack di Cuori, che è un donnaiolo!” rispose per difendersi la donna di cuori.

“Ehi! quindi è tutta colpa dei Jack! Come al solito! Jack Sparrow, Jack Nicholson, Jack lo Squartatore, Jack Dawson… creano sempre problemi!” interloquì il re di Quadri, che dipingeva ancora.

Al che, il Re di Picche propose un nuovo gioco. “Ragazzi! E se inseguissimo i Jack per tutti i quattro regni?”

E così, sotto lo sguardo divertito del Joker, i Re e le Regine presero ad inseguire i quattro Jack, che erano il male del mondo.

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