Mi annoiavo

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MI ANNOIAVO

“Dai che c’è questo evento bellissimo nei paraggi!”

No, non mi va.

“Dai, andiamo subito al concerto dei…”

Che palle.

Ma perché non mi viene di fare niente?

“Te lo dico io” dice il mio amico. “Perché a tutti questi eventi non c’è lei”

Ci ha colto nel segno. Lei.

“Perché non me ne racconti un pochino? Com’è fatta?” mi chiede un altro mio amico. È un po’ bucato, ma molto simpatico.

“Magari non sarà la più formosa, ma è molto accogliente, ti riscalda con un solo abbraccio. Magari non sarà salutista, ma con quei quattro denti che ha è la più mangiona di tutte”

“Wow” commentano tutti ammirati. Improvvisamente, la vediamo passare.

“Eccola, è lei. La Forchetta”

“Sono la Forchetta” dice. “Che ne dite se oggi facciamo una spaghettata?”

Tutti i miei compagni si tirano indietro. Io solo rimango davanti.
“Avanti, è la tua occasione!” esclama. “Invitala!”

“Ehm… a che ora sarebbe?”

“Facciamo sul piatto a mezzanotte? Vengono anche l’aglio, l’olio e il signor Pep Eroncino”

“Ah, ok”

Mi sento un po’ abbattuto.

“Che ti rpende?”

“Vengono anche l’Aglio e Pep”

“Ahia” commenta lui, a ragione. “L’Aglio fa una puzza incredibile. Non si è mai lavato in vita sua. Credimi, lo conosco”

“E che mi dici di Pep?”

“È un tipo… focoso”

Chiude sibillino. Non so dunque cosa aspettarmi.

Arrivata la mezzanotte, giungo al luogo convenuto. Un tipo vestito di rosso mi si avvicina.

“Ehi! Tu devi essere l’amico della Forchetta, vero?”

Amico… “Sì, sono io. Sono lo spaghetto”

“Maledetto! Ti ammazzo! Aaaahhh! Ahhh!”

Pep sta per avventarsi su di me brandendo una frusta di fuoco ma l?Aglio arriva facendolo scappare. Aveva ragione l’altro Spaghetto, puzza.

“Andiamo, non scaldarti tanto” commenta. “Piacere, Aglio”

Gli stringo la mano. Vorrei non averlo fatto. Siamo tutti attorno a un pentolino, probabilmente per fare il soffritto, mentre io dovrò bollire ed essere mangiato e coronare il mio sogno d’amore.

“Siete tipi simpatici, mi hanno detto” osservo.

“Lo siamo eccome” dice l’Aglio. “Tu non devi preoccuparti”

Ha l’alito che gli puzza di aglio. fatico a restargli vicino. Arriva la Forchetta.

“Ehilà! Che si dice oggi? ma perché sei venuto da solo? Che spaghettata è senza almeno un pacco intero da buttare l’acqua bollente salata?

“Ehm… volevo rimanere un po’ solo con te”

“No” dice la Forchetta. “Ammesso e non concesso, non riuscirei ad abbracciarti come si deve”
Ci prova e riprova, ma effettivamente la magia non si verifica.

“Mi sa che dovevi nascere Fusillo”

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