La fata dispettosa.

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La fata dispettosa

Forse non ve ne siete mai resi conto, ma quando si attraversa un bosco, non c’è modo migliore per farlo che svolazzare attorno agli alberi. Come dite? Non sapete farlo? Eh beh, direi, perché io sono una fata!

Una fata simpatica e carina, oserei dire. Molto carina. Insomma, ho i capelli lunghi e biondi e magnetici occhi azzurri, azzurri come il ruscello che scorre qui vicino e dove si fa il bagno il maschio che mi piace. Ma non mi calcola nemmeno! Che frustrazione!

Bah, in ogni caso svolazzare in questi posti mi è sempre piaciuto. Poi so fare anche i loop. Per chi non lo sapesse, i loop sono movimenti circolari che fanno parte della traiettoria di ogni fatina che svolazza.

Il mio record è tipo di quattro capriole di fila, ma oggi sono talmente carica che ne farò cinque.

“Non ci credo. Sono pronto a scommettere cento delle mie foglie” mi dice l’albero.

“Ebbene, oggi scriverò la storia. Uno, due, tre e…”

Paff.

Ho sbattuto! Ma chi cavolo è stato? Eppure c’era una radura!

Mentre l’albero se la ride, alzo gli occhi da terra e vedo che c’è un uomo. Vestito da trekking, oltretutto, che sta spiegando a dei mocciosi come fare per montare una tenda.

Ma gliela faccio vedere io, adesso! Come si permette? Aziono subito la mia particolarità, quella di alzarmi quando mi pare, assumendo una statura umana.

“Salve a tutti” esordisco. Okay, ci sono bambini che ridacchiano, ma che ci posso fare se non ho avuto tempo di cambiarmi e sono ancora vestita da fata? Per fortuna i vestiti crescono con me, altrimenti… “Mi sono persa e mi chiedevo quale fosse il percorso giusto per uscire dal bosco. Siete scout, vero? Quindi saprete tutto di boschi e simili”

Mentre parlo, noto che il tipo che mi ha impedito di fare i loop mi guarda inebetito. Sono bellissima, lo so, e mi sta letteralmente mangiando con lo sguardo.

“Ehm… direi, direi di no, ehm… siccome adesso cala la notte, direi che si può… ti poi fermare qui nella mia tenda, invece di perderti ancora. Il bosco è scuro e pieno di terrori. Meglio rimanere al… al sicuro”

Certo, che stupido! E questo è il massimo che sa fare per rimorchiare?

Gli faccio gli occhi dolci, altrimenti lo scherzo non può proseguire.

“Oh, grazie! Grazie mille! Mi metto già dentro la tenda!”

Noto che il capo scout deglutisce in ansia, mentre io mi infilo dentro la tenda. Chissà a cosa sta pensando… magari sta facendo un trip mentale che prevede me intenta a spogliarmi per la notte, per poi infilarmi una vestaglia bianca, diciamo di pizzo pure, addormentandomi avvolta nella seta.

Be’, niente di tutto questo. Invece, torno nelle mie reali dimensioni e mi gusto la scena.

“Ma… dov’è?” si chiede spaventato il gran mogol delle mie alette. “Non se ne sarà mica andata? Le avevo detto che era pericoloso… devo andare a cercarla”

Effettivamente sta cercandomi, mentre i pargoli dormono. Ebbene, basta che sia a portata di tiro e gli ronzo all’orecchio.

“Ci mancavano solo le zanzare, e basta! Sciò!”

Per tutta la notte, non ho intenzione di lasciarlo in pace col mio ronzio speciale da fata incattivita. La prossima volta ci pensa due volte a tagliarmi la strada!

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