Il sale e il sangue/39

34479099_365438340634083_7136465900382715904_n

“Come stai?”

La voce gentile di Josephine risuonò nelle orecchie di Thomas Snejder, mentre tutto il gruppo si allontanava dalla casa della Fortezza, diretta a sudovest, verso il varco che avrebbe portato all’ultimo dei livelli e concludere dunque il viaggio verso il Nonmondo.

“Come sto… come vuoi che stia? Ho condiviso cibo, donne, alcool, i pericoli del mare con una persona totalmente priva di scrupoli. Come vuoi che stia, nel vedere che rimarrò per sempre senza un braccio? Per cosa, poi? Per vedere quest’uomo prendere l’immortalità e non fare nulla per impedirlo? Come vuoi che stia, eh? Dimmelo, Josephine!”

La ragazza di colpo scoppiò in lacrime, lasciando Thomas sfogarsi camminando lontano dal gruppo. Quella scena fu vista da Eric, il quale si avvicinò e sussurrò al deluso vice capitano alcune parole, in modo che solo lui potesse sentirle.

“Blackfield non prenderà l’immortalità. Ho un piano e se tu resterai in silenzio, faremo in modo di assicurarlo tutti assieme alla giustizia, e tu avrai la grazia del Re”

Thomas si fermò, davanti a un enorme dilemma, come se la prova della Fortezza si fosse presentata davanti a lui in ritardo.

Il Cacciatore stava dicendo che avrebbe potuto tradire Steven. Lui voleva dimostrarsi superiore, ma era pur vero che non riusciva più a fidarsi di colui che era stato il suo migliore amico.

Quel solo pensiero lo faceva ridere.

Gettò uno sguardo verso i tre ragazzi venuti dall’Impero, annunciando di voler trovare il Nonmondo. Che cosa volevano, in realtà? La fama di Steven Blackfield era davvero giunta così lontano, al punto da convincere tre fratelli che donare l’immortalità a un pirata sanguinario fosse la scelta migliore per tutti? O c’era dell’altro? Chi erano, in sostanza, Chang, Lin e Hiroshi?

Ricordava solamente che il primo a presentarsi era stato Chang, lo ricordava benissimo, erano a Ticat in quei giorni. Un mese dopo, arrivarono anche gli altri due, con in mano il famoso libro. Fu quella la prima volta che ebbe sentito parlare del Nonmondo, ma l’aveva etichettata subito come fesseria. Eppure, Steven ebbe il sentore che ci fosse qualcosa di vero, così partì da solo verso l’Impero e tornò totalmente cambiato. Da allora, delegò i tre occidentali all’indagine mentre lui avrebbe continuato con la vita di sempre, facendo finta di non crederci, ma non appena il Nonmondo era divenuta una certezza, li aveva trascinati in quell’avventura surreale.

Mentre camminavano, nugoli di Vampiri comparivano a destra e a sinistra, mentre il buio della notte veniva combattuto dalle solite torce azzurrine tipiche di quel livello. Stavano camminando lungo un sentiero lastricato, mentre tutt’attorno le creature oscure non riuscivano ad attaccare. Snejder non riusciva a vedere oltre un certo punto, ma non ne sentiva il bisogno. Thomas vide Josephine singhiozzare ancora: non pensava di averla trattata così male, o forse era particolarmente sensibile ai Vampiri, che in linea teorica non avrebbero potuto attaccarla,  perché non era vergine. Thomas smise di pensarci e proseguì in quel viaggio, che terminò dopo molto tempo.

“Come potete vedere, i Nonmorti non ci hanno attaccato” esordì Chang. “Questo perché la magia della Fortezza li ha tenuti lontano dal sentiero. E adesso siamo davanti alla porta”

Thomas la vide. Sembrava non condurre da nessuna parte, era rettangolare e di legno, con un’unica maniglia a decorarla. Dietro la porta, l’immensità nera del Livello, con i Vampiri a fluttuare quasi luminosi tutt’attorno.

