La verità

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Questa storia partecipa alla Challenge indetta da “La Corte di Raynor” e il tema era Verità. Questo è quel che ho partorito. 

La verità stava per giungere su quelle labbra.

“La verità è che…”

“No aspetta, non dirmelo: voglio indovinare io”

Il tostapane Fiorenzo stava discutendo animatamente con la sua stessa spina. Quest’ultima gli voleva rivelare la verità, ma per l’appunto era stata fermata appena prima che potesse farlo, come se si volesse fermare una palla da bowling con dei birilli.

“Cos’è che vuoi indovinare, ma finiamola” disse dunque la spina, non nascondendo di essere infastidita. “Ti devo dire la verità, che si nasconde dietro queste semplici parole: io funziono a elettricità. Ho bisogno di essere attaccata alla presa, altrimenti i tramezzini non si tosteranno mai”

Il tostapane inspirò rumorosamente, scioccato da quella rivelazione. Anche i tramezzini dentro di lui si sconvolsero non poco.

“Non è possibile, non ci credo! Ci deve essere un altro modo!” esclamò l’elettrodomestico, guardando storto la presa, che era già con l’acquolina in bocca e impaziente di accogliere la spina.

“Tramezzini! Voi che cosa suggerite?”

Questi ultimi, in attesa di essere cotti, si sentirono interpellati discussero fra loro, bisbigliando parole incomprensibili agli umani. E non c’era nessun umano nei paraggi.

“Direi che possiamo provare con un citofono, per prima cosa” asserì uno di loro, ma l’altro disse “No, per me un  prosciutto”

”Useremo entrambi” disse il tostapane, così prese a saltare, per scendere giù dal tavolino.

“Che salto! Come hai fatto?” chiese la spina.

“Eh, ho fatto palestra” disse lui, anche se non era vero. Il fatto era che una volta era stato usato un po’ di olio dentro di lui e quindi da allora sapeva saltare. Saltellò andando avanti sul pavimento e infine, dopo aver aperto il frigorifero, trovò una fetta di prosciutto, che stava discutendo in maniera molto animata con una fetta di maionese.

“Ti ho detto che l’insalata russa mi ha appena detto Dasvidanya! Non discutere!” esclamò il vasetto.

“No, l’insalata russa dorme! Quindi adesso stenditi sul mio involtino e stai zitta!” esclamò il prosciutto. Il tostapane, spettatore di quello strano litigio, si imbarazzò lievemente.

“Ragazzi, che succede?” chiese il tostapane.

“C’è che stiamo parlando dell’insalata russa! Russa o è della Russia?” sputò fuori il prosciutto, bypassando le proteste della maionese che avrebbe voluto che la conversazione fosse rimasta privata.

“Secondo me è della Cambogia” disse la spina. Sia prosciutto sia maionese andarono di colpo d’accordo, poi il vasetto si spalmò sulla fetta e quest’ultima si arrotolò su se stessa, facendo finta di essere un involtino di insalata russa anche se mancavano parecchi ingredienti.

“Pazzesco” commentò il tostapane. “In ogni caso, è evidente che non sono loro i materiali con cui darti energia. Vediamo allora una batteria”

Il tostapane allora andò da una batteria.

“Salve”

“Badum tss” rispose quella.

“Tu sai come darti energia?” chiese incuriosito il tostapane.

“Certo che so come darti energia! Oh yeah! C’mon baby!” La batteria stava usando eccessivamente i punti esclamativi, ma furono molto d’aiuto perché cominciò a suonare il rock’n roll, solo batteria, perché non c’era la chitarra o un basso.

“Pazzesco” disse il tostapane, poi si rivolse alla spina. “Spina, ti senti carica? Tramezzini, vi sentite cotti?”

“No” disse la spina.

“No” dissero i tramezzini. La situazione diventava man mano più scottante, senza che nessuno ci stesse mettendo il carico.

Nel frattempo la presa era sempre più ingolosita. Stava aspettando il momento in  cui gli altri avrebbero accettato la realtà. La verità.

“L’energia elettrica si misura in Volt” sussurrò a se stesso. “E sono proprio i Volt che darò al tostapane per cuocere i tramezzini”

“Scusa, non è che è un po’ porno questa cosa?” chiese a un certo punto il muro.

“No! Non vedi che ho la forma di una faccia?” disse la presa, che non aveva idea di cosa fossero le facce.

Infine, la spina tornò sui suoi passi, affranta.

“E sia” disse. “Diamo elettricità a questi tramezzini”

E fu così che idearono i tramezzini alle scintille. Erano la morte loro.

 

 

 

 

 

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