Condivisione: Esperimento 125

Eccomi qui a scegliere per voi un nuovo libro in vista delle vacanze Natalizie!

C’è da dire che Ilaria è una mia vecchia amica, quindi sono molto emozionato, oggi, di ospitarla in questo piccolo ed umile spazio, per presentare questo libro che merita un sacco!

Il libro si intitola “Esperimento 125” e questa è la sinossi:

Philip Miller è un etologo dedito al suo lavoro e continua fonte di delusione per genitori e fidanzata che lo vorrebbero diverso da quel che è, e più dedito al denaro e al potere.Tommy Pierce è uno scienziato, un genetista geniale e ‘strambo’ con una perdita dolorosa che ancora lo tormenta, solo al mondo e senza nulla da perdere, sempre al limite tra il progresso e l’azzardo.Amici da una vita, metteranno in discussione i loro sentimenti, il loro rapporto e la loro intera esistenza a causa di Ann, una ragazza venuta dal nulla, che è molto più di quel che sembra e che li porterà a sconvolgere i loro equilibri per sempre.

Bello, no? Bellissimo! È sempre meraviglioso che una ragazza che conosco da anni, una collega, riesca poi a pubblicare. Ecco quindi la piacevolissima chiacchierata che è venuta fuori! Buona lettura!

Ciao, Ilaria! È un piacere che tu sia qui. Parlami un po’ del
titolo: perché “125”?

Ciao Andrea! Il piacere è tutto mio.
Allora, questa storia, in realtà, è nata totalmente per caso, non mi sono mai cimentata prima in questo genere o con un personaggio come Phil, per cui è stato un vero ‘esperimento’ su più fronti, la prima volta che ho salvato questa storia (con solo tre parole in croce sopra) è stato proprio con il nome ‘esperimento’ e alla fine è rimasto così. Invece ‘125’ sia perchè volevo si capisse in parte quanto Tommy abbia lavorato e provato prima di arrivare ad Ann, sia perchè, ammetto, mi piaceva il suono che faceva.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere la prima stesura?

Ho iniziato a scrivere questa storia cinque anni fa, più o meno, in un periodo abbastanza nero per me sotto vari aspetti. E lei è sempre stata con me, anche quando la rinchiudevo in un cassetto e non le davo voce. L’ho ripresa e abbandonata così tante volte che ho ormai perso il conto di quanto veramente ci abbia messo a ‘finirla’.

Hai ascoltato musica mentre scrivevi?

Generalmente non ascolto musica, sono una persona che si distrae facilmente e quasi tutte le volte che ho provato ad ascoltare musica scrivendo ho finito con abbandonare una delle due cose. Esiste però una canzone che considero quasi una sorta di colonna sonora portante di questa storia ed è: ‘Silhouette’ (Active Child feat Ellie Goulding). Questa canzone è venuta fuori totalmente per caso un giorno che ero in pullman e l’ho subito collegata a questa storia ancora in gestazione. Quando non avevo voglia, quando niente mi sembrava avere senso la riascoltavo e mi rifugiavo a scrivere. Ancora oggi, quando la sento non posso fare a meno di pensare a Esperimento 125.

Come sono nati i personaggi?

In realtà, sono nati un po’ per caso, la prima a venir fuori è stata Ann, un giorno osservavo la mia gatta e pensavo “Come sarebbe essere in parte gatto? Avere alcune loro capacità rimanendo umani?” e da lì il pensiero si è modificato, ho iniziato a buttare giù alcuni comportamenti tipici di Ann e poi…è nato tutto.

Philip Miller è un etologo. Che tipo di ricerche hai fatto per
questo mestiere?

Quello dell’etologo è sempre stato un lavoro che mi ha incuriosito, però ne sapevo poco, quindi il caro vecchio Google è diventato il mio miglior amico, anche mentre scrivevo avevo sempre un paio di finestre aperte per cercare qualsiasi cosa mi venisse in mente.

Tommy Pierce, invece, è uno scienziato. È stato difficile
calarsi nella sua parte?

Tommy…lui è molto complicato in realtà. È quello che durante la stesura finale mi ha dato più grattacapi e al tempo stesso ha subito più modifiche. Avevo la continua sensazione che non gli stessi rendendo giustizia, non volevo passasse per un pazzo egoista pronto a sacrificare persone per i suoi scopi. Non so se ci sono riuscita, ma sicuramente rimane uno dei personaggi più ‘strani’ che ho incontrato fino ad ora.

E, alla fine, arriva Ann: quanto c’è di te in lei?

Poco. Alcune cose ci sono sicuramente perchè in ogni mio personaggio finisco col mettere qualcosa di mio, fosse anche solo il colore dei capelli o un tic o altro. La verità è che di mio c’è molto in Phil.

Il romanzo è breve e si legge molto scorrevolmente,
considerato il tuo stile: qual è la tua opinione riguardo questo
tipo di narrativa?

Partendo dal presupposto che quando inizio a scrivere una storia non mi do mai un limite o un obbiettivo di lunghezza preciso (tipo questa storia dev’essere per forza di mille pagine o cose così.). Cerco -oddio questo può sembrare strano- la storia e di capire se ha altro da dire o meno. Non mi va di riempirla di sovrastrutture solo al fine di renderle più lunga, penso che non è la quantità (e quindi anche la lunghezza della storia stessa) a fare di un romanzo, un racconto, o un testo qualsiasi, una storia ben riuscita o meno. Probabilmente sono andata fuori tema, scusa XD

Ormai siamo colleghi di self. Come mai questa scelta?

Non ho una risposta a questa domanda. Penso che autopubblicarsi sia una scelta molto coraggiosa, bisogna credere in se stessi e nelle proprie opere. Questo genere di autostima è una cosa che mi è sempre mancanta, quindi ho deciso, in un impeto di follia forse, di andare contro me stessa, raccogliere un po’ di coraggio e credere un po’ più in me e in ciò che scrivo e…mi sono buttata.

In questo romanzo c’è stato spazio per qualche gag comica?

Spero, più che altro, di essere riuscita a tirar su qualche piccolo sorriso qua e là nella storia.

La copertina è molto semplice: come l’hai concepita?

La volevo proprio così. Semplice e immediata (niente sovrastrutture nemmeno per la copertina XD) lo sguardo di Ann in primo piano che richiama a sé l’attenzione, chi è questa ragazza? Perchè mi sta guardando? Qual è la sua storia? Almeno questo era ciò che avevo in mente, non so se sono riuscita a trasmetterlo!

Il tuo racconto, parlandone da esterna, cosa potrebbe avere
che magari altri non hanno?

Questa è una domanda difficilissima, a cui non credo di saper rispondere (poca autostima ecc ecc ricordi?) Sicuramente in questa storia c’è un pezzo di me e questo non lo si può trovare altrove 😛

Ebbene, sono soddisfatto. Complimenti vivissimi per questo
traguardo e grazie per il tuo tempo!

Ed io ringrazio te per i complimenti e per l’intervista 🙂

3 pensieri su “Condivisione: Esperimento 125

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