Ornitorinco e pomodori

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L’Ornitorinco Gaudenzio non era quel che si diceva un animale comune e la sua caratterista era quella di amare i pomodori.

Capitò un giorno che, mentre stava nuotando, ebbe voglia di mangiarne uno. Tuttavia, pur guardandosi attorno, vedeva solo natura incontaminata e neanche un campo di suddetto ortaggio.

Era molto preoccupato. Al che, vide un ranocchio che prese una mosca con la lingua dimostrando lodevoli riflessi.

“Sei molto bravo, ranocchio” disse Gaudenzio. “Ma riuscirai a prendere per me un pomodoro?”

“Non sono un ranocchio” disse quegli. “Sono un anfibio”

“Le rane non sono forse anfibi?” chiese Gaudenzio.

“Ebbene, ti posso assicurare con una buona percentuale di certezza che le rane non sono solamente le uniche anfibie, ma lo sono anche io”

Gaudenzio vide che il suo interlocutore divenne un anfibio che odorava di gomma nuova, dalla suola antiscivolo e soprattutto dalla punta rinforzata.

“Pazzesco” disse Gaudenzio. “Però, davvero, prendimi un pomodoro per favore”

L’anfibio tirò fuori la lingua, che cominciò a effettuare un a parabola ascendente e poi discendente, cercando nelle più impervie e sperdute zone dell’Europa. Tutti gli europei videro un’enorme lingua andare e venire sul Reno, sul Massiccio Centrale, sulle Alpi, sul Danubio e anche sull’isolotto di Ustica.

“Mi dispiace, ma non riesco a prenderlo” disse l’anfibio, ritirando dentro l’enorme lingua. “Ho frustato il continente europeo però, se ti fa piacere.”

“Eh, a loro piace” disse l’Ornitorinco. “Vorrà dire che andrò io stesso in Europa a prendere il pomodoro che mi spetta”

Con la vaga sensazione che quell’avventura non avrebbe potuto essere applicata ai tempi degli antichi Romani in quanto il pomodoro era un prodotto americano, Gaudenzio volò in Europa a cercare ciò che cercava.

“Scusi, per caso lei è un pomodoro?” chiese Gaudenzio al semaforo rosso. Quegli rispose “No, ma forse non puoi passare al moment… ecco che puoi passare”

Era appena divenuto verde. Gaudenzio giudicò incredibile quella trasformazione.

Nel frattempo, a chilometri di distanza, il pomodoro sospirava.

“Quanto vorrei essere mangiato da un ornitorinco…” diceva, mentre il sole tramontava.

 

 

 

 

 

 

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