La sigaretta che si annoiava

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Salve, sono una sigaretta.

L’ultima volta che ho parlato mi hanno preso per scema e solo perché ho semplicemente detto che la puzza di cenere mi dà fastidio!

“È il colmo!” mi aveva detto il tavolino.

Oggi, però, non solo ho voglia di parlare, ma sono in vena di scherzi.

Vorrei scrivere un libro sulla bocca intitolato La bocca: perché la odio?

Farei un sacco di successo fra i denti, ne sono sicura. So già che tipo di autografo posso fare, una macchia giallognola sul loro smalto.

“Senti, bocca, hai finito di consumarmi! Te la faccio vedere io!”

La bocca risponde, appena prima di portarmi fra le labbra per aspirarmi: “Cosa mi fai vedere?”

È anche curiosa, lei. Le labbra si muovono per poter formare le parole… reprimo un brivido, non ho mai visto niente di così inquietante; ed io sono stata testimone della nascita del pacchetto in cui ho abitato.

“La cenere!” rispondo, riscuotendomi dalla fantasia che ha visto me protagonista di uno strano gioco a tris con alcune formiche nere sul ciglio di una strada abbandonata.

Lo scherzo di cui parlavo è molto semplice. Adesso faccio in modo che la cenere, piuttosto che cadere nel posacenere, va a finire in bocca.

Le bisbiglio qualcosa. “Psst! Cenere! Non è che potresti…”

“Non temere, ho già capito tutto” risponde lei, e appunto fa quello che avevo pensato. Ebbene, lo squadrone della cenere si va a impiantare in bocca, causando una forte tosse nel povero malcapitato.

“Ma che sta succedendo?” si chiede, ma non sa che sono una gran burlona. Non ho finito, adesso la cenere che sta per essere sputata dalla bocca dell’idiota che sta subendo i miei scherzi deve tornare all’esterno, per poter creare il mio mostro di Cenere definitivo che combatterà il… il…

Eh. Rimango ammutolita. Che cosa combatterà? E perché non ci ho pensato prima, invece di interrompere il ritmo dello scherzo?

“Cosa?” chiede il tabacco posto dentro di me.

Eh! Ci sto pensando, ma non mi viene in mente niente! Non mettermi ansia!

Trovato! Sarò IO STESSA l’avversario dell’Uomo Cenere!

Per cui, credendo che sia una buona idea, scendo dalla bocca e mi metto in posizione verticale, proprio sopra il tavolo dove peraltro sta venendo fuori l’omino grigio che ho voluto fortissimamente. L’Uomo fatto di cenere, spettacolare quanto un film sul famoso libro Montagne Russe contro quelli che russano.

“Ti sconfiggerò!” disse questi. Mi ha già riconosciuta come avversaria, che velocità! Deve essere molto perspicace, avrà anche capito che per cuocere un soffritto ci vuole come minimo la cipolla!

“Ti sconfiggerò anche io! Mal che vada, questo scontro finirà in parità!” rispondo tutta fiera, e vado immantinente a colpirlo dritto nello stomaco grigio che si ritrova. Tieni, prendi questo, distruttore della pace che non sei altro!

“Ma… che state facendo? Mi state sporcando tutta!” esclama indignata la cerata che copre il tavolo. In effetti il colpo che ho inflitto all’Uomo cenere ha sparso per tutto il tavolo… cenere. Certo, potevo anche affrontare l’Uomo Insalata, ma che posso farci.

Continuiamo il nostro scontro, e fra tabacco e cenere ormai non si capisce più niente sul tavolo. Alla fine, crolliamo esausti. Avevo previsto un pareggio, quindi a te lettore avrò fatto vincere un bel po’ di soldi che puoi ritirare al tuo punto scommesse.

“Ma che casino è successo qui? per colpa di una sigaretta?” chiede stralunato il padre del tizio fumatore. “Anthony, non sei più capace di chiudere le sigarette?”

Ah, meno male: perlomeno se la prenderà con lui: non vorranno mettere in punizione una povera sigaretta indifesa?

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