Come non rimorchiare.

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“Certo che Sara è proprio bellissima” disse Gianglabro al fratello.

“Già” disse Pierglabro. “Credi che sia single? E se lo è, noi cosa potremmo fare?”

Gianglabro ci pensò su. Accese una sigaretta, lo aiutava a pensare.

Non gli veniva in mente niente. Poi accadde. “Gara alcolica per portarcela a letto e fare una cosa a tre”

“Accidenti, sei ambizioso”

“Vedrai”

Detto quello, i due malvagi andarono a Sara, la quale stava stravaccata sul divano. Era molto bella, ma altrettanto pigra. Diceva sempre che doveva studiare, e non era vero. La sua vita la conduceva la notte, così di giorno poteva concedersi un sacco di pisolini.

 

“Vorrei tanto avere un calamaro” stava dicendo Sara, cambiando canale all’indietro, al telecomando.

“Oh, lo avrai!”

Sara si alzò dal divano. Chi aveva parlato? Forse l’attaccapanni? Eh, lo doveva immaginare: l’aveva sempre guardata con sospetto. Con tutti quegli artigli dove attaccavano i panni…

O forse lei stessa era un attaccapanni. In effetti non c’era da stupirsi: aveva dei panni attaccati. La pelle coperta da strati di tessuti che non sapeva riconoscere.

“Cos’è che avrò?” chiese una volta uscita la testa fuori dalla finestra. Guardò giù: erano quei due scemi dei fratelli… come facevano di cognome?

“Dobbiamo proporti una cosa!”

Sara non capì: dovevano proporle una rosa? E perché mai? A lei piacevano i tulipani…

Quella sera, senza sapere come, Sara si ritrovò a casa dei due fratelli. Era sicuramente colpa dell’attaccapanni. Davanti a lei c’era dell’alcool.

Era sicura che ci fosse qualcosa che non tornava e lo disse: “Voi mi avevate proposto una rosa, no? Ma qua c’è solo birra”

“In effetti è così” disse Gianglabro. “Vorremmo proporti tante rose. Su, bevi”

E lei bevve. Di solito, non era una che si sottraeva ai bicchieri. I bicchieri la chiamavano e lei rispondeva, mettendoli in  bocca. Loro, da quel contatto, le donavano il liquido contenuto, infatti era impossibile che Sara bevesse bicchieri vuoti.

Uno dopo l’altro, reggeva molto bene l’alcool e figura una risata e l’altra, i due fratelli crollarono a terra. Volevano portarla a letto? Be’, sarebbe stata lei a portarli a letto.

Di peso. Sulla schiena.

“Grazie, bicchiere” bisbigliò Sara al bicchiere. Lui fece il saluto militare, dedicato a una compagna di tante battaglie.

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