Quel giorno in cui il Cestino mangiò un po’ troppo

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Capitolo bonus per “Le avventure del Puntatore“!

“Amo il fritto misto”

Il Puntatore, quel giorno, decise di guardare il Desktop, osservando con desiderio
quanto raffigurato. Anelli di calamari, piccoli tentacoli di polpo appena panati,
gamberetti.
“Si direbbe che tu ne possa assaporare l’odore, vero Cestino?”
Il Cestino rispose con un rutto sonoro.
“Fammi digerire, ti prego. Sono tre giorni che non si fa pulizia dei file e mi sono
rimasti tutti sullo stomaco”
Il Puntatore sogghignò. “Questo perché non mangi il fritto misto come tutti noi grumi
di bit! Vero Cartella?”
Una delle Cartelle prese a tremare. Di solito erano posizionate tutte sula sinistra, in
modo da schierarsi per bene in vista di un possibile attacco a doppio click di cui il
Puntatore stessa era appassionato.
“Sì che le mangio! Ovvio, che le mangio, mio signore e padrone!” esclamò
prontamente, per paura di essere cliccata. Sperò potesse andare bene ma il Puntatore
ordinò al Mouse di spostarlo verso di lei per squadrarla meglio.
Il Mouse non ne aveva idea perché era solamente l’imitazione di un topo con una
rotellina sotto, ma il Puntatore, visto da vicino, ricordava un coltello. Ecco perché la
Cartella ne aveva paura. Coi coltelli ci si poteva affettare la carne e le poverette
pensavano che potessero meritare di meglio.
“Ne sei sicura? Allora perché non l’assaggi?” chiese il Puntatore, indicando la
fotografia del fritto misto.
“Ma… è solo un grumo di pixel, perché…”
“Fallo”
La Cartella dovette muoversi lentamente per afferrare quel grumo di pixel che
ritraeva una parte di anelli di calamari, che a volte potevano essere molto salati. Il
sale, per i bit, era il loro tallone d’Achille, infatti nessuno al mondo si è mai sognato
di mettere del sale sul monitor.

“Mangia…” ordinò il Puntatore alla Cartella. Le altre piangevano per quella triste
sorte.
“Buono, buono” disse lei. “Buonissimo”
In realtà non aveva nessun sapore. Il Puntatore si ritenne soddisfatto.
“Visto, Cestino? Il fritto misto piace a tutti!”
Il Cestino sbuffò. “Devi comunque svuotarmi, Puntatore dei miei stivali che non ho.
In questo modo non fai che prolungare la mia agonia!”
“Mi è venuta un’idea!”
Il Puntatore scese fino al pian terreno del Desktop, dove si solito si trovava la
portineria chiamata Avira. Non c’era.
“Ah! Questi portinai… scusami, Chrome! Non è che tu possa aprirti, per favore?”
Il Puntatore cliccò violentemente sull’icona colorata. “Ahio” commentò Chrome.

“Sì, l’aglio è la morte dei pesci” convenne la freccetta bianca svolazzante. Chrome in
ogni caso si aprì e si spostò sulla barra di ricerca. Toccava chiedere un lavoro a Tasty,
la bellissima tastiera con la mania dell’Inghilterra.
“Tasty?” chiese timido.
“Oh yeah! C’mon baby?” chiese Tasty tutta contenta.
“Devi cercarmi bicarbonato di sodio. Ho intenzione di salvare un’immagine per poi
metterla nel Cestino, così può digerire!”
“Oh, va bene! All right!”
“Presto!” incalzò il Puntatore, anche se controvoglia. Il Cestino stava davvero
diventando blu.
“Un momento, my dear” disse la Tastiera. “Si è bloccato everything!”
Il Puntatore vide Chrome arrancare, bloccarsi e persino lui stesso fu costretto a
diventare una specie di aureola blu.
“Sei Santo!” esclamò Risorse del Computer ammirandolo.
“Ma no, è solo il momento di blackout di un lento caricamento!”

Il signor Puntatore non riuscì a spiegarselo. Gli sarebbe piaciuto aiutare il Cestino ma
ormai era troppo tardi. Questi esplose, facendo rinsavire un sacco di file che avevano
giaciuto dentro di lui per tutto quel tempo.
I file si misero uno dietro l’altro, in diverse file.
“Andiamo, Cartelle! Sconfiggiamo il despota! Che la forza sia con voi!”
Il Puntatore si guardò a destra e a sinistra. “Despota? Dove?”
“Non fare il finto tonto, tonto!”
I file cavalcarono le Cartelle che si trasformarono in tappeti volanti e, sparando pixel
a raffica, cercarono di colpire la freccia, la quale però respingeva ogni attacco
fingendo di essere una racchetta da tennis. Il Puntatore aveva giocato a questo sport
quando nel Desktop era spuntata l’immagine di un campo marrone.
“Mi toccherà andare da Task Manager e risolvere il problema… mi secca un sacco.
Anche perché…”
Si sentì una musica trascinante, a metà fra corsa dei bersaglieri e balletto da
discoteca.
Tre pulsanti neri con indosso un mantello fecero capolino all’orizzonte.
“Sono Control!” esclamò Ctrl. “Sono Alt!” soggiunse Alt. “Sono Canc!” finì l’ultima
lettera.
“Ragazzi, non ho mai compreso del tutto perché debba essere sempre io l’ultimo”
fece notare Canc.
“Zitto, Concetta” tagliò corto Alt. “Siamo qui, messer Puntatore…”
“Un momento! Concetta?” chiese esterrefatto il tasto Canc.
“Be’, sì! Conc, abbreviativo di Concetta, no?”
“Canc, ti faccio notare, è l’abbreviativo di Cancelletto!”
“Ragazzi! Mi serve Task Manager, non è il momento delle vostre incomprensioni”
fece notare il Puntatore, ma ormai il tasto Canc era un fiume in piena: “E invece è
esattamente il momento delle incomprensioni! Ah, ma ti faccio vedere io!”
Giunse sul monitor un’enorme Forbice.

“Forbice! Tagliamo questo maledetto e incolliamolo nel Cestino! Che la Forza sia
con noi!”
Il Tasto Canc, tanto era euforica, che balzò a cavallo della forbice, nata dal rapporto
torbido fra Ctrl e X. In effetti, il tasto Ctrl era imbarazzatissimo per sua figlia.
La forbice tagliò un sacco di frittura di pesce e il puntatore pianse amaramente, ma il
tasto Alt non venne fermato.
“C’è scritto Alt!” esclamò sudando la Forbice. “Che faccio?”
Il Puntatore colse la palla al balzo. “Tasty! Riavvia tutto!”
“Oh yeah”
Il computer si riavviò. Tutto tornò alla normalità, se normalità si poteva chiamare un
puntatore al centro di una frittura di pesce.
“Meno male” disse il Puntatore, decisamente sollevato. In effetti rispetto al piano
della barra degli strumenti era diversi pixel più in alto.
“Meno male questo paio di bit!” esclamò il Cestino, indignato. “I file che avevo
rigurgitato sono tornati tutti interi! Ho un reflusso che non hai idea!”
“Non ho idea, infatti, e preferisco non averne. Meglio un Cestino un po’ ingolfato che
un Monitor pieno di file inutili che coprono solo il Desktop”
“Ma che cavolo di proverbio è?” chiese il Mouse.
“Tu zitto, che a te piace solo il formaggio” fece notare il Puntatore. Il Mouse decise
di lanciargli la pallina che aveva sotto di lui, ma dopo non poté più muoversi. Inoltre,
il monitor proteggeva quel mondo strano e ricolmo di stringhe.

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