Il racconto meno interessante del mondo.

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Un articolo che neanche l’immagine abbinata non è interessante

 

 

Ecco. È arrivato il solito pacco. Ultimamente credo di stare impazzendo! Per tre volte consecutive, apro il pacco ed è… vuoto.

Lo spacco, lo disintegro, mi fiondo su tutte le bollicine di plastica ma poi. Niente. Rimango deluso su quello che vedo. O meglio, che non vedo.

Oggi, però, non ce n’è per nessuno. Il mio pacco dovrà sicuramente contenere qualcosa: voglio dire, nessuno sta sprecando cartone e plastica per il nulla, vero?

Lo taglio con la massima cura, ma alla fine, dopo aver scartato il polistirolo, come sempre non c’è niente.

Probabilmente il buontempone che c’è dietro a questi colpi di testa si starà divertendo un mondo. Io, però, no. Voglio vedere chi ci sta dietro.

Vado all’ufficio postale scaraventandogli addosso tutto il polistirolo rinvenuto in questo periodo e dico “ma è una vergogna! Non controllate i pacchi che vengono! Sono già quattro volte che ricevo qualcosa che non esiste!”

“Oh beh” dice la postina dietro il vetro “anche lei però, che riceve polistirolo e dice che non esiste! A parte che ha saltato palesemente la fila per il turno.”

Centoventisei persone dopo, tre delle quali si erano anche presentate due volte, ripeto la stessa scena.

“È una vergogna! Perché mi mandate pacchi vuoti?”

La tizia che mi aveva risposto prima ride sguaiatamente anche adesso. “I pacchi non vuoti, messere! Sono tutto: di plastica, di cartone, fatta di atomi, protoni, neutroni, elettroni, elettrici, elettrodi, ma non sono vuoti! Il vuoto può farci soffocare all’istante!”

“Sono vuoti, invece” borbotto. “Chi è che mi manda pacchi vuoti senza nessun regalo?”

“L’uomo invisibile” dice lei. “Deve guardare, lei, il mittente”

Il mittente è colui che ha spedito la lettera. Lo leggo con forte scetticismo.

Scetticismo legge: “Uomo Invisibile, Casa della Foresta Bianca, Terra di Nessuno”

Deglutisco. Scetticismo se ne va indaffarato e io rimango a parlare con la tizia che lavora all’ufficio postale.

“Non ho mai avuto una cantina buia” racconto. la tizia tuttavia accoglie già il cliente dopo di me.

L’uomo invisibile mi sta dando un sacco di cose invisibili che probabilmente avrei dovuto montare per creare… cosa? Può essere qualunque cosa, dato che è invisibile. Può essere un armadio, una parete attrezzata, una porta, una scultura in legno, insomma qualcosa di montabile.

Un pezzo dopo l’altro, lo monto in maniera invisibile con strumenti inesistenti e alla fine, togliendomi il sudore dalla faccia, rimango fiero del nulla davanti a me.

“Ho creato la cosa meno interessante del mondo!”

In effetti non c’è niente da vedere, se non il piano della cucina.

E anche io sparisco lentamente, diventando invisibile.

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