Settimana strappalacrime/3

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“Guarda quanto riesco ad alzarmi!” 

L’altalena mi dava una brevissima sensazione di libertà. Tu ridevi. 

Avevamo cinque anni. Ci conosciamo da allora. Ne abbiamo passate tante, insieme, a scacciare la reciproca solitudine.

Siamo stati sempre qua, tutti e due, a confrontarci, e poi, senza che nessuno fosse mai venuto ad avvisarci, è successo.

È bastata una notte calda, una macchina, e un siamo stati bene stasera. Ti rivedrò?

Solo questo.

E passarono le estati, gli inverni, ma noi continuavamo a guardarci negli occhi. I tuoi sono di un blu pazzesco. Sul serio, avrei potuto anche tuffarmici.

Scosto leggermente la tendina della finestra nel soggiorno. Da lontano si vede il sole che sta tramontando, immerso nel verde. L’unica cosa a mutare l’orizzonte è l’albero di mele. Il nostro albero, quello dove ancora riposa l’altalena, che poi è servita a Mary.

Nostra figlia. Ha gli stessi tuoi occhi.

Il sentiero che passa davanti casa nostra è sempre stato molto trafficato. Lo so che me ne lamento sempre, ma se qualcuno vuole abitare in aperta campagna, perché la gente fa comunque avanti e indietro?

Te lo dico io perché, mentre un sorriso arriva inaspettato. Perché la nostra porta è sempre stata aperta, a tutti, e tutti ci vengono a trovare. Questo perché hai sempre avuto una buona parola, che sia di conforto o sostegno.

E stavo bene.

O almeno è stato così fino a diciotto mesi fa, quando è arrivata quella lettera, una missiva che odorava di marcio, sudore, sangue e polvere da sparo.

Mi hai raccontato subito cosa ti fosse successo. Abbiamo litigato. Mary è piccola e chissà quando tornerai.

Però hai voluto partire lo stesso. E ora il sole tramonta… comincia a far freddo.

Proprio mentre abbasso la serranda, noto una macchina nera. Il mio stomaco esegue una perfetta capriola.

Parcheggia. Ne esce fuori un uomo con la divisa.

Ha l’aria contrita.

Parla. Parole vuote che non sento. Parole che si perdono nel blu degli occhi tristi di Mary, gli stessi tuoi.

Alzo lo sguardo, lo rivolgo verso l’albero con l’altalena.

Improvvisamente, mi accordo che è parecchio arrugginita.

 

 

 

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