Il prosciutto e il frigorifero.

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E comunque, i frigoriferi non avrebbero mai voluto abbandonare quel pezzo di prosciutto.

Il prosciutto era bello. Era rosa. Era soprattutto ovale. Profumava.

“Non sentite anche voi questo profumo? Mi fa diventare ancora più freddo per conservarlo alò meglio” disse il frigo, rivolto a tutte le altre pietanze conservate là dentro.

“No, ehi! Siamo al freddo e al buio, non puoi davvero pretendere che per uno dobbiamo soffrire tutti!” esclamò indignato il formaggio.

“Guarda che se non ci fosse questo apparecchio per congelare i cibi, andresti a male anche tu. Diventeresti blu”

Il formaggio divenne molto arrabbiato, dunque si colorò di rosso. Tutti gli altri oggetti nel frigorifero assunsero un colorito diverso a seconda di come percepivano la paura, ma a quel che pareva al formaggio non interessava. Si alzò, ed essendo una provoletta non aveva comunque molta differenza. Qualcuno glielo fece pure notare, ad esempio lo yogurt.

“Guarda che in piedi o sdraiata non fai molta differenza” disse. La provoletta sibilò ordinando il silenzio e andò piuttosto al muro del frigorifero, che, brinato, esponeva uno strato di ghiaccio.

“Quanto costa un po’ di ghiaccio?” chiese.

“Devo chiedere al prosciutto” rispose il frigorifero. “Il prosciutto sa molte cose, il prosciutto è vita, il prosciutto non è un salame”

La provoletta pensò di stare impazzendo, mentre quel salume rideva sotto i baffi. Era strano vedere dei baffi in un prosciutto. Quest’ultimo disse “Ohibò, provengo da un animale forse poco nobile, ma, perbacco, non si getta via niente di me”

Il formaggio guardò lo yogurt e anche una bottiglietta di birra, che rimasero basite da quelle parole. C’era persino un uovo che rivelò di voler prendere un elicottero, come se si potessero trovare dentro un frigorifero. Pensò, l’uovo, anche di dover dire una cosa molto importante, una cosa che riguardava i cavalli, il giorno in cui avrebbero conquistato anche i frigoriferi: “Noi uova abbiamo un pulsante giallo che se lo tocchi esplodi, per questo abbiamo l’involucro quasi protettivo”

“Ma smettila, se basta un colpo di forchetta per disintegrarti!” esclamò stizzito il prosciutto. Il frigorifero arrossì violentemente. In quel momento qualcuno aprì il frigorifero e il prosciutto venne rapito da una mano. Tutti gli altri componenti rimasero di stucco.

“Sono in colpa, un criminale se abbandono ora questa storia d’amore!” esclamò il povero prosciutto, dimenticandolo però un minuto dopo perché, in mezzo al pane, c’era caldo e la morbidezza della mollica gli fece pensare a quei momenti passati durante la notte vicino ai carri.
Il frigo non aveva nessun carro, purtroppo.

 

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