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Ogni volta che devo mangiare il pandoro, è una tragedia. Sul serio: lo addento e tutto lo zucchero a velo va ovunque tranne dove dovrebbe andare…

“Sul tuo naso ihihihi xdxd”

A parte che ho detto a più riprese che si tratta di gessetti, ma non capisco sinceramente questa polemica.

L’albero di Natale che ho fatto guardò storto il pandoro che ho mangiato.

“Tu puoi essere mangiato io no. Credo che vada da sé chi sia il migliore fra noi” affermò la pianta sintetica.

“E questo cosa dovrebbe significare, eh?” chiese offeso il pandoro. “Io ho moltissime altre qualità, oltre ad essere morbido e buonissimo! Ad esempio, questo…”

Il pandoro scuote se stesso e, di conseguenza, fa voler via lo zucchero a velo, quello di cui ho detto che dà fastidio che cade a terra. Adesso che so che non lo vuole neanche lui, mi regolerò di conseguenza.

In ogni caso, la polverina va a depositarsi sui rametti di plastica, rendendo all’albero un effetto innevato,m che, con le luci colorate annesse, lo rende il più bello del mondo.

“Grazie, pandoro!” esclama molto soddisfatto la pianta. “Adesso voglio andare il giro per il mondo per vantarmi un po’ con le altre meraviglie del pianeta!”

La prima tappa di questo suo tour si svolge in Egitto, fra le piramidi.

“Ehi, sapete Piramidi? Sono diventato il più bello e voi siete solamente una mezza tacca al mio confronto!”

Le Piramidi, essendo comunque edifici molto usati in geometria, difficilmente risponde ad alta voce e infatti non parlano affatto. Piuttosto, loro passano ai fatti facendo fuoriuscire una mummia mutante che puzza e inciampa su se stessa avendo i rotoli attaccati.

L’albero, per poter fuggire da loro, arriva anche alla Statua della Libertà, altra meraviglia monumentale mondiale.

“Sai che io posso spostarmi e tu no?” L?albero innevato si gira qualora sia possibile per uno come lui che tutte le facce uguali e le getta un olezzo fatto di… abete, nel senso che odora. La Statua della Libertà allora sospira e, fatto scendere il braccio che regge la torcia, colpisce quella mosca come se fosse una palla da baseball, usando tutta la forza che l’acido lattico può offrirle.

L’abete allora cade proprio al centro di Stonehege, dove si accende un rituale che fa pervenire alcuni alieni, i quali, non sapendo come siano fatti gli esseri umani, rapiscono lui e quindi non solo si convincono che noi umani siamo fatti di erba sintetica e luci colorate, ma si mettono anche a festeggiare il Natale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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