“Questa porta è descritta anche nel libro” disse Lin. “Pare che scelga le persone, le affronti in una prova, e le cambi totalmente”

“Nessuno di noi è più lo stesso da quando è entrato” osservò Nick. “Si riferisce a questo?”

“Non lo sappiamo. Conviene entrare” disse Blackfield, e, lui per primo, abbassò la maniglia, rivelando un’altra scalinata tutta da scendere.

Steven sentì il cuore in gola. Era l’ultimo livello ed era curioso di sapere chi o cosa avrebbe trovato in fondo. Fondo che arrivò fin troppo presto.

Si trovavano dentro una sala in pietra, illuminata da torce giallastre. Il soffitto era basso e sostenuto da alcune colonne. Non c’erano altre porte o finestre.

“Dove siamo f…” cominciò a dire Mary, ma inavvertitamente poggiò un piede su un mattoncino sul pavimento, facendolo aprire sotto di lei. Con un urlo, la ragazza scomparve alla vista.

“Cazzo!” esclamò Eric. “Allontanatevi da lì!” ordinò rivolto a Desdemona e Sigfrido.

“Abbiamo paura…” disse Desdemona, e il fratello l’abbracciò per rassicurarla. “Dove siamo?”

“Questo posto è descritto nel libro?” chiese Patrick a Hiroshi, ma lui scosse la testa.

Eric si precipitò verso la botola e chiamò la ragazza a piena voce.

“Riesci a sentirmi?” chiese. Eric passò alcuni interminabili secondi col cuore in gola. Non poteva…

Non riusciva a non pensarlo.

“Sì. Sono caduta sul… morbido, credo. Voglio sperare sia morbido, perché è appiccicoso e puzza”

Eric tirò un sospiro di sollievo. Finalmente era riuscita a rispondere… quanto ci aveva messo?

“Dove ti trovi?” chiese Eric, molto più tranquillo.

“C’è uno specchio qui di fronte a me, è tutto molto illuminato” disse Mary.

Eric si chiese come fosse possibile che Mary, nonostante fosse morbido, non si fosse fatta nulla cadendo a quella distanza. Osservando il buco, riusciva vagamente a vedere una luce sul fondo, ma non riusciva a valutare quanto fosse profondo. Non rimaneva che verificare.

Si abbassò e, invitando gli altri a imitarlo, scese aggrappandosi fra le mura strette del cunicolo. Per tutta la durata della discesa, Eric si chiese per quale motivo era così preoccupato per Mary. In quel posto pericoloso, la possibilità di morire era già stata messa in preventivo. Eppure, il Nonmondo li stava facendo avvicinare pericolosamente, e se la visione di Jane che aveva avuto fosse stata reale, aveva persino ricevuto la sua benedizione.

Ma allora gli piaceva davvero?

Infine, giunse davanti allo specchio come aveva annunciato Mary. Si avvicinò e vide il suo stesso riflesso, attorniato però dalla gloria, l’onore e Mary aggrappata al suo braccio.

“Sei pronto a vivere tutto questo?” gli disse una voce.

“Chi è?” chiese Patrick, sempre punto sul vivo.

“Varcate la porta. Siete ospiti della Temperanza”

Eric si girò alla sua destra ed effettivamente c’era una porta di legno, ma lui desiderò rimanere ancora un po’ a guardare quella che era effettivamente una tentazione.

“Mi sembra chiaro ribadire che chi non riesce a distogliere lo sguardo dallo specchio, non è il benvenuto” disse la Temperanza, invisibile ma molto autoritaria nel suo tono.

Eric ebbe un lampo: che cosa stava guardando Steven Blackfield?

Forse l’immortalità, forse quello che avrebbe voluto ma non aveva mai osato chiedere. Eppure, la prova non era nemmeno quella. Con un sospiro, si allontanò dalla porta e sentì un uomo sussurrare.

