Chi sette?

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“Ogni quanto tempo passa l’autobus?”

La voce della panchina risuona per tutta l’aria circostante. È una domanda che di solito non trova risposta, anche perché non c’è esattamente qualcuno con cui parlare. La panchina guarda anche le nuvole, che, ricordando la panna, erano molto interessanti. “Che vita grama, eh? Ma io dico… non puoi andare più in basso di così!”

La panchina non ha mai sentito quella voce, quindi un po’ si spaventa. Da legno di cui era fatta, arrossisce diventando di metallo. “Chi sei?” chiede. “Come osi chiedermi chi sei? Perché non mi dici direttamente chi sette?”

La panchina aumenta la sua gradazione di rosso. Fa sgocciolare un po’ di sudore.

Benedetta rugiada.

“Chi sette?” chiede dunque,m correggendosi. “Sono l’Uomo-Buco!”

In effetti è davvero inquietante, almeno secondo la panchina. Alto, a forma di buco, indossa una maschera bucata e dal colore scolorito, come se ce ne fosse uno. “L’Uomo-Buco è qui per proporti una missione! O meglio, io ho bisogno di te per una missione!”

La panchina trema “No, guarda, sto aspettando l’autobus e…”

L’Uomo-Buco sprofonda in una risata. “Ma quale Autobus! Quelli non passano! Anzi, sui autobussizzano e va a finire che si portano a spasso da soli! No, l’avventura che ti propongo è decisamente più importante, una cosa che solo una panchina come te può fare!”

La panchina rimane perplessa. In effetti l’Uomo-Buco è molto trascurato, bucato quasi, ma non c’entra niente il formaggio svizzero.

L’Uomo-Buco è una voragine vuota fra le parole Zero e Per.

Lui prende la parola “Cara panchina, preparati a ricevere un’offerta che saresti solo uno sgabello stupido se la rifiutassi!”

“E che offerta sarebbe? Se continui a girarci intorno mi sembrerà di trovarmi dentro un buco oscuro che come un imbuto mi trascina!”

“Oh… si vede?”

Stranamente l’Uomo-Buco se ne compiace. “Comunque, voglio sedermi e tu non me lo impedirai!”

L’Uomo-Buco si produce in una risata malvagia.

La panchina sta in silenzio e poi risponde “E… allora siediti, sono qui per questo”

L’Uomo-Buco sgrana gli occhi, che sembrano delle orbite vuote. “Davvero? Non opponi resistenza? Non chiami il malvagio tappo per tapparmi la bocca?”

“No” dice la panca. “Perché mai? Sono una panca e la gente ci si siede, persino gli Uomini-Buco”

Così,. costui si siede, ma la panca cade dentro una voragine nera. In fondo, era un buco sin dall’inizio.

Ore dopo, passa il bus. Questi commenta: “Eh, ho tardato cinque minuti! Non c’è bisogno addirittura di creare buchi neri! E dai!”

 

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