Come cucinare l’uovo d’oca

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Convento, Divorziato, Fritto, Carica!

Giorgio ha appena divorziato.

Tutti credevano che fosse triste, invece no, era contento. In fondo, essere sposati con una pazza che voleva lasciarlo non andava tanto bene.

“Ti voglio lasciare” e allora sono cominciate tutte le pratiche per il divorzio. Tutte, firma compresa.

Giorgio sta dunque passeggiando, assaporando la sua vita da single.

“Single, come quando copri un rigo del Tetris. Altrimenti è un Double” dice a se stesso. I passanti lo guardano perplessi.

La sua camminata ricorda un po’ quella di un’oca.

“Ricordi un’oca” disse un’oca, in pieno parco. Giorgio annuì.

“Sì, ma almeno io ho charme. Voglio dire, non ho le piume” precisò.

“E chi non le ha” disse l’oca. “Però con me ci fanno i cuscini, di ottima piuma d’oca. Con te cosa possono farci? Un fritto misto?”

“Ma quelli sono io gamberi!” osservò Giorgio.

“Ehi!” esclamò un gambero, appena interpellato. Era appena uscito dallo stagno.

“Un Gambero nello stagno!” Oh mio uovo!”

L’oca covò un uovo fatto e finito, a causa dello spavento.

“Puoi mangiarlo” disse l’oca. “Fritto, se ci riesci”

“Beh, chiunque può mangiare un uovo fritto” disse Giorgio. Si alzò e, preso l’uovo, andò dritto filato a prendere una padella.

“Scusi, ha mica una padella?” chiese.

“No, sono un fottuto albero!” esclamò una quercia.

“Mi scusi eh, che maniere”

Giorgio andò allora a chiedere da un’altra parte.

“Senta, mi servirebbe una padella”

“Beh, sfortunatamente oggi ci sono solo quindici gradi ma in piena estate sono molto simile a una padella, anzi dalla padella alla brace!” esclamò la panchina, ammiccando.

“E chi non lo sa” borbottò un vagabondo, che faticava a dormire sulle panchine.

Vedendo che il parco era poco collaborativo, andò in convento. Si sa, i conventi erano pieni di suore.

Bussò. Una fessura si aprì.

“Pace e bene!” esclamò la suora, entusiasta di ricevere visite. “Cosa le serve?”

“Una padella, sicuramente l’avrete” chiese Giorgio con la massima cortesia.

“L’avremo, certo” disse la suora. “Vedremo in quanto tempo”

E gli chiuse la porta.

Giorgio allora fece la cosa più sensata del mondo, che se l’avesse saputo la sua ex moglie l’avrebbe risposato di nuovo.

Indietreggiò brevemente per prendere la rincorsa e urlò: “Carica!” e, di corsa, andò dritto alla porta in legno massiccio delle suore.

Tuttavia, non sapeva che la madre superiora era andata a prendere una padella proprio per lui, e quindi aprì la porta proprio nel momento in cui Giorgio strava per andare a battere.

Giorgio corse e corse. Entrò nel convento, finendo chissà come nel refettorio e finendo egli stesso in una padella. Non quella della madre superiora, un’altra.

Fu così che si frisse, e venne mangiato.

“Sa quasi di uovo d’oca” disse una sorella fra le novizie. La madre superiora si trovò d’accordo.

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