Apro gli occhi.

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Apro gli occhi, sento che sia giunta l’ora di alzarmi.

Istintivamente, cerco il suo corpo accanto al mio… sperando che almeno stavolta abbia riposato.

Eccolo. Sento il suo respiro regolare, proprio accanto a me. Peccato che averlo fatto abbia disturbato il suo sonno leggerissimo.

“Umpf…” mugugna. “Hai dormito bene?” chiede vago, mentre si stira i muscoli.

“Insomma” rispondo. “Tu a che ora ti sei ritirato?”

“Verso le… tre, tre e mezza. Anzi, fra poco devo anche scendere”

“Non riposerai mai, eh?”

“Non mi va di parlarne”

Il fatto è che a lui non va mai di parlare di niente. Mi ha sposata, dopo che l’ho corteggiato in maniera spietata, ma chi mi ha detto che poi il matrimonio lo avrei vissuto da sola? Ecco, nessuno.

Ogni sera ho cercato di sedurlo: spogliarelli, preliminari, vestitini… niente. Poi ha anche smesso di tornare a casa a orari decenti e mi trova ormai sempre che dormo. È proprio una fortuna che lui sia qui, e lo blocco, prima che lui possa avviarsi al bagno.

“Dobbiamo parlare” dico minacciosa, e ogni uomo sa, nel profondo, cosa significa questa frase.

“Immagino che tu sia arrabbiata” dice lui, meccanicamente, ma rimanendo comunque impassibile.

“Oh, complimenti, Sherlock! Ora sì che il tuo dottorato in psichiatria ti è stato utile!” esclamo sarcastica. “Mi hai sposata, mi hai portato a vivere a Oxford, ma sono due mesi che non… che mi trascuri! Dove andremo a finire?”

“Oh” dice lui. “Be’, immagino che tu ti senta frustrata e la mancanza da parte mia di attenzioni ti attanaglia al punto da voler trovare una soluzione per salvare ciò che è salvabile”

“Esatto, Dorian! E ne dobbiamo parlare adesso, prima che sia troppo tardi e…”

Mi blocco.

“E?”

“E possa pensare che tu non mi voglia più e mi abbia sposata giusto per non stare solo, anche se lo sei eccome”

Dorian scuote la testa. “Suvvia” dice. “Ti rendi conto in che periodo dell’anno siamo?”

Rimango spiazzata da quella domanda. “Stiamo per entrare nell’inverno, perché?”

Dorian sembra imbarazzato, forse lo è. È impossibile decifrarlo perché sembra un robot. Comunque, si muove sul posto, come a voler evitare l’argomento. “Be’, sai che il freddo porta ad effetti strani sul corpo, o comunque su certe parti… e…”

Lo guardo a occhi spalancati e mentre fa perifrasi assurde per parlare di… Dorian junior, scoppio a ridere come un’indemoniata.

Ma come? Il grande dottor Darcy? L’idolo delle sue studentesse che d’inverno…?

E così, in preda alle risa, lo lascio andare. Decisamente, è molto stupido!

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