Guardie e ladri

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Faccio un respiro profondo. Il muro è talmente sicuro da potermi salvaguardare da ogni colpo.

Però devo uscire, altrimenti non potrò dirmi salvo.

Maledetto. Deve sempre cercarmi ovunque: Nel cesto della biancheria sporca, sotto il lavello del lavandino, persino dentro lo scaldabagno. Lo ammetto, quel giorno lì avrei potuto avere un’idea migliore.

 

Adesso, però, siamo in campagna, perciò…

“Fermo lì! Mani in alto!”

Caspita!

Il mio cuore perde un colpo.

Sento l’indice affondare nei miei capelli. Mi ha davvero battuto.

“Ti dichiaro in arresto” mi sussurra. Maledetto!

“Adesso mi devi un gelato…”

Gli dovrò un gelato. Già. Come quando gli ho dovuto offrire un tostapane, che gli ha morso il dito. E come quando, la volta prima, gli ho dovuto offrire la Luna, che lui poi ha chiamato Prterodonte. Solo che nessuno lo sa.

“Sei veramente una pippa” mi dice. “Meglio che tu faccia altro, rispetto al ladro”

Già.

“Adesso dovrai offrirmi una tibia. Destra, se riesci”

Ma dove la trovo io, una tibia?

///

Le sirene della polizia si fanno più insistenti. Porca miseria, non ci sono neanche vicoli dove svoltare.

Il carico si fa sempre più scottante, ma non vorrei mai privarmen, anche perché il colpo del secolo poi come lo dimostro ai posteri?

“Mani in alto! Mani alto! Sei circondato! Accosta la macchina, e non saremo costretti a fare fuoco!” mi esclama una voce fin troppo nota.

Maledetto bastardo. Crede di avermi messo alle strette, eh?

E va bene. Pigio meglio sull’acceleratore e vediamo se riescono a tallonarmi, questi pezzi di merda.

Faccio slalom sulle macchine ignare, e  un forte senso di adrenalina mi porta a sottovalutare i pericoli della strada.

“L’hai voluto tu!” Mi esclama col megafono il maledetto. Ma oggi non è come quindici anni fa. Lui è un noto tenente, io invece un ladro internazionale. Catturarmi vorrebbe dire fare un bel passo avanti in carriera, ma io…

Io ho il colpo del secolo in macchina, proprio dietro di me. Neanche Batman riuscirebbe a fermarmi!

“Salve”

Sono stato fermato. Ma chi è?

“Sono l’Uomo Scaldabagno, quello chwe quel giorno di tanti anni fa hai violato nascondendoti dentro il suo corpo”

E in effetti si scaldò. Ma… non vorrà arrestarmi per…?

“Esatto” disse sghignazzando l?Uomo Scaldabagno. “Voglio arrestarti per non aver messo il sale dentro la pentola per la pasta”

Maledizione! Avrei dovuto capirlo! E adesso, dopo lo scaldabagno, starò al fresco!

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