Scrittura cretina/2


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Sei a cena con una coppia di amici che improvvisamente cominciano a litigare. Tu sei amico di entrambi e li conosci da tempo. Racconta il litigio dal tuo punto di vista di osservatore esterno.

Paolo e Francesca sono miei amici da anni. È capitato che io sia andato con loro, come candela. I primi tempi lo sono stato, ahimè, ma non lo facevano certo apposta. Adesso che la cosa è collaudata, quando sto con loro e hanno bisogno di scambiarsi affetto, io mi metto da parte. Sparisco proprio nel nulla, volatilizzandomi.

Questa sera, peraltro, è un giorno come tanti. Paolo mi fa “Vuoi uscire con noi? C’è un musical molto carino che potrebbe interessarti”

Il musical di cui sopra è Il cactus e la mollica fluorescente, che avrò visto quaranta volte. Tuttavia vado, che devo fare.

“Avresti ad esempio potuto trovare una tua ragazza” dice mia madre, prima che esca. “Adesso sembra che voi siete siate poligami!”

Non che mi dispiacerebbe.

Il musical finisce e noi tre ci ritroviamo al solito pub per il bicchiere della staffa.

È a tutto ciò che mi ha portato qui ciò che penso quando Francesca chiede a Paolo “Fra cento forchette e un piatto di lasagne vuoto, chi sceglieresti?”

Paolo risponde “Cento più una forchetta, perché la centounesima la darei a te”

Ossignore. Tolgo lo sguardo.

Improvvisamente mi sento fatto di cera.

“Sei diventato banalissimo” esclama seccata Francesca. “Una volta avresti risposto che so, minibar, o anche Hey Brothers, ma non letteralmente di sicuro”

“Pensavo di farti piacere…” dice Paolo. Francesca rincara la dose “Peraltro chi cacchio le ha cento forchette? E allora se avessi chiesto un sapone, tu lo avresti fatto? Vuoi dire che puzzo?”

“Adesso basta, stai esagerando! Sembra che ogni pelo ti sembri una trave!”

“Adesso mi stai dando anche della drogata, complimenti! Un pelo che sembra una trave… ma neanche nei peggiori pallini acidi sarebbe potuta essere una cosa simile!”

Sembra che vada avanti per ore. I peli divengono vere e proprie travi e i due cominciano a tirare di scherma perfettamente, trovano persino un arbitro. Poi mi accorgo che sul bancone del bar c’è proprio un pelo. Così gli chiedo “Com’è essere una trave?”

“Un po’ come quando sei sempre stato sulla testa di qualcuno ma poi ti ritrovi a fracassarla” risponde lui.

 

 

 

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