Sempre la stessa storia/2

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Dichiaro che non m’interessa più niente.

Davvero, non m’interessa.

Mettere una D all’inizio di ogni frase? non mi interessa.

Mettere l’ordine alfabetico di tutti gli articoli di questo blog? Non m’interessa.

Non m’interessa neanche fare un articolo. Fosse per me, scrivere un IL gigante 72 caratteri e poi tutti a casa. E sapete perché?

Perché ho la pentola sul fuoco e devo andare a guardarla.

IL

LO

LA

Eccomi, sono tornato. Cosa? chi ha messo questi articoli qui?

“Gli articoli partitivi. Sai… partono!”

Chi ha parlato?

“Un articolo partitivo. Sai, DELLO. Composto da Di più Lo”

Uhm, capisco. Ma allora perché non ti sei palesato prima? Forse avevi timore che ti usassi in una frase?

“Be’, sì. Usami in una frase! Vedrai che non riesci!”

Vediamo.

“Marika aveva appena preso la bottiglietta di latte dal frigorifero e chiuse il frigorifero, proprio l’elettrodomestico dello sfigato Robert”

Visto? L’ho messo. Che te ne pare?

“Perché hai chiamato Robert sfigato?”

Be’, pensavo di farti una cosa gradita. Gli sfigati vanno molto di moda ultimamente. È come se parlassi di me stesso, in un certo qual modo. E allora l’ho chiamato sfigato, per rendere omaggio a me stesso.

“E allora sei un megalomane! Ehi, gente, ho trovato un  Megalomane!”

Tutti gli altri articoli partitivi giungono e mi prendono in giro. Arriva anche “Sullo”, che dice: “Ehi, che ne dite se lo facciamo combattere con Megaloman?”

Arriva Megaloman, nelle fattezze di un robot gigante che spara raggi laser di raggi.

“Pi Greco! Pi Greco Settimi! Pi Greco per due!” continua a ripetere mentre dei raggi partono dalla bocca e si conficcano nel terreno, facendo spuntare dei Pi Greci che non fanno altro che dire “Kalimera!”

Ma io lo sconfiggerò. Estraggo dal mio portaombrelli la mia spada laser a forma di diametro.

“Il diametro è sempre il doppio del raggio! Beccati questo!”

Megaloman cade e si rompe la testa, nel senso letterale del termine. Si rompe in mille pezzi.

“Hai sconfitto Megaloman! E ora cosa vuoi fatto, l’applauso?” chiede amareggiato DELLO.

Be’, no.

Non mi interessa.

 

 

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