Curiosità uccise il gatto.

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Gino era un gatto.

In quanto tale, tendeva a farsi i fatti suoi e pensava che tutti i suoi simili lo imitassero. Nel senso, imitassero lui in particolare.

Non era una cosa sicura, però. Fintantoché ne era convinto, si sarebbe comportato come un leader e quindi tanto valeva comandare.

Avrebbe ordinato del cibo, avrebbe preteso la lettiera pulita, si sarebbe sdraiato sul balcone nelle giornate calde e stiracchiato sulla tastiera.

“Gino, non rompere le scatole!” gli esclamò qualcuno come se davvero rispondesse. Il gatto è al di sopra delle scatole.

La sua vita gli sembrava perfetta quando ad un certo punto trovò una sfera al di sopra di una mensola.

 

Sentì un brivido. Non sapeva se prenderla o no: non gli piaceva fare chiasso, e se il suo piano, che aveva già in testa, fosse andato storto, avrebbe creato caos e disordine dentro il quale non sarebbe riuscito a vivere.

All’improvviso una voce parlò: “Curiosità uccise il gatto…”

Gino sapeva di avere sette vite. A che vita era giunto?

Il piano prevedeva di salire sulla mensola tramite mongolfiera. Si girò a destra e a sinistra ma non ne trovò alcuna.

 

“Che strano” si disse. “Come mai non ci sono mongolfiere?”

“Non in casa” gli fu detto dal pavimento. Gino si spaventò. Un pavimento che parlava? E da dove gli veniva fuori quella particolarità?

“Non in casa… e dove, in giardino?” chiese sospettoso Gino.

“Nemmeno” rispose il pavimento. Gino si stava innervosendo. Perché parlava? Aveva persino una voce fastidiosa!

In ogni caso, se non c’era una mongolfiera in casa c’era sicuramente un gabbiano. Era appena entrato.

“Ehi! E io?” chiese un pellicano appollaiato al balcone, mentre Gino montava sul gabbiano.

“Alla prossima storia!”

Gino andò dunque alla sfera e la prese con tutte e quattro le zampe: era un gomitolo di lana!

Fantastico! Morbido! Com’era che diceva il pavimento? La curiosità uccide il gatto?

“Ma la curiosità lo fa resuscitare!” esclama tutto contento.

“Perché, quando saresti morto?”

E in effetti..

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