Le avventure della calza.

Immagine

Raccontare le avventure di una calza è molto difficile. Bisogna partire proprio dalle piante di cotone, nel caso fosse di cotone: oppure da un metallo, nel caso fosse una calza di metallo. Se fosse una calza di gas, bisognerebbe capire se fosse un gas nobile o un gas popolano.

Ma la storia di Piergiorgia, la calza di cotone, proveniente proprio da quelle simpatiche piante da cui si preleva il bocciolo per fare tante cose carine e con l’approssimarsi dell’estate cerchiamo di capire perché Piergiorgia ha vissuto un’avventura davvero particolare.

Era un sabato. Piergiorgia camminava verso il centro della piazza, sempre gremita da camicie, abiti lunghi o corti, scarpe e sciarpette che non venivano neanche usate, ma messe su solo per decorazione.

Piergiorgia osserva attentamente e si siede su un punto preciso della fontana posta al centro della piazza, appunto. Che piazza è, altrimenti?

La fontana in questione riproduceva una serie di tostapane intenti a cucinare un tramezzino con tanto di formaggio fuso.

Proprio pochi minuti dopo, arriva un’altra calza.

“Ehi” dice.

“Non sei colei che stavo aspettando” dice la calza che invece si era seduta, ossia Piergiorgia.

“No, infatti” dice l’altra. “Sono venuta io perché, sai com’è fatto il mondo degli indumenti, le calze non sono mai appaiate”

“Già” rispose Piergiorgia. “Hai portato quanto richiesto?”

“No, perché non so cosa tu abbia richiesto” disse l’altra. Batuffoli di aria fredda scendevano dalla bocca, anche se alcuni avrebbero detto che la calza fosse bucata. “In ogni caso, sono qui per un motivo molto importante”

Piergiorgia capì di stare morendo di freddo inutilmente, tuttavia s’incuriosì. Cosa doveva dire la calza?

“Ti ascolto, parla pure”

“Le calze possono non essere solo di cotone, io ad esempio sono un carro armato”

La calza si trasformo in un carro armato attrezzato di tutto punto. Piergiorgia si sbalordì e partì verso lo spazio, per evitare di essere colpita.

“A questo punto mi tocca rituffarmi nella lavatrice!” esclamò, prima di perdersi in quell’oblò infido e invidioso.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...