“È il momento del tuo piano, visto che è l’ultimo livello. Mi hai promesso che Blackfield non otterrà l’immortalità”

Thomas sembrava aver preso a cuore quella vicenda.

“Non la otterrà, infatti” lo rassicurò il Cacciatore. “Tu, invece, cosa intendi fare? Vuoi vendere il tuo capitano, ad esempio rivelandomi l’ubicazione del vostro covo?”

Thomas ebbe un brivido freddo. Il Cacciatore gli stava chiedendo tanto, troppo forse, per un uomo come lui, abituato a scoprire le cose da solo. Ma se lo aspettava, si disse Snejder, l’occasione fa l’uomo ladro e in effetti quelle erano domande spinose che un vice capitano fedele non avrebbe mai dovuto ricevere. O comunque, rispondere con un rifiuto secco.

Che a lui non arrivava.

La prova della Temperanza era arrivata in anticipo, per lui. La tentazione di dire tutto al Cacciatore era molto forte, e il pensiero quasi gli impediva di guardare com’era fatto il Quarto Santo. Era una donna molto simile alle precedenti, ma i capelli erano neri e gli occhi ancora più scuri e severi. Thomas se ne sentì in qualche modo attratto.

“Cacciatore” disse infine. Eric smise di guardare l’ampia sala in cui erano finiti e gli rivolse l’attenzione.

“Il nostro covo è dove prendiamo il latte” rivelò.

“Non è forse dove le nuvole incontrano il mare?” chiese Eric.

“E allora, se lo sai, perché mi chiedi dove ci troviamo? C’è un motivo per cui le nuvole toccano il mare! E mi chiedo quale dei nostri pirati ti abbia dato un’informazione così precisa!” sibilò stizzito Thomas.

Tutti lo stavano prendendo in giro. Sentì dentro di sé una frustrazione mai avuta in tutti gli anni in mezzo al mare.

Eric, dal canto suo, ebbe un altro indizio, per quanto l’informazione che aveva già fosse definita precisa. Tutto sembrava ricondursi al formaggio, dunque doveva fare una visita a Devatet, che sapeva trovarsi all’interno di Tutuk Naga, appena sotto le montagne.

Infine, la Temperanza parlò.

“Steven Blackfield, sei qui perché gli altri tre Santi hanno ritenuto che tu abbia passato con successo le loro prove. Ti viene richiesto un ultimo sforzo, e l’immortalità sarà tua come regalo del Nonmondo, il quale cerca un uomo con le tue capacità…”

Eric si chiese se la Temperanza pensasse davvero ciò che stava dicendo. Dal tono di voce, il Cacciatore non poté non pensare a un minimo di sarcasmo.

“… dunque, ti verrà sottoposta un’altra prova, perché io mi chiedo se tu sei disposto a non cedere alle tentazioni, e tu ne hai molte”

Detto quello, comparve magicamente un tavolo di fronte a lei, dove figuravano diverse carte coperte.

“Scopri una carta, Steven Blackfield” disse la Temperanza.

Il pirata scelse quella in mezzo. Eric pensò subito che forse lui stesso aveva bisogno di sicurezza, oppure era un uomo inquadrato e che difficilmente usciva dal proprio campo seminato.

Gli scappò un ghigno, che fu visto sia da Josephine che da Mary.

“Bene” disse la Temperanza, rivelando che la carta raffigurava due persone in atteggiamenti intimi. “Hai pescato la carta del rapporto sessuale. In effetti, è quella che ti ha attirato, e dunque hai un rapporto molto complicato con una donna”

Eric notò che Josephine aveva sgranato gli occhi. Tuttavia, non aveva voglia di vedere come Blackfield se la sarebbe cavata e decise che i problemi di coppia li avrebbero risolti in privato, se per caso fossero risolvibili. Così, deciso questo, fece un passo avanti e alzò un braccio.

“Io non sono più d’accordo nel vedere Blackfield ricevere l’immortalità senza partecipare attivamente!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...