Sul tradimento.

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Partecipante al Drabble Day col tema: Tradimento

Quando perdi una persona poi ne rivaluti l’importanza.

Sto qui a guardare il mare senza sapere più cosa fare, cosa dire. A guardarmi le mani e a pensare a quel che ho fatto.

Il mare è anche mosso. Come se fosse arrabbiato, ferito, deluso. E anche io lo sono. Da me stesso.

“Non uccidere”. Si uccide in tanti modi, si ferisce, si spezza il cuore, e non riesco più a pensare ad altro. Non riesco a non pensare a quanto abbia tradito, senza pensare alle conseguenze.

Già.

Peccato che poi la vita ti presenta il conto, caro e meritato.

 

///

 

“Sei insopportabile! Basta, è l’ultima volta che mi hai deluso!”

Prende le sue cose e va via, sbattendo la porta con troppa violenza. Fra tutti i soprammobili che potevano cadere, cade proprio la fotografia. La nostra fotografia, che adesso presenta una grossa spaccatura, proprio fra me e te.

Ricordi dei giorni felici, che adesso non sono più. E tutto per colpa dell’incuria, dell’abbandono e un cuore ferito troppe volte.

Quell’ultima frase mi risuona come una campana dentro la testa. Non andrà via tanto facilmente. Forse, non lo farà mai.

 

///

“Forse devi contare fino a dieci, prima di parlare con gli altri.”

Sospiro. È tutto vero, ma mi vergogno lo stesso di quello che ho detto, di come l’ho detto, del perché l’ho detto.

È sempre così, la tentazione dell’egoismo è troppo forte e io ci casco sempre, perché è più semplice guardare le pagliuzze altrui e lasciare perdere le proprie travi. Solo che, poi, la trave ti piega mentre le pagliuzze volano via al primo colpo di vento, per non essere mai più ritrovate.

Mentre la trave nel cuore non ti lascia più.

///

“Che cosa passa nella testa di una persona che tradisce?”

Non so rispondere a questa domanda. O meglio, so rispondere, ma non è una risposta che piacerà.

“Non lo so, figliolo. Vedi, l’essere umano è contorto: vuole quello che non può avere e invece le cose che ha le butta, senza troppi rancori”

“Come i giocattoli?”

Eh. Ha proprio centrato il punto. Ha proprio paragonato le persone ai giocattoli, come nel suo piccolo mondo fatato, ancora troppo innocenti per poter essere cinico con la cruda realtà.

“Sì. Proprio come i giocattoli”

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